La Realtà Virtuale a Venezia74: il cinema del futuro

Venezia-VR al Lazzaretto Vecchio: 31 opere realizzate con la Realtà Virtuale.
Venerdì, 1 Settembre, 2017 (All day) to Sabato, 9 Settembre, 2017 (All day)
La Realtà Virtuale porta Venezia74 verso il cinema del futuro. Nell'isola del Lazzaretto Vecchio il Venice Film Festival presenta Venezia-VR: 31 opere realizzate in Virtual Reality. Ecco il nuovo modo di fare cinema.  
 
La navetta parte dalla Riva di Corinto proprio dietro al Palabiennale. In pochi minuti di barca si arriva all'isola del Lazzaretto Vecchio, il primo lazzaretto della storia (istituito dalla Repubblica di Venezia nel 1423), luogo storico reso disponibile dai Musei Civici Veneziani. L'ambiente è minimalista. Le poltrone e i tavolini bianchi high tech mettono in risalto le travi e le murature centenarie. Negli spazi esterni è stata allestita una zona relax, con tavolini e angolo bar-caffè, utile sia per rendere più confortevole l'attesa (è richiesto di presentarsi con un certo anticipo) sia per rilassarsi una volta usciti dalla realtà virtuale, che può lasciare un certo stordimento per qualche decina di minuti. 
 
 
Le sezioni di Venice VR che si possono visitare sono tre: Stand Ups, in cui lo spettatore assiste al film stando in piedi, Installations che prevede la fruizione del film in particolari ambienti, anche con interazione fisica, ed infine il Virtual Reality Theatre dove da decine di poltroncine girevoli gli spettatori vivono il film in contemporanea. 
 
Indossato il visore e le cuffie, si entra  nella "realtà virtuale immersiva" accolti da una visione di Venezia dall'alto che lascia a bocca aperta. Come se si fosse a bordo di un aereo, si può vedere ogni parte della città, e poi voltandosi anche le isole, il Lido, e dalla parte opposta la terraferma.
 
In pochi secondi la laguna lascia il posto ad uno dei maxi condomini in cemento di Secondigliano. È iniziato Gomorra VR -We Own the Streets di Enrico Rosati (in concorso). 
È impressionante sentirsi fisicamente all'interno del film, con i motorini che sfrecciano a pochi metri. Ci si muove nel palazzo e ci si volta perché i rumori provenienti da dietro le spalle annunciano che la scena si sta svolgendo lì. La grande sorpresa è che questo corto non dà la sensazione di assistere ad un videogioco. È narrazione vera e cinema al 100% in cui lo spettatore si ritrova dentro lo schermo.
 
 
Con ON/OFF di Camille Duvellory e Isabelle Foucrier (Fuori Concorso - Biennale College Cinema VR) la realtà virtuale viene usata in modo diverso. Il corto racconta l'esperienza del fine vita in un reparto di rianimazione. Si è catapultati nella "realtà" cruda e poco spettacolare, spesso in spazi angusti come lo stanzino dove si danno ai parenti le cattive notizie. In questo caso più che sorprendere lo spettatore con effetti speciali, il nuovo strumento tecnologico è utilizzato per far sembrare le immagini ancora più reali e toccanti. 
 
Chromatica di Flavio Costa (Fuori Concorso - Biennale College Cinema VR) con Christian Burruano e Camilla Diana, è un corto in parte in bianco e nero in parte a colori, carico di poesia. Qui la realtà virtuale non è usata per stupire ma per coinvolgere. Spesso ci si guarda attorno per capire dove stia per succedere qualcosa e ci si ritrova guidati solo dalla musica e dalle immagini. Ci spiace sia fuori concorso perché meritava di essere premiato. 
 
Tra le Installations abbiamo potuto vedere "Snatch VR Heist Experience" (in concorso) di Rafael Pavon e Nicolas Alcala, con Rupert Alexander Lloyd Grint (Il Ron Wasley di Harry Potter) e Luke Pasqualino (Musketeers). Il corto è collegato alla serie TV dallo stesso titolo, presente  sulla piattaforma Crackle da Marzo di quest'anno, ispirata all'omonimo film di Guy Ritchie del 2000.
 
 
 
 
L'esperienza di realtà virtuale è in questo caso ancora differente. Ci si trova nel caveau di una banca assieme ai protagonisti del film, con l'obiettivo di aprire una cassaforte. Lo spettatore è coinvolto attivamente nella rapina dai personaggi, con i quali interagisce attraverso un joystick. Si tratta di un corto al confine tra cinema e videogames, che può ricordare le primissime esperienze di mix tra games e animazione alla fine degli anni 80 (Treasure Island). 
 
In attesa di poter assistere ad altri film nei prossimi giorni, possiamo dire che questa nuova sezione della Mostra del Cinema, fortemente voluta dalla attuale direzione, ci ha sorpreso ed entusiasmato. Globalmente si ha la sensazione di essere infatti all'inizio di una nuova era. Anche se talvolta le immagini non sono molto nitide, o appare qualche pixelatura, l'effetto generale sorprende e coinvolge, rappresentando anche una dimensione narrativa completamente nuova. È un primo assaggio del cinema di domani. Un po' come i primi cortometraggi a linee spigolose della Pixar, che hanno poi aperto la strada a grandi capolavori come Alla ricerca di Nemo o Up
 
Il direttore Barbera ha sottolineato tuttavia come la Realtà Virtuale non sia probabilmente l'evoluzione del cinema nel futuro, ma una nuova forma di comunicazione e narrazione che potrà trovare spazio in luoghi dedicati, affiancandosi al cinema tradizionale. Non sappiamo quale sarà il futuro di questa tecnologia, ma sicuramente è stato emozionante essere spettatori di questo passaggio epocale, qui a Venezia74.
 
 
Vedi anche: 
 
 
Articolo e foto di Pietro Gallina tranne Gomorra, Chromatica, Snatch.