NatCamp: apprendimento 2.0
Martedì 18 dicembre, ore 14.30 (più o meno).
Arriviamo, come sempre, un po’ in ritardo. Raggiungere la sede della Venice International University non è così semplice: se perdi un battello, sei finito, ti tocca aspettare come minimo un’altra mezzora.
Entriamo nella sala: a prima vista sembra si stia svolgendo un’assemblea universitaria, tanti sono gli studenti che sono seduti ad ascoltare quello che due ragazzi con il microfono in mano stanno dicendo.
Ma basta uno sguardo più attento per capire che cosa sta succedendo in questo pomeriggio di metà dicembre, nell’isola di San Servolo.
Qualcuno scatta qualche foto con il telefonino, altri intervengono, fanno domande, prendono appunti, ma altrettanti sono lì con il portatile acceso e perennemente connesso, a scrivere, a inserire foto: è una sala piena di bloggers, molti dei quali stanno aggiornando i loro siti, postando in real time commenti e interventi sui vari wordpress, twitter e jaiku.
L’argomento di NatCamp, primo barcamp veneziano, è apprendimento e nuove tecnologie. Si parla di web 2.0, ma altrettanto di formazione, e-learning e università.
Il clima è informale e – come in ogni barcamp che si rispetti, in pieno spirito social networking – si interviene, si discute, si fanno domande, proposte, si scherza anche, ma si affrontano temi importanti.
Tante sono le presentazioni e i progetti, di natura diversa, ma in comune hanno, oltre al fatto di sposare appieno la filosofia blogger e del web 2.0, una grande passione ed entusiasmo: la Rete, ma ancor di più il web 2.0 e i social software possiedono delle potenzialità enormi, hanno delle caratteristiche che possono realmente cambiare il mondo dell’università e della formazione. I blog, le web-radio, i metaversi, i giornali online non sono vissuti ed utilizzati dagli studenti soltanto come mezzi per lamentarsi, ma diventano un modo per arricchire e dare un senso alla propria esperienza universitaria, come ha sottolineato anche Vladi Finotto, chairman di questo barcamp.
Gli studenti 2.0 (come si sono autodefiniti molti di loro al NatCamp) possiedono forse una marcia in più, perchè hanno dalla loro parte conoscenze teoriche fornitegli dall’università, ma sanno usare le tecnologie in modo personale e collaborativo, creando progetti innovativi e coinvolgenti, in grado di superari i limiti del sistema universitario: burocrazia, carenza comunicativa tra studenti e università, difficoltà di reperimento di informazioni utili per vivere – e condividere – più serenamente la propria esperienza di studio.
Al NatCamp hanno presentato i loro progetti:
- Radio Ca’ Foscari (Università di Venezia), web-radio
- Il Macello (Facoltà di Economia, Università di Venezia), giornale cartaceo, da poco anche online
- Unieconomia (Facoltà di Economia, Università di Venezia), web-community degli studenti cafoscarini
- COCPadova (Laurea Specialistica in Comunicazione delle Organizzazioni Complesse, Università di Padova), blog del corso di laurea
- Marketing Arena, blog nato un anno e mezzo fa dagli studenti di Marketing e Comunicazione dell’Università di Venezia, ora in transito verso una nuova fase del progetto
- ESP CP, community degli studenti di Economia dei Sistemi Produttivi (Università di Padova)
- Natascia di Formanova
- Gigi Cogo, Web e conoscenza e PLE
- Raffaella Martelli: l’apprendimento in Second Life
- Gianni Marconato, con il suo blog “Oltre l’e-learning: apprendere con o senza la tecnologia”
Infine, non potevamo mancare noi di VDV.
Come avevamo sperimentato in una precedente versione del sito, e come sarà poi nella fase definitiva, Venezia da Vivere desidera mettere in atto un forte collegamento con la realtà studentesca. In occasione dell’apertura della Biennale Arte nello scorso giugno, abbiamo effettuato un primo test del sito.
VDV ha sguinzagliato un gruppo di bloggers muniti di pass ed elenco delle inaugurazioni: oltre 300 eventi si tenevano in tutta Venezia nei giorni tra il 5 e il 10 giugno, quasi in contemporanea. I bloggers, provenienti quasi tutti dal corso di laurea in Economia Territoriale di Venezia, per alcuni giorni hanno partecipato alle inaugurazioni della Biennale, raccontando sul sito la città contemporanea, con uno sguardo giovane e attento. Anche questo un modo per rendere l’apprendimento sul campo realmente 2.0.
Focus on NatCamp:
The projects: le slides presentate ieri
Marketing Arena
Firstdraft
Twitter
CocPadova
Gigi Cogo
NatCamp: official blog
Per saperne di più:
Barcamp>>
Barcamp Italia>>



dicembre 22nd, 2007 at 7:34 pm
[...] Le cose si muovono all’incrocio tra tecnologia e cultura, noi cerchiamo di essere lì in mezzo per raccogliere qualche buona idea. Per migliorare? No, per esistere. Stiamo pur sempre cercando d’inventare un nuovo medium. Martedì ho partecipato assieme a Pietro Rossato al Natcamp a San Servolo, dove abbiamo presentato il progetto RCF come modello d’integrazione tra l’università e le nuove tecnologie sociali (leggete meglio qui e qui). [...]