Tra serie TV e opere sperimentali, la mostra guarda anche al passato presentando un Almodovar d’annata e rendendo omaggio a Kim Novak. Sul red carpet sono previsti Amanda Seyfried, The Rock ed Emily Blunt
Si è conclusa la prima settimana della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con star internazionali, film che hanno coinvolto pubblico e addetti ai lavori, feste e manifestazioni. Mentre prendono forma i primi pronostici, il Festival prosegue con nuovi arrivi.
Leone d’oro a Kim Novak, icona di Hitchcock
Oggi sfilerà sul red carpet del Palazzo del Cinema Kim Novak, per ricevere il secondo Leone d’oro alla carriera assegnato quest’anno.
Marilyn Pauline Novak (il nome le fu cambiato per non confonderla con la Monroe), classe 1933, ha segnato la storia del cinema hollywoodiano tra la metà degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta interpretando pellicole come Picnic di Joshua Logan del 1955, La donna che visse due volte (Vertigo) di Alfred Hitchcock del 1958, Una strega in paradiso (Bell Book and Candle) di Richard Quine del 1958 e Baciami, stupido (Kiss Me, Stupid) di Billy Wilder del 1964.
Ciò nonostante è ricordata anche per essere andata con coerenza contro le regole del sistema di Hollywood. Il direttore della Mostra Alberto Barbera la descrive come una donna “indipendente e anticonformista” che “creò una propria casa di produzione e scioperò per rinegoziare uno stipendio molto inferiore a quello dei suoi partner maschili“.
L’attrice, nell’accettare la proposta del premio, ha dichiarato: “Sono molto colpita di ricevere il prestigioso premio del Leone d’Oro da un festival cinematografico tanto rispettato. Essere riconosciuta per l’insieme del mio lavoro in questo momento della mia vita è un sogno che si avvera. Conserverò nella memoria ogni momento trascorso a Venezia. Riempirà il mio cuore di gioia“.
Fuori concorso, al termine della cerimonia di premiazione, sarà proiettato anche il documentario Kim Novak’s Vertigo di Alexandre O. Philippe, un ritratto intimo di una diva che si è lasciata tutto alle spalle per vivere secondo le proprie regole sulla scia di uno dei ruoli più celebri che lei abbia interpretato, la Judy/Madeleine in La donna che visse due volte.
I film in concorso della sesta giornata
The Testament of Ann Lee è il secondo film diretto dalla regista e sceneggiatrice norvegese Mona Fastvold. Anche il suo primo lavoro, Il mondo che verrà, era stato presentato in concorso a Venezia. In realtà il suo legame con il festival veneziano è molto più stretto, avendo co-sceneggiato tutti i film del marito Brady Corbet, molti dei quali premiati al Lido, e ricevendo la nomination all’Oscar per la sceneggiatura di The Brutalist, presentato a Venezia proprio lo scorso anno e premiato con il Leone d’argento.
Come il film precedente, anche The Testament of Ann Lee è un film in costume, ispirato alla vita di Ann Lee, predicatrice prima in Gran Bretagna e poi negli Stati Uniti, fondatrice degli Shakers, un movimento religioso radicale nato alla fine del XVIII secolo.
Il film è interpretato da Amanda Seyfried (Ann Lee), Thomasin McKenzie, Lewis Pullman, Stacy Martin e Tim Blake Nelson.
Il secondo film in concorso della giornata è The Smashing Machine di Benny Safdie, storia del lottatore Mark Kerr, leggenda delle arti marziali miste e dell’Ultimate Fighting Championship.
“La sua forza si manifestava anche fuori dal ring, perché aveva una capacità unica di esprimere le emozioni” afferma il giovane regista. Il campione è interpretato da Dwayne Johnson, noto anche con lo pseudonimo di The Rock, che torna a fare coppia con la britannica Emily Blunt, dopo il successo del film targato Disney+ Jungle Cruise.
Marco Bellocchio racconta il dramma di Enzo Tortora
1982: il conduttore televisivo Enzo Tortora è all’apice del successo. Conduce Portobello e raggiunge 28 milioni di spettatori in prima serata. L’intero paese canticchia la sigla della trasmissione ed è in attesa di vedere se un concorrente riuscirà a far parlare il pappagallo, ospite d’onore della trasmissione. Quando un pentito della Nuova Camorra Organizzata fa il suo nome e il 17 giugno 1983 i carabinieri bussano alla porta della sua stanza d’albergo, Tortora pensa a un errore, ma è solo l’inizio di un’odissea che lo trascinerà dalla vetta al baratro.
Dopo aver raccontato il dramma di Aldo Moro, il regista Marco Bellocchio nella serie TV Portobello (HBO/RAI Fiction) racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani. Fuori concorso a Venezia vengono oggi presentate le prime due puntate.
Anche il regista Hagai Levi (Scene da un matrimonio) si cimenta in una serie TV, Etty con Julia Windischbauer e Sebastian Koch, di cui vengono presentate le prime tre puntate.
La serie, che parla di una donna ebrea durante l’occupazione nazista di Amsterdam, è tratta dai diari e dalle lettere di Etty Hillesum.
Il ritorno di Matador, di Pedro Almodovar
“Quest’oggi parleremo dell’arte di uccidere il toro. Non basta affrontarlo bene, bisogna ucciderlo bene, perché ucciderlo male è un’infamia…” Inizia così uno dei primi film di Pedro Almodovar, Matador del 1986, con un primo e intenso primo piano di un giovane e sensuale Antonio Banderas, all’epoca ventiseienne.
Quinto lungometraggio del regista madrileno, fa parte della filmografia che precede il grande successo internazionale di Donne sull’orlo di una crisi di nervi, che fu presentato a Venezia in concorso nel 1988.
Il film è forse uno dei più astratti nella prima produzione di Almodovar. Affronta il tema della morte, in particolare, come atto supremo di libertà, di fronte alla inevitabile decadenza della bellezza e della passione, imposta dalle convenzioni sociali.
La fotografia di Ángel Luis Fernández è caratterizzata da “eccessi cromatici” che il regista aveva suggerito, chiedendo di ispirarsi ad altre opere segnate dal binomio passione-morte. Quei rossi e quei neri torneranno a splendere sul grande schermo, grazie al restauro effettuato da Video Mercury Films. Nel film, oltre a Banderas, Assumpta Serna, Nacho Martínez, Eva Cobo, Julieta Serrano, Chus Lampreave, Carmen Maura (unica del cast a Venezia quest’anno) ed Eusebio Poncela.
Gli altri due film del giorno per Venezia Classici sono Kagi (La chiave) del giapponese Kon Ichikawa del 1959 e il film sperimentale sulla rappresentazione visiva e televisiva dell’Olocausto Holofiction di Michal Kosakowski.
Tutti i film delle altre sezioni
Fuori concorso Orfeo di Virgilio Villoresi con Luca Vergoni, Giulia Maenza, Aomi Muyock, Vinicio Marchioni. Ispirato da Poema a fumetti di Dino Buzzati, è un’opera che fonde diverse forme di linguaggio, tra animazione artigianale, cinema sperimentale e tecniche ottiche, in un racconto simbolico e sensoriale.
Sempre fuori concorso i tre corti Boomerang Atomic di Rachid Bouchareb, How to shoot a ghost di Charlie Kaufman, e Goffredo felicissimo? di Franco Maresco.
Due i film in concorso nella sezione Orizzonti: Songs of Forgotten Trees di Anuparna Roy, un dramma al femminile ambientato nella Mumbai di oggi, e Harà Watan (Lost land) di Akio Fujimoto, un viaggio pericoloso di due bambini dal campo profughi Rohingya in Bangladesh verso la Malesia.
Per Venezia Spotlight sarà presentato À bras-le-corps (Silent Rebellion) di Marie-Elsa Sgualdo, la storia della determinazione di una donna, rimasta incinta dopo uno stupro.
Le Giornate degli Autori presentano il film iraniano Past Future Continuous di Morteza Ahmadvand e Firouzeh Khosrovani e Memory of Princess Mumbi di Damien Hauser.
Per la Settimana Internazionale della Critica saranno presentati il corto Sante (Saints) di Valeria Gaudieri e il lungometraggio Roqia di Yanis Koussim.
Infine un Evento Speciale sarà la proiezione in Sala Giardino, alle 19, di (Im)perfetta, il corto di Francesca Michielin e Valeria Solarino, su identità e insicurezze. Il progetto è rivolto soprattutto ai giovanissimi, è prodotto da One More Pictures con Rai Cinema, e il giorno stesso sarà reso disponibile nel catalogo di RaiPlay.
Per acquistare i biglietti dei film: labiennale.org
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Articolo e cover di Pietro Gallina (VeneziaCinema).
Foto di Rossana Viola durante il red carpet del 31 agosto 2025 alla Mostra del Cinema di Venezia (escluso il ritratto di Kim Novak concesso da La Biennale di Venezia).


