
Tornano i Caffè con Venezia da Vivere, la nostra selezione dalla Mostra del Cinema 2026.
Siamo tutti al Lido per la Mostra del Cinema 2026. Mentre scrivo tutto il team è già in Sala Darsena a vedere Ink di Danny Boyle o in Sala Stampa a preparare le macchine per il primo Red Carpet della giornata, mentre fuori sento vociare “George! George!” perché è arrivato il Leone d’Oro alla Carriera di quest’anno.
Ieri i fotografi hanno partecipato al consueto appuntamento con la “Madrina” Greta Scarano (non si dice più madrina) nella spiaggia dell’Hotel Excelsior, in copertina (grazie Igor Serdyukov, Marta Formentello). Attrice e regista, Greta Scarano condurrà le serate di apertura e di chiusura dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia insieme con l’attore Nicolas Maupas.
Dopo aver visto Ink di Danny Boyle, qualcuno seguirà la conferenza stampa e io andrò – non vedo l’ora – sull’isola del Lazzaretto Vecchio per Venezia Immersive, che poi vi racconterò.
Pietro Gallina di Veneziacinema.com ci guida tra i film e gli autori da seguire al Lido, con qualche titolo meno evidente da tenere d’occhio e il suo prezioso punto di vista. Grazie Pietro!
Siamo pronti.
George Clooney e Danny Boyle aprono la Mostra
Nei primi giorni della 83ª edizione partiamo da George Clooney e Danny Boyle, per continuare con Martin McDonagh, Werner Herzog, Gianni Amelio, Cédric Kahn e Shinya Tsukamoto.
La giornata inaugurale del 2 settembre ruota intorno a George Clooney, che riceve il Leone d’Oro alla carriera prima della proiezione del film d’apertura, stasera.
Clooney è ormai una presenza familiare alla Mostra di Venezia: dalla prima partecipazione nel 1998 con Out of Sight di Steven Soderbergh è tornato al Lido come attore, produttore e regista, partecipando anche a due film d’apertura, Le idi di marzo e Gravity.
Approfondisci: George Clooney Leone d’Oro, una storia d’amore con Venezia e la Mostra del Cinema
Ad aprire il concorso è Ink di Danny Boyle, adattamento cinematografico dell’opera teatrale di James Graham dedicata all’ascesa del produttore australiano Rupert Murdoch. Boyle torna così al grande cinema dopo una carriera che comprende Trainspotting e The Millionaire, con cui ha vinto l’Oscar.
Nella stessa giornata prende il via anche la sezione Orizzonti con La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, tratto dal romanzo di Helena Janeczek e dedicato alla fotografa Gerda Taro.
3 settembre: McDonagh, Herzog e Amelio
La prima giornata piena della Mostra mette insieme tre registi molto diversi.
Martin McDonagh torna in concorso con Wild Horse Nine, storia di due agenti della CIA inviati negli anni Settanta sull’Isola di Pasqua. Nel cast ci sono John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.
Werner Herzog presenta Bucking Fastard, interpretato da Kate e Rooney Mara e Orlando Bloom. Dopo diversi lavori documentari visti negli ultimi anni a Venezia, il film segna il suo ritorno al cinema di finzione.
Fuori concorso arriva invece Gianni Amelio con Nessun dolore, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Il film affronta il tema dell’immigrazione nell’Italia contemporanea, spostando lo sguardo dal Mediterraneo alle città e, in particolare, a Roma.
4 settembre: Cédric Kahn, Tsukamoto e La città dei vivi
Venerdì 4 settembre il concorso entra in territori più oscuri.
Il francese Cédric Kahn presenta 15/18 (A Place To Heal), ambientato nei reparti psichiatrici per adolescenti degli ospedali pubblici francesi. Dopo Making Of, presentato a Venezia nel 2023, Kahn torna con un film che guarda alle fragilità dell’adolescenza e alle ferite della società contemporanea.
Con Mr. Nelson, Did You Kill People?, il maestro giapponese Shinya Tsukamoto racconta invece la storia di Allen Nelson, marine inviato in Vietnam negli anni Sessanta e perseguitato per tutta la vita dalle atrocità vissute e commesse durante la guerra.
Tra i titoli italiani da seguire c’è anche La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, in concorso nella sezione Orizzonti. Il film prende le mosse dall’omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nel 2016, per raccontare la vittima e la città intorno alla vicenda.
Fuori rotta: Paul Schrader e il cinema iraniano
Fuori concorso torna anche Paul Schrader con The Basics of Philosophy, interpretato da Jack Huston e Bill Pullman. Al centro c’è ancora una figura tipicamente schraderiana: un uomo isolato, questa volta un docente di filosofia, costretto a confrontarsi con la propria identità e con le proprie menzogne.
Nei primi giorni della Mostra vale la pena seguire anche la presenza del cinema iraniano.
In Orizzonti, Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharayi racconta la storia di una guardia carceraria sospesa dal lavoro e del conflitto con la figlia che vuole lasciare l’Iran.
Tra i cortometraggi di Orizzonti c’è Bleu Au Loin (Distant Blue) dell’iraniano Amir Houshang Moein, mentre alle Giornate degli Autori I Plant My Hand in the Garden, diretto da Boris Hadžija e Hoda Taheri, segue una rifugiata iraniana a Berlino e un uomo queer serbo che decidono di sposarsi e crescere insieme un figlio.
Tutti i film della Mostra sono sul sito della Biennale di Venezia, con i link per acquistare i biglietti e le informazioni per raggiungere il Festival del Cinema di Venezia 2026.
Il Caffè con Venezia da Vivere continua nei prossimi giorni in partnership con Veneziacinema.com, progetto di Pietro Gallina di articoli sul cinema a Venezia, e il podcast Venezia Cinema in pillole: brevi puntate quotidiane con la voce di Danilo Maggi, dedicate a film e appuntamenti al Lido, disponibile gratuitamente su Spotify.
Articolo di Pietro Gallina (VeneziaCinema.com), con l’apertura di Laura Scarpa. Foto di: Marta Formentello, Rossana Viola, Igor Serdyukov, Pietro Gallina.










