
Una nuova mostra su Laura de Santillana negli spazi in Giudecca che furono il suo studio. The Archive Capsule: Bindu
Sabato 22 novembre dalle 11 alle 14 la De Santillana Foundation inaugura The Archive Capsule: Bindu, una mostra dedicata alla ricerca artistica di Laura de Santillana, negli spazi che un tempo sono stati il suo studio alla Giudecca 800/Q.
Laura de Santillana (1955–2019) è un’artista del vetro nota per le iconiche serie dei tablets e per la capacità di creare tonalità cromatiche uniche. Bindu è il secondo capitolo del progetto The Archive Capsule (TAC). La mostra si sviluppa attraverso dispositivi espositivi progettati dallo studio multidisciplinare ZAVEN, che propone una rilettura della libreria di tablets ideata dall’artista. Il percorso presenta opere realizzate tra il 2003 e il 2012, un periodo in cui alcune ricerche formali si consolidano e anticipano sperimentazioni che l’artista svilupperà poi in Repubblica Ceca. Pur continuando la produzione dei suoi celebri tablets – tra cui le serie Flags e Tokyo-Ga – de Santillana orienta la sua pratica verso forme primordiali, piene, arrotondate, opache, contraddistinte da campiture cromatiche intense. Il suo lavoro attinge a riferimenti osservati nei viaggi in India, Sri Lanka, Giappone e Sud-Est asiatico, dove approfondisce il rapporto tra forma, materia ed energia.
La Fondazione, nata per custodire e valorizzare la sua opera, ha aperto al pubblico il luogo che fu il suo studio, rendendolo sede di mostre temporanee e archivio. The Archive Capsule: Bindu approfondisce una fase significativa del lavoro dell’artista, evidenziando il dialogo tra una “geografia interiore” e una “geografia concreta” definita dalle collaborazioni con gallerie internazionali e istituzioni museali negli Stati Uniti.
Al centro della sala sono esposte alcune sculture della serie Montagne (2010), ispirate agli elementi della cosmogonia indiana e giapponese. Nei suoi appunti compare più volte la parola “Syumisen”, forma giapponese di Sumeru, la montagna cosmica posta al centro dell’universo: un asse che collega visibile e invisibile, un punto di equilibrio.
Tra le opere esposte, il Bodhi (2008) richiama un corpo raccolto e meditativo. Il termine sanscrito significa “risveglio” e sintetizza l’idea dell’artista di un viaggio interiore. I Bodhies sono vasi ermetici che racchiudono metaforicamente una forza latente; l’argento sotto il vetro satinato riflette la luce come se provenisse dall’interno dell’opera.
La serie Meteors (2008–2009) indaga il rapporto tra forma e movimento, immaginando il vetro come materia attraversata da un’energia in transito. I Suns (2010) evocano invece la forma originaria dell’uovo: volumi compatti che custodiscono un principio vitale allo stato potenziale.
Bindu, nella metafisica indiana, è il punto in cui il sé individuale incontra la coscienza universale. Nella mostra diventa una chiave interpretativa: una soglia in cui la ricerca di essenzialità delle opere si apre a una dimensione più profonda e antica, quasi geologica.
Laura De Santillana
The Archive Capsule: Bindu
Fondazione De Santillana
Giudecca 800/Q • 30123
Apertura al pubblico: dal 24 novembre 2025 al 18 luglio 2026
Lunedì e mercoledì: 9.30–17.30
Venerdì: 9.30–13.00
Visite guidate e aperture speciali su appuntamento
Testi di sala e materiali iconografici disponibili su richiesta.
Lauradesantillana.com
Foto: Laura de Santillana, Bodhies (2006–2008), serie di sculture, presentata per la prima volta alla Galerie l’Arc en Seine, Parigi (2007). Foto © Fabio Zonta. Laura de Santillana, Testa (2013), Hand-shaped solid glass, silver foil, powder, iridescence, 11.5 x 23 cm. Foto © Fabio Zonta, e dalla pagina Instagram della Fondazione.
Articolo di Laura Scarpa




