Chi vince la Mostra del Cinema di Venezia 2017?

Oggi finisce Venezia74 e fioccano i pronostici. Cosa vedremo al cinema da domani?
Sabato, 9 Settembre, 2017 (All day)
Oggi finisce Venezia74 e fioccano i pronostici. Cosa vedremo al cinema da domani? Ecco cosa abbiamo scelto per voi dal Venice Film Festival.
 
Stasera vi racconteremo in diretta vincitori e dibattiti, ma adesso è ancora tutto sospeso tra bilanci e previsioni. L'instagramer è un radar di ciò che accade, coglie ciò che è nascosto: dopo scatti, red carpet, appostamenti in Darsena, conferenze stampa e tanti film, Cristina Di Bella, Raffaella Vidali, Manuela Salamone, Marco Paris, Danilo Maggi, Laura Scarpa, e chi scrive, Pietro Gallina, abbiamo stilato la lista dei film più belli e decretato che “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri", "Ammore e Malavita”, “Human Flow” e “The Shape of the Water” sono il nostro quartetto magico. Chi vincerà?
 
I FILM PIÙ AMATI
Tra i film in concorso quello che maggiormente sta entusiasmando pubblico e critica è Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin Mcdonagh con un grandiosa Frances McDormand. Le pellicole del regista inglese di origini irlandesi che ha diretto e sceneggiato In Bruges si contano sulle dita di una mano, ma ha già vinto un premio Oscar con il cortometraggio Six Shooter.
 
Il cast di Ammore e Malavita, foto di Rossana Viola
 
A sorpresa, e per motivi diversi, ci siamo trovati tutti d’accordo nell’entusiasmo per Ammore e Malavita dei Manetti Brothers, un musical in salsa napoletana carico di ironia, sentimenti e grandi interpretazioni. Arriva in sala in ottobre, non perdetevelo!
 
Contrariamente a quanto espresso dalla critica italiana che lo colloca all’ultimo posto, ci ha entusiasmato e trovato d’accordo Human Flow il documentario di Ai Weiwei, che ci auguriamo raccolga premi e arrivi presto nelle sale.
 
Ai Weiwei e la sua famiglia sul red carpet. Foto di Marco Paris
 
Abbiamo amato The Shape of the water di Guillermo del Toro (apprezzatissimo anche dalla critica nazionale ed internazionale), The Insult di Ziad Doueiri e La Villa di Robert Guédiguian. Tra questi film si potrebbe nascondere il Leone d’oro?
 
Per la sezione Orizzonti i film che ci sono piaciuti di più sono stati l'iraniano Bedoune Tarikh, Bedoune Enza (No Date, No Signature) di Vahid Jalilvand, Espaces Menacees di Gilles Bourdos e Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, che ha aperto la rassegna. Prossimamente in sala l'imperdibile e sorprendente cartoon napoletano Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone.
 
Tra gli altri film ci siamo entusiasmati per Loving Pablo di Fernando León De Aranoa, con Xavier Barden e Penelope Cruz, La Melodie di Rachid Hami (Fuori Concorso), e due film dedicati a grandi donne: DIVA! di Francesco Patierno (Fuori Concorso) e Looking for Oum Kulthum (Giornate degli Autori), film di Shirin Neshat, artista iraniana conosciuta per i suoi ritratti di corpi di donne ricoperti da scritte in calligrafia persiana, che ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale Arte 1999 con il cortometraggio Turbulent (per chi volesse vederlo, il video è su YouTube).
 
Il cast di La melodie. Foto di Rossana Viola
 
Forse anche per la nostalgia degli anni 80, grande entusiasmo è stato raccolto da alcuni lavori restaurati del grande John Landis: il videoclip Thiller di Michael Jackson, presentato in 3D, e Into the night (Tutto in una notte) con Jeff Goldblum e la perfetta Michelle Pfeiffer.
 
 
PARERI DISCORDANTI per The Leisure Seeker di Paolo Virzì, che per alcuni è stato il film più bello tra quelli in concorso, per altri invece un road movie noioso. Tutti unanimi nel riconoscere la bravura degli interpreti. Va detto che sebbene abbia ricevuto voti mediamente alti anche a livello di critica nazionale ed internazionale, questo film ha fatto discutere molto qui al festival. Potrebbe regalare un coppa Volpi a Helen Mirren, ma è difficile pensare che possa ottenere il Leone D’oro.
 
 
Helen Mirren. Foto di Marco Paris
 
Discorso simile per il film fuori concorso Our Souls at Night con la copia Redford/Fonda e per Victoria & Abdul, il film di Stephen Frears con Judi Dench, che ha trovato tutti d’accordo sulla fantastica interpretazione della Dench, ma non sull’efficacia del film.
 
 
L'ATTRICE PIÙ CONTROVERSA è stata Jennifer Lawrence, che ha fatto impazzire i giovanissimi sul red carpet (dove l'attendevano dalla sera prima), ma che ha suscitato reazioni di delusione e indignazione, tra i giornalisti e tra gli istagramers.
 
Jennifer Lawrence al photocall di Mother!. Foto di Rossana Viola
 
DELUSIONI
Le pellicole che hanno deluso le aspettative sono Mother! di Darren Aronofsky , Una Famiglia di Sebastiano Riso, Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini (nonostante la splendida performance di Valeria Golino) e soprattutto Suburbicon di George Clooney. Applausi tiepidi anche per il film di apertura, Downsizing, debole rispetto ai film che hanno aperto la mostra gli scorsi anni.
 
 
LE MIGLIORI INTERPRETAZIONI
Tra gli attori in concorso le “nostre” coppe Volpi vanno a Xavier Bardem e Michelle Pfeiffer (Mother!), a Helen Mirren (The Leisure Seeker), a Frances McDormand​, Woody Harrelson e Sam Rockwell (Three Billboards Outside Ebbing), Claudia Gerini (Ammore e malavita), Micaela Ramazotti (La Famiglia). 
 
 
Frances McDormand fotografata da Rossana Viola a Venezia74
 
Il red carpet di Woody Harrelson e Sam Rockwell, foto di Rossana Viola
 
Premiati da Veneziadavivere Judi Dench e Penelope Cruz, menzione speciale per l’interpretazione di coppia di Jane Fonda e Robert Redford
 
Fondamentale la riflessione di Jim Carrey sull'identità, a Venezia per Jim & Andy: The Great Beyond, regia di Chris Smith, che racconta la sua esperienza sul set di Man on the Moon di Miloš Forman, in cui Carrey interpreta il comico Andy Kaufman"La mia personalità era tutto per me, all'inizio della mia carriera. Poi, quando inizi a interpretare personaggi, piano piano realizzi che anche tu sei un personaggio. E ora, dopo questa esperienza, ho capito che c'è un personaggio che mi interpreta da una vita. Non esiste il sé, non esiste l'io: esiste un'energia cui viene assegnata un'etichetta. Anzi, una serie di etichette che sono ancore per un barca che non esiste: etichette come la nazionalità, il nome, la religione, e tutto il resto. Ma noi non siamo questo insieme di idee e di strutture, non siamo nulla di tutto questo, e quando lo capiamo è una fottuta liberazione." (l'articolo completo è su Comingsoon.it)
 
Concludiamo i pronostici, in attesa di darvi i veri premi stasera in diretta via Twitter, con il Gran Premio della Giuria (degli Instagramer) a Amir Aghaei, dottore sconvolto dal senso di colpa in No Date, No Signature, in corsa per Orizzonti.
 
 
Amir Aghaei tra il pubblico in sala. Foto di Pietro Gallina
 
Articolo di Pietro Gallina @veneziacinema www.veneziacinema.com. Le foto in alto sono di Rossana Viola.