
Il Caffè con Venezia da Vivere del primo di settembre all’ottantesima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia: i riflettori della terza giornata sono puntati su Wes Anderson, sui personaggi femminili e le nuove generazioni
Giornata piena, questa che anticipa il primo week-end dell’ottantesima Mostra del Cinema di Venezia, caratterizzata da personaggi femminili di rilevo, da storie di adolescenti e soprattutto dalla presenza di Wes Anderson, premiato con il Premio Cartier Glory to the Filmmaker Award 2023.
Il regista, sceneggiatore e produttore statunitense che ricordiamo di The French Dispatch, Grand Budapest Hotel o I Tenenbaum, solo per citare alcuni suoi film, che con il suo tocco originale sta impazzendo nei social con un trend di inquadrature fisse, simmetrie, melodie dolci e filtri aranciati su colori brillanti, sulle note Obituary di Alexandre Desplat.
Per il Festival ed il premio verrà presentato in prima mondiale – in Sala Grande a Palazzo del Cinema alle ore 14:30 prima della proiezione Fuori Concorso – anche un suo mediometraggio di 40 minuti The Wonderful Story of Henry Sugar con protagonisti Benedict Cumberbatch, Ralph Fiennes, Dev Patel e Ben Kingsley. Il film, che inizialmente doveva essere un lungometraggio, è prodotto da Netflix ed è tratto dalla raccolta Un gioco da ragazzi e altre storie di Roald Dahl.
I film dell’1 settembre
Il primo film in Concorso della giornata è Bastarden (The Promised Land) dello sceneggiatore e regista danese Nikolaj Arcel. Si tratta dell’adattamento per il grande schermo del romanzo di Ida Jessen Kaptajnen og Ann Barbara.
Ambientato nella penisola cimbrica, nella metà del diciottesimo secolo, racconta degli scontri tra uno squattrinato avventuriero, il capitano Ludvig Kahlen, ed un potente proprietario terriero, per aggiudicarsi il potere nel territorio ed il cuore di una donna.
Il regista racconta che si tratta di gran lunga del suo film più personale, sviluppatosi in un’importante fase della sua esistenza, in cui, dopo esser diventato padre, ha rivisto le proprie priorità di vita. “Con l’aiuto del brillante romanzo di Ida Jessen – afferma Arcel – io e Anders Thomas Jensen”, coautore della sceneggiatura, “volevamo raccontare una storia epica e grandiosa su come le nostre ambizioni e i nostri desideri siano destinati a fallire se rappresentano la sola cosa che abbiamo”.
Grande attesa per Poor Things (Povere creature) di Yorgos Lanthimos, regista de La Favorita e de Il sacrificio del cervo sacro, con Emma Stone, Mark Ruffalo e Willem Dafoe.
Uno scienziato brillante anche se poco ortodosso riporta in vita Bella, una giovane donna, troppo avanti rispetto alle usanze del tempo, morta affogata per mano del marito. Bella ricomincia a vivere sotto la protezione del dott. Godwin Baxter ma è desiderosa di imparare e fugge con un avvocato scaltro e dissoluto, in una travolgente avventura che si svolge su più continenti, alla ricerca di uguaglianza e di emancipazione.
Ci sono tutti gli ingredienti per replicare i successi già raccolti dalla coppia Lanthimos-Stone. Willem Dafoe è presente anche in Finalmente l’alba di Saverio Costanzo, terzo film in Concorso presentato in questa giornata, con Lily James, Rebecca Antonaci, Joe Keery, Rachel Sennott e Alba Rohrwacher.
Siamo a Roma negli anni ’50. La protagonista è la giovane Mimosa, una ragazza semplice che fa la comparsa a Cinecittà. Il film racconta la storia di una notte da cui uscirà profondamente cambiata, con la consapevolezza che, come ha raccontato il regista, “il coraggio non serve a ripagare le aspettative degli altri, ma a scoprire chi siamo”.
Costanzo torna a Venezia nove anni dopo Hungry Hearts, che fruttò la Coppa Volpi come miglior interpretazione maschile ad Adam Driver e come miglior interpretazione femminile ad Alba Rohrwacher.
I film in altre sezioni del Festival
Due le pellicole presentare nella sezione Orizzonti. La prima è Magyarázat mindenre (Explanation for Everything) di Gábor Reisz, una storia che vede protagonisti due adolescenti, Abel e Janka, in una società, quella ungherese, fortemente polarizzata politicamene e dove di fa sentire una forte tensione. E adolescenti sono anche i personaggi di Una sterminata domenica (An Endless Sunday), coproduzione italo-tedesco-irlandese con la regia di Alain Parroni, al suo primo lungometraggio, così come quelli messicani visti ieri nel bellissimo Lumbrensueno (Firedream) del giovane José Pablo Escamilla, primo progetto di Biennale College presentato quest’anno.
Per Orizzonti Extra verrà presentato invece Felicità (Happiness), opera prima di Michela Ramazzotti.
Nell’ambito della Settimana della Critica saranno presentati Life is not a competition, but i’m winning, un documentario su sport e atleti queer di Julia Fuhr Mann e Dovremmo essere tutti futuristi (we should all be futurists) di Angela Norelli.
Per le Giornate degli Autori sarà presentato Photophobia di Ivan Ostrochovský e Pavol Pekarčík, la storia di due bambini che cercano di mettersi in salvo dalla guerra in Ucraina; la fotofobia è quella che sviluppano nei confronti dei neon della stazione di Kharkiv in cui i ragazzini si trovano quasi prigionieri.
Nella stessa sezione viene presentato Sidonie au Japon (Viaggio in Giappone) di Élise Girard con la meravigliosa Isabelle Huppert affiancata da August Diehl e Tsuyoshi Ihara.
Per Venezia Classici, la sezione dedicata al restauro dei capolavori del passato e ai documentari sul cinema, saranno presentati: Bellissima di Luchino Visconti, The Working Girls di Stephanie Rothman, il documentario Frank Capra: Mr America di Matthew Wells e Ultimo Mondo Cannibale di Ruggero Deodato.
Nel frattempo il nostro “Dream Team” sta visionando film su film, discutendone animatamente nelle (poche) pause passate assieme. Nei prossimi giorni vi faremo conoscere qualche anticipazione sui nostri film preferiti.
Stay Tuned!
Articolo di Pietro Gallina di veneziacinema.com.
Foto di Rossana Viola e Igor Serdyukov.

