Mostre, installazioni e progetti site-specific scandiscono la proposta culturale a Venezia: tra gennaio e febbraio 2026, gallerie indipendenti, musei e fondazioni costruiscono un panorama che attraversa arte contemporanea, vetro, scultura, fotografia, ricerca e intelligenza artificiale
Da Castello a Dorsoduro, da Murano a San Giorgio Maggiore, l’inverno a Venezia si muove tra mostre personali, collettive e dialoghi tra epoche e linguaggi. Ecco la guida alle esposizioni d’arte da vedere tra gennaio e febbraio 2026, con date, sedi e chiavi di lettura essenziali. Un percorso che si affianca agli altri appuntamenti stagionali: dalla guida completa agli eventi di gennaio e febbraio 2026 a Venezia ai contenuti dedicati al Carnevale 2026.
GLI OPENING
- INSEGUIRE L’INATTESO
VeniceArtFactory – SPARC*, San Marco 2828A, Campo Santo Stefano
Opening Venerdì 16 ore 18
Fino al 3 marzo 2026
Cosa succede quando la materia sfugge al controllo? Circa quindici opere recenti di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto Scodro compongono questa collettiva sul rapporto tra controllo e materia.
In mostra le grandi tele di Colombi accostano acrilico e cera in campiture astratte; Cescon lavora su stratificazioni tridimensionali in paraffina e pigmenti; Scodro espone sculture in silice, metallo e resina che evocano tensioni tra naturale e artificiale.
- 10 & ZERO UNO
Castello 1830, via Garibaldi
Jacopo Zambello. Sprofonda ovunque
Dal 22 gennaio al 7 marzo 2026
Opening giovedì 22 gennaio, ore 18-20
Corpi che sprofondano, la comodità diventa ostacolo: Jacopo Zambello porta la sua prima personale alla galleria 10 & zero uno, una ex macelleria in Via Garibaldi.
La galleria diventa parte dell’opera: l’allestimento costruisce una stanza che trattiene e avvolge, tra camera da letto e cabina armadio. È uno spazio pensato per far affondare lo sguardo.
Zambello lavora sul limite tra percezione e realtà. Cita la psicologia, Borges, Kawabata. Tutto passa dal corpo: filtro, misura e punto di partenza.
MOSTRE APERTE FINO A GENNAIO
- VERO CASANOVA
Museo del Vetro, Fondamenta Marco Giustinian 8, Murano
Fino al 18 gennaio
Curata dall’architetto Matteo Silverio di Rehub, la mostra si muove tra desiderio e illusione, fuga e trasformazione: undici opere raccontano le molte vite del leggendario veneziano Giacomo Casanova.
Scrittore, viaggiatore, alchimista, amante del rischio e della parola: ogni lavoro esposto interpreta un lato del personaggio, usando il vetro come materia narrativa. Alcune opere impiegano vetro riciclato, trasformato da CoReVe in nuova materia: il gesto artigianale diventa un’idea di economia circolare e anche racconto di sostenibilità.
La mostra è parte di The Venice Glass Week, festival internazionale dedicato all’arte vetraria, e promossa da Consorzio Promovetro in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia.
- Cosìfuntutte
Accademia di Belle Arti, Magazzino del Sale 3, Dorsoduro 264
Fino al 30 gennaio
Un’installazione digitale e immersiva ispirata al Così fan tutte di Mozart, sviluppata tra scenografia, nuove tecnologie e intelligenza artificiale.
Un progetto corale, nato dal lavoro di docenti, studenti, dottorandi e performer dell’Accademia di Belle Arti, all’interno del programma europeo Music Theatre & New Technologies – MTNT, coordinato dal Conservatorio di Castelfranco e con partner internazionali la Gustav Mahler Privatuniversität di Klagenfurt.
- TELEMACHUS – The Quest for Self alla FONDATION VALMONT
Palazzo Bonvicini, Calle de Ca’ Bonvicini, Santa Croce 2161/A
Mar-dom 10-13 e 14-18, lunedì chiuso
Fino al 31 gennaio
Ingresso gratuito
Secondo capitolo della trilogia ispirata all’Odissea di Omero, la mostra indaga il rapporto padre-figlio attraverso le installazioni site-specific di quattro artisti legati dallo stesso vincolo: Jakub Flejšar e il padre Pavel Roučka, Maxence Guillon e il padre Didier Guillon. Sculture monumentali, dipinti e installazioni occupano le sale del palazzo rinascimentale per un confronto intergenerazionale.
Una quinta sala anticipa il capitolo finale dedicato a Penelope (aprile 2026).
- Mao Xuhui. Emergence of the Patriarch
Museo di Palazzo Grimani, Castello, Rugagiuffa 4858
Fino al 1 febbraio 2026
Curata da Lü Peng, Li Guohua e Carlotta Scarpa è la prima grande personale italiana di Mao Xuhui, tra i protagonisti della scena artistica cinese post-Mao. In mostra, cinquant’anni di lavoro: dai cicli Patriarch e Will/Scissors alle forbici, oggetto-icona che attraversa la sua ricerca come segno di autorità, controllo e memoria.
CHIUDONO IN FEBBRAIO
- TABLE MANNERS
Barbati Gallery, Campo Santo Stefano 2949
Fino al 14 febbraio
Una collettiva con 50 artisti da 18 paesi per celebrare i cinque anni di The Artist Roundtable, la piattaforma fondata nel 2020 da Pia Sophie Ottes per sostenere confronto, ascolto e collaborazione tra artisti.
Ogni spazio della galleria riflette un aspetto della pratica artistica condivisa: dalla solitudine dello studio all’energia collettiva del dialogo. In mostra anche una pubblicazione speciale che raccoglie appunti, riflessioni e trascrizioni da 34 incontri tra il 2021 e il 2025.
- LUC TUYMANS
Abbazia di San Giorgio Maggiore, isola di San Giorgio Maggiore
Fino al 22 febbraio
Ingresso gratuito
Due tele di Luc Tuymans occupano il presbiterio della Basilica palladiana al posto dei teleri di Tintoretto, in restauro con Save Venice. Heat e Musicians, le più grandi opere mai realizzate dall’artista belga, sono esposte nello spazio sacro creando prospettive disorientanti e atmosfere sospese tra sogno e realtà.
Sul leggio del badalone, al centro del coro maggiore, un manoscritto miniato contemporaneo firmato dall’artista entra a far parte della collezione che dal 2019 ha accolto Sean Scully, Ai Weiwei, Álvaro Siza, Berlinde de Bruyckere, Nicola Samorì.
A cura di Carmelo A. Grasso, Corinna Otto, Ory Dessau.
- MUSEO CORRER
Piazza San Marco
Tutti i giorni 10-17 (ultimo ingresso 16)
Karen LaMonte. Nocturnes
Fino al 28 febbraio – Sale Canoviane
Il nuovo ciclo espositivo Dialoghi Canoviani inaugura con quattro sculture in vetro dell’artista statunitense Karen LaMonte. Le opere, in tonalità di blu e grigio, raffigurano abiti femminili privi del corpo: forme vuote che evocano presenza attraverso l’assenza. Le sculture dialogano con le opere di Canova, Orfeo ed Euridice e Dedalo e Icaro, creando un confronto tra Neoclassicismo e ricerca contemporanea. A cura di Chiara Squarcina ed Eraldo Mauro.
C’È TEMPO PER:
- CA’ PESARO – GALLERIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA
Santa Croce 2076
Tutti i giorni 10-17 (ultimo ingresso 16), chiuso lunedì
Gastone Novelli (1925-1968)
Fino all’1 marzo
Nel centenario della nascita, la retrospettiva dedicata a Gastone Novelli (Vienna 1925 – Milano 1968) raccoglie circa 60 opere nelle otto sale del secondo piano.
L’esposizione nasce dall’ingresso nelle collezioni civiche di due dipinti donati dagli eredi: Era glaciale (1958) e Allunga il passo amico mio (1967). Il percorso si concentra sul periodo 1957-1968: dai lavori informali degli anni de L’Esperienza Moderna, rivista fondata con Achille Perilli, alle opere dei primi anni Sessanta in cui Novelli matura la sintesi tra linguaggio visivo e verbale, fino ai lavori presentati alla Biennale di Venezia del 1968, quando voltò le tele verso il muro apponendo la scritta “La Biennale è fascista”.
A cura di Elisabetta Barisoni e Paola Bonani, con la collaborazione dell’Archivio Gastone Novelli di Roma.
- COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
Dorsoduro 701
Tutti i giorni 10-18, chiuso martedì
Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana
Fino al 2 marzo 2026
Le ceramiche di Lucio Fontana per la prima volta in una mostra museale: circa 70 opere realizzate tra Argentina e Italia lungo quattro decenni. A cura di Sharon Hecker, il percorso documenta un aspetto poco noto della produzione dell’artista: sculture figurative, ritratti femminili (tra cui la moglie Teresita Rasini e la scrittrice Milena Milani, unica donna firmataria del Manifesto dello Spazialismo), forme astratte, piatti e crocifissi.
Completa l’esposizione il cortometraggio Le ceramiche di Lucio Fontana a Milano del regista argentino Felipe Sanguinetti, girato nei luoghi milanesi dove l’artista realizzò opere in collaborazione con architetti come Osvaldo Borsani, Marco Zanuso e Roberto Menghi.
- FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252
Martedì-domenica 10-18, lunedì chiuso
Biglietto incluso nell’ingresso al museo querinistampalia.org
L’effimero architettonico. Due allestimenti di Valeriano Pastor e Michelina Michelotto
Fino all’8 febbraio – Area Scarpa
Primo appuntamento di un progetto dedicato agli architetti contemporanei che hanno contribuito a modellare Palazzo Querini Stampalia dopo gli interventi di Carlo Scarpa del 1963. La mostra documenta i due allestimenti che Valeriano Pastor (1926-2023) e Michelina Michelotto realizzarono nel 1987 per le esposizioni I Querini Stampalia.
Un ritratto di famiglia nel Settecento veneziano e Cento vetri. Opere in vetro dal 1951 al 1987: una sessantina di disegni originali e fotografie provenienti dagli archivi della Fondazione, dal Fondo Architetti Pastor Michelotto e dalla Falegnameria Capovilla. In collaborazione con l’Università Iuav di Venezia, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Venezia. A cura di Armando Cattaneo, Maura Manzelle e Barbara Pastor.
Bella la vita a Venezia
Fino al 12 aprile
69 dipinti di Gabriel Bella (Venezia, 1730 circa – 1799), l’artista che ha documentato la quotidianità della Venezia settecentesca con minuziosa precisione, quasi fotografica. Feste, regate, giochi di piazza, riunioni politiche, processioni: una cronaca per immagini della Serenissima che ha ispirato il manifesto del Carnevale 2026.
Accanto ai dipinti, incisioni e volumi del fondo storico della Biblioteca, filmati dell’Istituto Luce (1929-1956) e una rassegna cinematografica su Giacomo Casanova.
Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri
Fino al 12 aprile
Un medaglione in marmo con volto femminile velato, ritrovato nei depositi della Fondazione e riconosciuto come opera autografa di Antonio Corradini (Venezia, 1688 – Napoli, 1752), è il punto di partenza di un dialogo tra lo scultore barocco e il fotografo Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992).
Accanto alla scultura, identificata come una Fede velata, il percorso accosta per la prima volta il bozzetto in terracotta per il Cristo velato commissionato per la Cappella Sansevero di Napoli e il busto in marmo di Ca’ Rezzonico.
Alle tre variazioni del tema corradiniano rispondono le fotografie della serie Il profilo delle nuvole dal Fondo Luigi Ghirri della Fondazione: paesaggi della Pianura Padana dove la nebbia e la luce diffusa diventano veli sul mondo visibile.
A cura di Elisabetta Dal Carlo, Lara Marchese, Marta Savaris, Babet Trevisan con Monica De Vincenti.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto copertina: Ca’ Pesaro – Novelli 2025 di Irene Fanizza.


