
Nell’occasione della mostra a Palazzo Venart in occasione di Homo Faber in Città, otto artisti hanno raccontato com’è fare ceramica contemporanea oggi a Venezia
Palazzo Venart Luxury Hotel ha un impegno verso l’arte e l’artigianato, che si esprime ogni anno con mostre ed eventi che promuovono e supportano artisti e creativi. In occasione di Homo Faber in Città una mostra ha creato un dialogo tra le ceramiche storiche presenti a Palazzo e le visioni contemporanee di otto tra i più interessanti ceramisti veneziani: Gaetano Di Gregorio, Chiara Graciotti, Daniela Levera, Adele Stefanelli, Valentina Stocco, SVO Ceramics e il duo The Freaky Raku.
Curata da Gaetano Di Gregorio in collaborazione con Venezia da Vivere, l’esposizione è stata l’espressione del fare ceramica oggi a Venezia, una città che nei secoli ha prodotto creazioni in ceramica e in porcellana di altissimo valore artistico.
Fare ceramica oggi a Venezia
In questo progetto le opere dei ceramisti sono caratterizzate dall’utilizzo di materiali e argilla raccolti in laguna, da sperimentazioni di tecniche inedite e competenze internazionali. Il filo che unisce gli otto artisti, e in generale i ceramisti veneziani, è dato dalla collaborazione e condivisione dei saperi, che avviene soprattutto nell’ambito dell’associazione veneziana I Bochaleri.
La ceramica rappresenta un legame profondo tra Venezia e la sua storia, e vede svilupparsi oggi una tradizione artigiana contemporanea in continuo fiorire, grazie anche a un ambiente fertile e collaborativo. Grazie a maestri, collettivi e a eventi pubblici, nell’ambito della ceramica la città attrae giovani artisti e creativi da tutto il mondo e li stimola a confrontarsi con il patrimonio storico, sviluppando nuove tecniche ed espressioni artistiche.
La mostra è stata voluta da
Palazzo Venart Luxury Hotel
Calle Tron 1961, Santa Croce, Venezia
info.venart@ldchotels.com o +39 041 5233784
Gli artisti e le loro opere
Chiara Graciotti, con il suo progetto Tiles of Venice propone un’interpretazione della ceramica legata alla città stessa. Le sue piastrelle in porcellana riproducono i motivi geometrici dei pavimenti veneziani, stabilendo un collegamento diretto con l’architettura della città. La tecnica dell’impressione a mano consente a Chiara di catturare l’essenza di luoghi storici come la Ca’ d’Oro e la chiesa di San Giacomo di Rialto. Ogni pezzo può essere utilizzato come complemento d’arredo e come elemento artistico, unendo funzionalità e bellezza. La scelta della porcellana Parian, caratterizzata da traslucidità e consistenza marmorea, permette di fondere la tradizione veneziana con una nuova visione del design.
Daniela Levera, originaria del Cile e laureata in Design allo IUAV di Venezia, ha perfezionato le tecniche della ceramica presso la scuola d’arte di Faenza, centro di eccellenza a livello mondiale dove attualmente insegna e dove ha sviluppato un linguaggio artistico che combina funzionalità e creatività. Nel suo laboratorio a Venezia Daniela sperimenta continuamente, creando opere uniche che riflettono le sue radici cilene e l’estetica veneziana. Il suo impegno nell’associazione I Bochaleri è promuovere attivamente la ceramica a Venezia e nel mondo, trasmettendo tecniche tradizionali e innovative per mantenere viva e in evoluzione questa forma d’arte.
Adele Stefanelli, ispirata dalla ceramica orientale e dalle collezioni cinesi e coreane del periodo Song, ha intrapreso un lungo viaggio in Asia per apprendere le tecniche locali, che ha poi combinato con la cultura veneziana. Il suo laboratorio alla Giudecca è ora il luogo in cui l’equilibrio tra minimalismo orientale e creatività contemporanea prende forma, dando vita a pezzi che esprimono una sintesi personale tra le due tradizioni.
Valentina Stocco ha studiato e lavorato a Londra, dove si è specializzata nella tecnica del tornio e nella cottura ad alta temperatura. A Venezia, con l’orafa con cui condivide lo studio, è il volto del progetto Homo Faber in Città. Per le sue creazioni utilizza l’argilla raccolta in Laguna, conchiglie ed elementi naturali. Le sue opere, soprattutto i suoi smalti, evocano le texture e i colori della città. Parallelamente al suo lavoro artistico, Valentina insegna, trasmettendo tecniche tradizionali e innovative alle nuove generazioni di artisti.
SVO Ceramics, il progetto di Nadia Saponaro, nasce da una passione per l’arte scoperta durante un viaggio in Andalusia. Qui, presso un atelier di Cadice, Nadia ha appreso l’arte della ceramica. Nel suo atelier a Murano, vicino a un’antica area di produzione ceramica, realizza pezzi unici e oggetti di uso quotidiano. Le sue ceramiche uniscono forma e colore e diventano parte della vita quotidiana di chi le utilizza.
Il duo The Freaky Raku , composto da Zaira Zarotti e Francesco Pettenà, propone il progetto Flora Transitoria, una fusione tra ceramica e fotografia, con una forte influenza della filosofia giapponese del wabi-sabi. Utilizzando argilla raccolta direttamente nella laguna, creano pezzi che riflettono il paesaggio lagunare e la sua natura in costante cambiamento. La tecnica del raku, con le sue crepe caratteristiche, conferisce alle opere un’estetica unica che richiama l’antichità e la transitorietà. Flora Transitoria è una riflessione sulla fragilità dell’ecosistema lagunare, celebrando la natura e il tempo attraverso l’arte della ceramica.
Gaetano Di Gregorio, architetto nato a Caltagirone, una terra con una lunga tradizione ceramica, ha sviluppato il suo percorso artistico a Venezia. Le sue opere esplorano il confine tra design e ceramica, combinando la solidità dell’architettura veneziana con la fluidità del materiale ceramico. Il suo impegno nella promozione della ceramica in contesti non convenzionali, si sviluppa attraverso l’associazione Spiazzi, da lui fondata, che dà vita a progetti interdisciplinari che coinvolgono artisti e artigiani.
La lunga storia della ceramica veneziana
Nonostante il predominio del vetro, la ceramica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’artigianato veneziano: già dal Medioevo, grazie agli intensi scambi con l’Oriente, le produzioni veneziane di ceramica si distinguevano per la loro raffinatezza, arricchite da tecniche come la maiolica e il lustro metallico.
Crocevia di culture e commerci, a Venezia le influenze bizantine, ottomane e mediterranee si sono fuse profondamente. La ceramica veneziana è il risultato di secoli di contaminazioni di materiali, stili e conoscenze provenienti da mondi diversi, e riflette la complessità e la ricchezza di questi scambi.
Nel Rinascimento le ceramiche veneziane raggiunsero un’eleganza straordinaria, con decorazioni intricate che adornavano oggetti destinati alla nobiltà e al commercio internazionale, spesso offerti in dono per celebrazioni come fidanzamenti e matrimoni; queste decorazioni, raffiguranti figure mitologiche, animali o motivi geometrici, erano simboli di prestigio e riflettevano l’alto status sociale dei proprietari.
Ceramica contemporanea a Venezia
Palazzo Venart Luxury Hotel
Calle Tron 1961, Santa Croce, Venezia
Le mostre a Palazzo Venart sono visitabili su appuntamento: info.venart@ldchotels.com o telefonando al concierge +39 041 5233784.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto © Marta Formentello e © Settimo Cannatella.

