
Il Gran Caffè Quadri ospita la Biennale di Architettura con un progetto speciale dello Studio Teresa Sapey e del curatore Aaron Betsky
Pensato per i Veneziani, per i visitatori della Biennale e tutti i visitatori di Venezia, l’intervento dell’artista Teresa Sapey trasforma lo spazio esterno del Gran Caffè Quadri in Piazza San Marco in un’opera d’arte. Con colori e motivi ispirati alle diverse culture con cui Venezia ha intrattenuto scambi per secoli – Persia, India e Nord Africa – l’opera trasforma sedute, tavoli e ombrelloni in un dispositivo narrativo che evidenzia il multiculturalismo della città e il ruolo che il caffè ha avuto nel favorire lo scambio e l’integrazione di culture diverse.
Il progetto, realizzato con la figlia Francesca e il curatore Aaron Betsky, è il primo progetto parte della Biennale ad essere ospitato in Piazza San Marco, e si intreccia con l’anniversario dei 250 anni del Gran Caffè Quadri, aperto nel 1775 da Giorgio Quadri.
Un giardino in Piazza San Marco
Da 250 anni il Gran Caffè Quadri vive nel cuore di Piazza San Marco. Oggi, con emozione, partecipiamo alla Biennale di Architettura per contribuire a una riflessione aperta e condivisa su come la bellezza possa guidare le regole dello spazio pubblico. Raffaele Alajmo
Nuova vita alle sedie, alle tende degli archi, alla copertura dell’orchestra, alle tovaglie e ai piani dei tavoli, che raccontano i volti dei veneziani insieme a immagini della città. Se il punto di partenza è il caffè, il progetto si espande a tematiche attuali: “proprio in Piazza San Marco, nel XVIII secolo, nacque il primo caffè concepito come spazio pubblico di aggregazione sociale“ racconta Sapey. «Questo progetto racconta la Venezia contemporanea attraverso l’arte del caffè, dove è nato il primo caffè al mondo, che è stato anche il primo posto in cui le donne hanno potuto gustare una tazza di caffè in un luogo pubblico“.
Ristrutturare e riutilizzare: l’intervento è stato studiato per dialogare con la Piazza, dove lo studio Teresa Sapey + Partners, con il curatore Aaron Betsky ha lavorato su ogni elemento con una logica di sovrapposizione leggera, costruita per aderire all’esistente senza alterarlo, e con una prospettiva ecologica e sostenibile:
Al termine del progetto, tutto verrà smantellato, riportando la piazza al suo stato originale. Tutti i tessuti saranno donati al carcere femminile della Giudecca, per creare oggetti di design, creando così un impatto sociale positivo.
Teresa Sapey
Tutto è 100% reversibile e riutilizzabile, con una doppia versione, diurna e notturna, sviluppata dallo studio con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Un progetto corale di famiglie e imprese
L’esperienza di quest’anno è un invito di Raffaele Alajmo a continuare a progettare innovazioni, magari insieme a tutti i caffè della Piazza.
Le federe delle sedie sono state realizzate artigianalmente da Piermaria New Form, così come le tende sugli archi e la copertura dell’orchestra. Ogni pezzo è stato tagliato, cucito e rifinito a mano nel laboratorio dell’azienda marchigiana: una lavorazione che richiama la tradizione sartoriale e l’artigianato decorativo, con finiture pensate per dialogare con la geometria della piazza e accompagnare visivamente gli altri elementi dell’allestimento.
I tessuti outdoor, firmati Mariaflora, sono stampati in Italia con tecnologia VivaColor e ispirati alla rotta del caffè. Ogni motivo racconta visivamente una geografia di scambi culturali.
I tavolini sono rivestiti con superfici progettate insieme ad Aaron Betsky, dove ritratti di abitanti si fondono con paesaggi veneziani in un intreccio visivo composto come un collage.
Gli ombrelloni sono stati ripensati insieme a Gaggio, con inserti riflettenti e bande lucide.
L’intero progetto è stato seguito da UNO Contract, che ha trasformato la visione artistica in uno spazio coerente e funzionale.
Per i 250 anni del Gran Caffè Quadri, il Gruppo Alajmo – realtà di riferimento nella ristorazione italiana guidata da Raffaele e Massimiliano Alajmo, chef tre stelle Michelin – ha creato un menu speciale che accompagna l’intervento architettonico come estensione concreta dell’esperienza, una miscela sviluppata per l’occasione dal Laboratorio Giamaica Caffè, e una tazzina celebrativa in tiratura limitata realizzata dalla manifattura veneziana Geminiano Cozzi, fondata nel 1765.
Articolo di Lucia Pecoraro e Laura Scarpa.
Foto concesse dall’ufficio stampa del Gran Caffè Quadri e da Uno Contract.




