La Biblioteca Marciana si accende la sera del 7 aprile con una performance di luce e l’installazione multimediale dell’artista veneziana Federica Marangoni
Un luogo custode della cultura, simbolo di Venezia, realizzato da un’archistar del Rinascimento, accoglie la mostra della pioniera veneziana del multimediale Federica Marangoni.
Vetro di Murano, pixel, neon e LED dialogano con l’architettura cinquecentesca della Biblioteca Marciana di Jacopo Sansovino, con capolavori del tardo rinascimento e libri preziosi. Dall’8 aprile al 27 novembre 2022 la grande opera site-specific Memory: The Light of Time/Memoria: Luce del tempo, a cura di Roberta Semeraro e Viana Conti, ripercorre i temi chiave dell’artista veneziana negli spazi della Biblioteca Marciana, in Piazza San Marco a Venezia.
“Leggere è un rischio” è il monito al neon rosso posto sopra l’entrata nella sala di lettura, custodita da The Archive of Memory, il grande libro in schermi led che dichiara in molte lingue l’importanza della lettura e della libertà, ed è avvolto dalle fiamme tecnologiche della violenza che distrugge la cultura e la storia.
“La memoria è il filo conduttore della creatività” dice Federica Marangoni. Ed è dal Filo Conduttore rosso che anni fa avvolgeva il museo di Ca’ Pesaro sul Canal Grande che Federica riprende, stavolta con un laser, il tema della connessione tra le istituzioni, plaudita anche da Emma Ursich, Segretario Generale di The Human Safety Net, la fondazione di Generali che ha voluto che questa mostra aprisse le celebrazioni per l’apertura dopo 500 anni delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco.
Coronerà l’evento un happening di luce in Piazza San Marco la sera di giovedì 7 aprile, all’imbrunire.
Tra vetro, video e neon, la mostra traspare in una visione del mondo (Weltanschauung) che ci ricorda le parole di Andrea Emo, il filosofo veneto che ha ispirato il grande progetto, da poco inaugurato e site-specific, di Anselm Kiefer a Palazzo Ducale, proprio di fronte alla Biblioteca Marciana e visitabile fino al 29 ottobre 2022.
Memory: The Light of Time è un lavoro linguisticamente articolato, distribuito su più opere che si snodano nella biblioteca in spazi temporali e multimediali, concepiti secondo un contesto cyber in un segno, una traccia di luce, che l’artista dedica a Venezia.
La mostra alla Biblioteca Marciana
Entrando, nel corridoio di accesso alle sale interne della Marciana, il libro di vetro The Archive of Memory è l’archetipo di tutte quelle pagine su cui scorre, nel rosso divampare di un incendio, la storia di un’umanità ferita e offesa. Nell’androne campeggia il monito Leggere è un rischio in riferimento al romanzo di Ray Bradbury e film, Fahrenheit 451.
Su un banco, all’ingresso della Sala di lettura Sansovino, un cumulo dorato di libri in vetro di Murano annuncia che Non è tutto oro quel che luce, e il ferro ossidato e inciso segna le tracce delle pagine dei taccuini dell’artista su cui scorrono le parole di luce azzurra. Il Filo Conduttore con il Flex Led rosso, che si distende orizzontalmente sulla lunga bisettrice che taglia in due il salone, disegna graficamente una linea retta, la continuità che attraversa la vita e l’opera dell’artista.
La scritta ART, leggibile al centro dello spazio e al contrario ‘TRA’ sullo specchio sottostante, indica la relazione ed interazione tra soggetti, tempo e luogo.
Seguendo il ritmo architettonico delle balconate, sulle finestre centrali della sala di lettura è installato l’aforisma, in Flex Led azzurro, Words Thread of Time/Parole Filo del Tempo, un graffito di luce la cui accensione a intermittenza si alterna a quella del monumentale ed emblematico Continuity.
Verso l’uscita della Sala di Lettura, Performing hand è una proiezione a grandi schermi led di una mano che scrive-la-scrittura: parole di luce su fondi scuri a simboleggiare la convivenza conflittuale di una Babele linguistica di valori e disvalori, diritti e divieti, libertà e censure.
La video-animazione Dripping Rainbow/Bleeding/(He)Art è dedicata all’attentato dell’11 settembre 2001. New York è una città molto cara a Federica Marangoni, che l’ha vista protagonista con la performance The Interrogation nel 1980, insieme alla prima mondiale del suo film The Box of Life, al MoMA di New York.
Federica Marangoni
Classe 1940, Federica Marangoni è un’artista e designer veneziana. Da più di cinquant’anni opera nel mondo della videoarte elettronica, attraversando i linguaggi della materia video-visiva con quelli materici del vetro di Murano e dell’illuminazione al neon, tra installazioni, sculture e performance.
Lavora a livello internazionale seguendo una precisa scelta professionale e culturale che l’ha portata a spaziare in modo eclettico ed interdisciplinare verso tutti i settori della comunicazione, accanto ad un percorso artistico di scultrice, fondando nel 1970 a Venezia il suo studio di design, il Fedra Studio Design.
Dal 1976 al 1989 è stata insegnante presso il Dipartimento di Arte e Educazione Artistica alla New York University e tutt’ora in estate tiene seminari e corsi a Venezia con workshop sul vetro.
Ha esposto in molti centri culturali tra USA, Europa e Giappone.
Memory: The Light of Time
Biblioteca Marciana, Venezia
Dal 7 aprile al 27 novembre 2022
Orari di apertura: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 17. Ingresso gratuito scrivendo a memory.marciana@gmail.com.
Hashtag ufficiali:
#FedericaMarangoni #MemoryMarciana
L’articolo è di Lucia Pecoraro e le foto sono di Paolo Luca @paololucavideo.


