
Ai blocchi di partenza la Mostra del Cinema post Coronavirus, una mostra della ripartenza che guarda al presente e al futuro.
Eccezionali misure di sicurezza, meno pellicole, più sale, due nuove arene all’aperto, una a Venezia ai Giardini della Biennale. Anche senza la pioggia di stelle hollywoodiane, l’edizione 2020 della Mostra del Cinema promette di lasciare il segno.
Chissà come sarà ricordato il 2020 nella storia del cinema: da metà febbraio la pandemia dovuta al nuovo coronavirus ha fermato l’attività delle sale cinematografiche, dei festival, compreso quello di Cannes, costringendo allo stop anche numerose produzioni, slittate al 2021 o a data da destinarsi, tra cui anche quella del nuovo episodio di “Mission Impossible” che Tom Cruise avrebbe dovuto girare a Venezia durante gli ultimi giorni di carnevale.
In un contesto mondiale in cui ancora risultano difficoltosi gli spostamenti, e in cui le “regole” per arginare il contagio cambiano di frequente nei diversi paesi, ha fatto notizia la conferma della 77^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, sia pur con un attento piano di sicurezza anti covid-19, elaborato dalla Biennale di Venezia in accordo con gli organi di controllo nazionali e regionali.
Come ha sottolineato il direttore Alberto Barbera, è “con grande senso di responsabilità e impegno che abbiamo affrontato una situazione ignota e senza precedenti, nella quale le regole del gioco cambiavano in continuazione, costringendoci a grande flessibilità e disponibili e continue correzioni di rotta”.
La riduzione del numero dei film, il distanziamento nell’area della Mostra e all’interno delle sale di proiezione, la sanificazione dei luoghi, l’aumento delle repliche di ciascun film, l’utilizzo a pieno titolo della multisala Astra al Lido, sono alcuni degli aggiustamenti resi necessari da questo anno straordinario.
Previste anche repliche al Cinema Rossini di Venezia e al Candiani a Mestre, alle quali si aggiunge l’allestimento di due arene all’aperto: al Lido e ai Giardini della Biennale, per permettere la massima fruizione possibile dei film della mostra al pubblico.
Ma più che le “rinunce”, necessarie per garantire la sicurezza, le circostanze generali hanno determinato anche opportunità di sviluppo e di cambiamento, tanto che quella di quest’anno potrebbe diventare una edizione diversa ed innovativa.
Nella selezione ufficiale saranno presentati 62 lungometraggi e 17 cortometraggi, una serie TV e 44 opere di Realtà Virtuale, per cui è stata prevista una modalità di fruzione in streaming.
I film invitati sono stati un numero consistente e solo di poco inferiore alle tradizionali proposte veneziane, con una selezione che spazia tra i diversi generi: commedie, documentari, horror, gangster movie e naturalmente film d’autore.
Dopo le polemiche degli scorsi anni, in concorso a Venezia 77, quasi la metà sono film diretti da donne, non a seguito di protocolli di genere ma esclusivamente sulla base della selezione in base a criteri di qualità. E due donne riceveranno il Leone d’oro alla carriera: si tratta della regista cinese di Hong Kong Ann Hui, di cui sarà proiettato fuori concorso il film “Love after Love” e dell’attrice inglese, vincitrice della Coppa Volpi nel 1992, Tilda Swinton, che sarà anche protagonista nel nuovo lavoro di Pedro Almodovar “The Human Voice”, presentato tra le proiezioni speciali.
E oltre a Pedro Almodovar, Leone d’oro alla carriera lo scorso anno, ci saranno altri tre registi vincitori di premio oscar: Alex Gibney (Fuori concorso con “Crazy not Insane”), Regina King (Fuori concorso con “One night in Miami”) e il leone d’oro alla carriera Frederick Wiseman (Fuori concorso con “City Hall).
Tra i diversi nomi che abbiamo imparato a conoscere nelle edizioni precedenti, Abel Ferrara, Susanna Nicchiarelli, Amos Gitai, Luca Guadagnino. Nelle sezioni principali ci saranno anche registi delle nuove generazioni già notati nelle scorse edizioni, come il vincitore del Leone del Futuro Chaitanya Tamhane (Venezia77) e il vincitore del Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo 2013, l’iraniano Shahram Mokri (Orizzonti).
Per chi si aspettava una mostra “tricolore”, va detto che i film provenienti dal nostro paese sono numerosi (22) ma non preponderanti rispetto a quelli di altre nazioni. Per quanto riguarda invece la presenza al Lido, è poco probabile la partecipazione “in carne ed ossa” di star oltreoceano, come Shia LaBeouf, Frances McDormand, Casey Afflek o Willelm Dafoe, o di artisti porovenienti da paesi come Colombia o Brasile per i quali (ad oggi) non è consentito l’ingresso nel nostro paese.
Sul red carpet potrebbero sbarcare attori italiani come Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Valeria Golino, Stefano Accorsi, Adriano Giannini, o artisti europei, come Helen Mirren, Stacy Martin o Pierre Niney.
E vive in europa anche la Presidente della Giuria, l’australiana Cate Blanchett, che sarà affiancata dalla regista austriaca Veronika Frantz, dalla regista inglese Joanna Hogg, dallo scrittore Nicola Lagioia, direttore del salone del libro di Torino, dal regista tedesco Christian Petzold, dal regista romeno Cristi Puiu e dall’attrice francese Ludivine Sagnier. Presidente della giuria Orizzonti sarà la parigina Claire Denis, mentre a Claudio Giovannesi toccherà assegnare il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”
Dopo 11 anni, il Film di apertura parlerà italiano: si tratta di “Lacci” di Daniele Lucchetti (il portaborse, mio fratello è figlio unico), con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini e Linda Caridim storia di sentimenti, amore ed infedeltà, nello sfondo di Napoli. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Domenico Starnone, inserito tra i 100 migliori libri del 2017 dal New York Times.
La chiusura della manifestazione sarà invece accompagnata dalla proiezione di un thriller ambientato a Venezia “Lasciami Andare” di Stefano Mordini, con Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa e Serena Rossi, girato a novembre dello scorso anno, proprio nel periodo dell’acqua alta eccezionale che ha colpito la città.
E sullo schermo ci sarà spazio anche per la Venezia in Lock-Down nel nuovo documentario di Andrea Segre “Molecole”, presentato fuori concorso come film di “pre-apertura” e distribuito poi nelle sale dal 3 settembre.
Tra Febbraio ed Aprile il regista di origine veneziana è infatti rimasto bloccato a Venezia a causa del coronavirus e delle conseguenti misure di quarantena nazionale. Nella città “congelata” riemergono non solo le complessità di Venezia, la sua vera natura, il rumore dell’acqua, ma anche le memorie familiari del regista, i suoi pensieri più intimi e personali.
E forse il fatto che il primo e l’ultimo film proiettati al Lido siano stati entrambi girati in una Venezia in difficoltà, per l’acqua alta e per la pandemia, può essere visto come un auspicio ed un augurio che da Venezia e da questa Mostra 2020 emergano nuovi stimoli e nuove pulsioni per il futuro dell’arte cinematografica.
Restate con noi, vi racconteremo tutto.
Buona Mostra a tutti.
Articolo di Pietro Gallina
Le foto sono di Rossana Viola, @rossviola, per Venezia da Vivere.
Tilda Swinton, Foto di Rossana Viola
Pierfrancesco Favino, all’edizione 2014 – Foto di Danilo Maggi
Pedro Almodovar, all’edizione 2019, foto di Pietro Gallina
Chaitanya Tamhane, all’edizione 2013 – Foto di Pietro Gallina
Frances McDormand, Foto di Rossana Viola
Cate Blanchett, Foto di Rossana Viola
Andrei Konchalovsky (Leone alla carriera), Foto di Rossana Viola
Helen Mirrer, Foto di Rossana Viola
Shia LaBeouf, Foto di Rossana Viola
REFERENCES:
https://www.labiennale.org/it/news/ann-hui-e-tilda-swinton-leoni-d%E2%80%99oro-alla-carriera
https://www.labiennale.org/it/news/le-giurie-internazionali-di-venezia-77
