Giovani under 30 e fotografi affermati da tutto il mondo esplorano il tema della Pace: Venice Photo Lab 2024 da venerdì 11 a domenica 20 ottobre
Tre spazi espositivi, sette fotografi da tutto il mondo, un tema capace di andare oltre le immagini: la Pace. La sesta edizione di Venice Photo Lab è un percorso tra sguardi urbani, paesaggi silenziosi e ritratti che parlano di riconciliazione e armonia, anche nelle sue forme più inattese, dove la fotografia, come linguaggio universale, attraversa epoche, confini e stili.
Palazzetto Tito trasformato nel primo punto di incontro per questo viaggio visivo, in cui si colloca anche la Fondazione Bevilacqua La Masa, che dedica una sezione agli artisti Under 30. Nuove voci e nuove visioni esplorano il concetto di Pace con occhi freschi e spesso con l’urgenza di chi sta vivendo cambiamenti epocali.
Fotografi come Phil Penman e Yasser Alaa Mobarak si inseriscono in questo dialogo: Penman, con la sua cruda New York, cattura il caos e i movimenti frenetici della città, mentre Mobarak si concentra su spazi più intimi e trasmette una sensazione di quiete attraverso i suoi scatti. I loro lavori, così diversi ma complementari, accompagnano lo spettatore in un percorso che non pretende di dare risposte definitive, ma stimola riflessioni profonde sul mondo di oggi e sulle sfide quotidiane nella ricerca di un equilibrio.
Josh Edgoose, giovane fotografo britannico, si inserisce in questo panorama con una sensibilità unica che si muove tra ironia e malinconia. I suoi scatti catturano frammenti di vita quotidiana che sembrano sospesi tra passato e presente, raccontando la pace come un momento di respiro nel mezzo del caos. Una street photography che riesce a cogliere quelle emozioni che non richiedono parole.
Alla Fondazione Bevilacqua La Masa, la sezione Under 30 mette in discussione l’idea stessa di Pace: non solo assenza di guerra, ma anche lotte interiori e sociali che attraversano il nostro tempo. Lo sguardo crudo e diretto di questi giovani fotografi, rivela prospettive nuove e spesso provocatorie, affrontando una riflessione urgente e attuale di confine tra pace e conflitto.
Accanto a Palazzetto Tito, altri due spazi veneziani completano il percorso espositivo: al Kunst Depot, tra le calli di Cannaregio, lo spettatore è immerso in un dialogo visivo che unisce esperienze e culture diverse, attraverso stili che spaziano dalla fotografia documentaria alla ricerca artistica più sperimentale portano alla luce storie normalmente ai margini.
Nella galleria Arte Spazio Tempo, sempre a Cannaregio, il discorso continua con opere che esplorano il rapporto tra individuo e ambiente. In questi scatti, la Pace si manifesta nei paesaggi, nei luoghi abbandonati o dimenticati, nei volti segnati dal tempo e dall’esperienza. La Pace, in questo contesto, diventa un punto di partenza per esplorare la complessità della condizione umana, in tutte le sue sfaccettature. Un dialogo tra generazioni, culture e approcci che continua a sorprendere.
Tra i fotografi in mostra, si distinguono Mou Aysha, dal Bangladesh, e Omar Aljiwari, dalla Siria, che portano le loro esperienze di mondi segnati da conflitti reali, dove la Pace, non è un concetto astratto, ma come qualcosa da conquistare quotidianamente.
Venice Photo Lab
da venerdì 11 a domenica 20 ottobre
Palazzetto Tito, Kunst Depot e Arte Spazio Tempo
Foto di gentile concessione di Venice Photo Lab.


