
Se con i “Caffè con Venezia da Vivere” diamo consigli su cosa fare o cosa vedere in città, con la Mostra del Cinema inauguriamo gli “Spritz con Venezia da Vivere” dove ci rilassiamo parlando di mostre, di film, di moda.
A Venezia bere lo spritz è un vero e proprio rito: significa prendersi un piccolo break dallo stress quotidiano per dedicare qualche minuto agli amici e parlare del più o del meno. Per esempio dell’abito animalier bianco e rosso di Schiaparelli Haute Couture con guanti e stivali coordinati indossato (solo lei avrebbe potuto) da Tilda Swinton al Red Carpet del film At Eternity’s Gate di Julian Schnabel su Vincent Van Gogh (scatti di Rossana viola), oppure del completo Dior di Natalie Portman alla conferenza stampa di Vox Lux. Sì, Venice Fashion Week sta arrivando.
Dove bere lo spritz al Venice Film Festival
La Lounge Campari all’inizio del red carpet (con nuovo cocktail dedicato, foto di Cristina di Bella), è diventata subito ambito place to be di quest’anno, anche se è tassativo avere l’invito per entrarvi. Nella rossa terrazza si svolgono le interviste RAI Cinema ai personaggi più importanti del festival.
Ambitissima anche la Lounge Lexus davanti al Casinò sulla Terrazza affacciata sulla spiaggia, dove si svolgono interviste e incontri con registi e attori, e feste serali. Qui stasera si svolge il più classico dei party della Mostra, la festa di Ciak.
I film che finora ci sono piaciuti di più
SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini, con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca (Orizzonti). Si tratta di una produzione Netflix (disponibile sulla piattaforma dal 12 settembre) già venduta in più di 100 paesi, che ricostruisce (attraverso più di 10.000 pagine di atti processuali, reportage giornalistici ed interviste) la storia di Stefano Cucchi, della sua famiglia e dei suoi ultimi giorni di vita. Lo fa con tono quasi documentaristico, facendo sempre prevalere “la misura ed il rispetto”. Bravissimo Alessandro Borghi che ha fatto un grande lavoro sul proprio fisico (perdendo oltre 18 chili) e sulla voce (lo si capisce nel finale). Inutili le polemiche che qualcuno ha cercato di sollevare: il film non esprime giudizi ma ci dà elementi per aiutarci a pensare.
A STAR IS BORN di Bradley Cooper, con Bradley Cooper e Lady Gaga (Fuori Concorso). Il quarto remake di questa storia, spostato ai giorni nostri (con tanto di viewers su youtube), è affidato alla voce ed al carisma della coppia Cooper-Gaga, ci è piaciuto ed ha raccolto grande entusiasmo.
Jackson Maine è un cantante rock, alla Chris Cornell. Bello e maledetto, con un passato oscuro e l’ombra della droga e dell’alcool. Dopo un suo concerto decide di entrare a bere nel primo locale che incontra, (scoprirà solo poi essere un “drag queen bar”), nel quale, travestita da Edith Piaf, si esibisce la giovane Ally. Maine riuscirà a convincerla a suonare le proprie canzoni davanti ad un pubblico portandola al successo.
In conferenza stampa abbiamo chiesto a Lady Gaga di raccontare quello che ha provato proprio nella scena molto toccante in cui Ally, per la prima volta, suona la propria musica al pubblico. La Pop Star ha risposto che, in quelle scene, lei e Bradley erano molto coinvolti nelle loro parti e tutto era sembrato molto reale, sia perché avevano un pubblico vero (hanno girato a Coachella, uno dei più importanti festival in USA) e suonavano dal vivo, sia perché erano entrambi dei “debuttanti”, Lady Gaga come attrice e Bradley Cooper come regista.
”Ricordo molto bene che all’ultimo take che abbiamo fatto di quella scena Bradley mi ha detto “ok questa volta esci e divertiti”, e io ho suonato la mia canzone come se fosse la prima volta, ed è stato un momento veramente speciale”. E proprio la musica potrebbe essere la chiave del successo di questo film commovente e non melenso, con la ballata “Shallow” che diventerà un classico.
I due attori si sono dedicati a ringraziare i fans sia dopo la conferenza stampa che sul red carpet, e si sono regalati al pubblico per firmare autografi sotto la pioggia battente, con una disponibilità veramente molto rara. Al termine della proiezione in Sala Grande, che è stata interrotta da un blackout di circa 15 minuti a causa del temporale, si sono fatti portare in macchina al Palabiennale, e hanno fatto una sorpresa ai presenti salutandoli e ringraziandoli con affetto ed emozione al termine della proiezione.
ROMA di Alfonso Cuaron: è un film che ci ha appassionato tutti. La storia di un nucleo familiare della ricca borghesia, nel quartiere “Roma” di città del Messico, e soprattutto di Cleo, una donna solo apparentemente fragile che lavora in quella famiglia come cameriera e governante, e che con il passare del tempo ne diventa quasi parte integrante.
Una storia di uomini egoisti ed assenti e di donne che scoprono l’orgoglio di farcela da sole e la solidarietà. Divertentissimo un piccolo film nel film, quando i protagonisti si recano al cinema a vedere “Lost in Space”, un b-movie sugli astronauti con effetti speciali antidiluviani, che auto-cita “Gravity” dello stesso Cuaron (sotto il casco dell’astronauta sembra addirittura scorgersi una star di Hollywood ..).
FRÈRES ENNEMIS di David Oelhoffen, con Matthias Schoenaerts. Film scoperta. Partendo da una storia che sembra il “classico” poliziesco finiamo in un vortice di relazioni, di passato comune, di “buoni” e “cattivi” che, come in una porta girevole, passano da un lato all’altro, e in cui violenza e vendetta alla fine danneggiano tutti. Ispirato da Gomorra, a parer nostro, lo supera. Bella prova d’attore del rapper francese Superpoze, autore anche delle musiche del film.
Il festival e le donne
La 75sima Mostra del Cinema è iniziata con una polemica sulla bassa percentuale di film diretti da registe donne (intorno al 21-22%). Il presidente Baratta fin dalla conferenza stampa di apertura ha sottolineato che non vi sono stati mai pregiudizi di sorta, ma che i sistemi di controllo della trasparenza possono essere migliorati. Ha quindi voluto mandare un segnale forte, firmando “un documento già siglato da altri Festival” per avviare una serie di iniziative per risolvere questo problema.
Se vi sono poche registe, in realtà molti sono i film che hanno le donne come protagoniste.
In THE FAVOURITE con Emma Stone tre donne si dividono la scena e due si contendono la Regina ed i suoi favori. Film quasi completamente femminile, ironico e sarcastico, talvolta volutamente sopra le righe (memorabile la scena di un ballo che poco ha del ‘700 e che ricorda nella coreografia alcuni movimenti iconici del nostro secolo, dal rock and roll, a “Vogue” fino alla celebre scena di Pulp Fiction).
Tutto al femminile anche SUSPIRIA di Guadagnino che, forte di una nomination all’Oscar, ci riprova con le stesse leading ladies di “A Bigger Splash” (Dakota Johnson e Tilda Swinton) e lo stesso sceneggiatore (David Kajganich). Suspiria è il remake (o come furbamente dice Tilda Swinton, la “cover”) di un pilastro di Dario Argento, spostato nel 1977 in una Berlino ancora divisa dal muro (ma gli interni sono stati girati nel Grand Hotel di Varese, rimesso in “sesto” per l’occasione).
Il film, anche se la sala si è divisa tra fischi ed applausi, coinvolge e merita anche grazie alle splendide musiche scritte da Thom Yorke dei Radiohead.
La mostra del cinema riserva ogni giorno nuove sorprese… ma ve le racconteremo al prossimo “Spritz”
Articolo di Pietro Gallina e Danilo Maggi, con la collaborazione degli instagramers Raffaella Vidali e Manuela Salamone.
Le foto sono di Rossana Viola, @rossviola, per Venezia da Vivere tranne la seconda foto di Natalie Portman e la Campari Lounge, di Cristina Di Bella.

