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Venezia, isola di S. Giorgio: La rivoluzione del Dna. La scienza è anche spettacolo.

Meeting, 21-22.09.2009

È principalmente composta da giovani la platea della Quinta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza che si svolge a Venezia alla Fondazione Cini fino al 22 settembre.
Attenti e interattivi, fanno domande e discutono con gli scienziati durante il coffee break. In effetti l’evento, uno dei più importanti appuntamenti per parlare di scienza, al quale intervengono ogni anno i più grandi scienziati della scena mondiale, ha un taglio dinamico che ricorda gli eventi Ted: la scienza può essere, anche per uno spettatore non specializzato, divertente ed estremamente interessante. Nella sessione mattutina si discute di biotech, di genomica, di microorganismi che vivono negli oceani, di alimenti biofortificati.
Chris Bowler studia il genoma degli organismi oceanici. L’osservazione di come cambia il loro comportamento in relazione al riscaldamento globale permetterà di costruire scenari per prevedere l’evoluzione dell’abitabilità del pianeta.
Attraverso lo studio del mondo microbico e della sua diversità si possono risolvere importanti sfide ambientali e sulla salute: Enrica Galli fa un racconto della storia della vita per permetterci di gettare uno sguardo sul futuro dell’uomo e dell’ambiente. Produrre chimica verde, rimuovere inquinanti dal suolo e dalle acque utilizzando il potenziale metabolico dei microorganismi del mondo naturale; per esempio stimolando il metabolismo della microflora indigena presente in luoghi inquinati si possono attivare processi di biorisanamento, mentre alcuni biocatalizzatori possono ripulire le acque da pesticidi, solventi, metalli pesanti.
Si tocca anche il tema delicato della genetica alimentare: Michael Bevan descrive come molte piante commestibili siano state “addomesticate” dai nostri progenitori, e spiega che la genomica moderna sta impegnandosi, con un approccio che tiene conto dei criteri di sostenibilità ambientale, per creare nuove generazioni di colture che si adattino all’ambiente, che diventa progressivamente più caldo, e che producano risorse alimentari in misura sufficiente a una popolazione mondiale più numerosa.
Chiara Tonelli completa, arrivando alla nutrigenomica, l’argomento sull’alimentazione dell’umanità: creare attraverso la biogenetica e le biotecnologie piante commestibili ricche degli elementi necessari a una vita in salute. Si parla per esempio del famoso Golden Rice, creato per risolvere la carenza di provitamina A, che provoca la morte di 2 milioni di persone nel mondo. Le biotecnologie possono risolvere problemi che i processi di selezione usati normalmente in agricoltura non risolvono. E per le aree dove il problema non è la fame ma le malattie cardiovascolari e cancerogene, la biotecnologia interviene per modificare le piante, trasformando l’espressione di alcuni geni. Qualcuno in platea reagisce, chiede spiegazioni sul tema Ogm, ma questa è una conferenza di scienziati, e i punti di vista divergono. In tutti i casi il mais rosso, cioè un mais con una presenza superiore di antocianina, protegge dagli infarti, e un pomodoro con più antocianina protegge dal tumore. Ma il succo delle arance rosse, proprio quelle naturali che troviamo al mercato, inserito nella dieta piuttosto che quello delle arance gialle, aiuta a non ingrassare. La dieta cambia l’espressione dei geni! La platea chiede se questi prodotti biopotenziati saranno messi in commercio: è una questione di mercato, risponde Chiara Tonelli, perché la ricerca su ognuno di questi alimenti comporta investimenti di milioni di dollari.
Timothy Hall conclude la sessione mattutina illustrando il quadro dei finanziamenti sulla ricerca: uno sguardo sul Settimo Programma Quadro della Commissione Europea mostra che la Salute, con 6 milioni di euro, è il ramo più finanziato dopo quello delle Information and Communication Technologies – 9 milioni, mentre la Biotecnologia segue con meno di 2 milioni.
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