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Tanto sono sublimi e maestosi che nulla più. Giacomo Quarenghi all’Accademia

15 dicembre 2017 - 28 febbraio 2018

Chiostro Accademia di Belle Arti - Giacomo Quarenghi

All’Accademia di Belle Arti una mostra di 73 disegni di Giacomo Quarenghi

Una mostra sulla didattica dell’architettura per comprendere la vita culturale nella Venezia tra Settecento e Ottocento celebra Giacomo Quarenghi, uno tra i più brillanti elementi della cultura artistica del Settecento europeo.

Tanto sono sublimi e maestosi che nulla più
La didattica dell’architettura all’Accademia di Belle Arti di Venezia ai tempi di Giacomo Quarenghi
Fino al 28 febbraio 2018 al Magazzino del Sale n. 3
Zattere

Nell’anno del bicentenario della sua morte, l’Accademia crea un racconto tra immagini, disegni e studi dell’architetto e docente che partecipò all’elaborazione del primo linguaggio moderno internazionale. La formazione artistica avvenuta a Bergamo, Roma e nelle maggiori città italiane lo condusse in Russia come architetto alla Corte degli Zar, nel corso della quale affermò la sua fama contribuendo in modo decisivo a ridisegnare il volto di San Pietroburgo.

Per la prima volta il pubblico potrà osservare i preziosi materiali didattici del tempo conservati dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, influenzata dall’opera di Quarenghi e dai rapporti intrattenuti con altri importanti intellettuali tra cui Tommaso Temanza, Gian Antonio Selva e Antonio Diedo.

Padiglione Ovale - Giacomo QuarenghiResidenza di A. A. Bežborodko - Giacomo Quarenghi

L’Accademia di Belle Arti, luogo d’incontro culturale nella Venezia di fine Settecento e inizio Ottocento

L’Accademia di Belle Arti di Venezia è stata fin dalla sua nascita nel 1750 luogo di unione e incontro di intellettuali. La mostra, a cura di Alberto Giorgio Cassani con la collaborazione di Angela Munari ed Evelina Piera Zanon, si inserisce in questo crocevia di scambi di pensieri e studi, per documentare la vita della scuola d’Architettura e il fermento artistico e culturale del tempo, influenzati dalla personalità di Giacomo Quarenghi.

Tre sono le teche dedicate all’architetto contenenti 20 disegni: Giacomo Quarenghi, il “Canaletto” dell’architettura; Un maestro nel disegno delle planimetrie; L’architettura celebrativa.

Tra i lavori di docenti e di alunni famosi dell’Accademia, una teca è dedicata a Giannantonio Selva, amico fraterno di Quarenghi; altre figure di spicco presenti sono Lorenzo Santi, Francesco Wchowich Lazzari, Luigi Trezza e Antonio Diedo, segretario per quarant’anni dell’Accademia veneziana.

Chiostro Accademia di Belle Arti - Giacomo QuarenghiBicentenario Quarenghi - Venezia

La didattica dell’architettura all’Accademia di Belle Arti unisce gli studiosi del passato a quelli di oggi

L’Accademia di Belle Arti e Quarenghi sono uniti da un filo sottile grazie al quale, per volontà dell’allora Presidente Leopoldo Cicognara e del Segretario Antonio Diedo, furono acquistati nel 1824, a scopi didattici, 602 disegni dell’architetto, in aggiunta a quelli già acquisiti nel 1822. I disegni di Quarenghi hanno contribuito ad arricchire il patrimonio artistico dell’Istituzione veneziana e sono stati un valido supporto alla formazione degli allievi della Scuola di Architettura.

L’allestimento e tutti i materiali della comunicazione sono stati ideati dagli odierni studenti, coordinati dal docente Gaetano Mainenti, per una mostra che completa l’approfondimento didattico mettendo in contatto gli studenti di oggi con quelli del passato.

Filippo Antolini - Collegium Mercatorum e faroGiuseppe Poli - Ritratto di Giacomo Quarenghi

Giacomo Quarenghi (Rota d’Imagna, Bergamo, 21 settembre 1744 – San Pietroburgo, 2 marzo 1817) abbandona gli studi giuridici e filosofici per la pittura e a Roma scopre il suo amore per l’architettura. La svolta avviene nel 1778 quando Johann Friedrich Reiffenstein individua in lui e nell’amico Giannantonio Selva i due architetti ideali richiesti dal barone Friedrich Melchior Grimm per conto della zarina Caterina II di Russia.

Se Selva declina l’invito per il suo attaccamento all’amata Venezia, Quarenghi accetta con entusiasmo. Da lì in avanti la sua fama si rifletterà in Italia e in Europa dalle terre della grande madre Russia. Quarenghi rimarrà sempre legato a Venezia, città del suo primo mentore Tommaso Temanza, e dove operavano amici come Canova e Selva. Sopratutto a Venezia restavano i capolavori dell’architetto che lui considerava come insuperato modello, Andrea Palladio.

Informazioni

Mostra progettata e realizzata da Accademia di Belle Arti di Venezia, a cura di Alberto Giorgio Cassani con la collaborazione di Angela Munari ed Evelina Piera Zanon
Con la collaborazione di Gallerie dell’Accademia
Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige
Contributo di Intesa San Paolo

Foto

Giacomo Quarenghi, Padiglione Ovale, prospetto – disegno, Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai
Giacomo Quarenghi, Residenza di A. A. Bežborodko a Stol’noe, sezione – disegno, Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai
Filippo Antolini, Collegium Mercatorum, iconografie ed ortografie esterna ed interna del faro, 1812-1813, matita, penna e inchiostro, acquerello su carta, mm 629 × 1015, Accademia di Belle Arti di Venezia, Fondo storico, inv. 1233
Giuseppe Poli, Ritratto di Giacomo Quarenghi, 1811, olio su tela, cm 54 × 64,5, Collezione privata
Chiostro dell’Accademia di Belle Arti

“Tanto sono sublimi e maestosi che nulla più”. La didattica dell’architettura all’Accademia di Belle Arti di Venezia ai tempi di Giacomo Quarenghi

Accademia di Belle Arti – Magazzino del Sale n. 3
15 dicembre 2017 – 28 febbraio 2018
Dorsoduro 264 (Zattere), Venezia
www.gallerieaccademia.org
Apertura dalle ore 11:00 alle 18:00, chiuso il martedì
Ingresso libero
Tel.: +39 041 2413752


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