Il settimo Caffè con Venezia da Vivere presenta Kathryn Bigelow con un thriller su un attacco missilistico agli Stati Uniti, François Ozon adatta L’étranger di Camus, e il premio Campari Passion for Film va a Gus Van Sant. Sofia Coppola è a #Venezia82 con un documentario fuori concorso sullo stilista statunitense Marc Jacobs
La minaccia nucleare arriva al cinema con Kathryn Bigelow, mentre François Ozon adatta per la prima volta Albert Camus nella settima giornata di #Venezia82.
Kathryn Bigelow, regista premio Oscar per The Hurt Locker presentato al Lido nel 2008, torna a Venezia con A House of Dynamite, thriller con Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee e Jason Clarke che parla di un attacco missilistico contro gli Stati Uniti.
La regista ha raccontato: “Sono cresciuta in un’epoca in cui nascondersi sotto il banco di scuola era considerato il protocollo di riferimento per sopravvivere a una bomba atomica. Ora sembra assurdo ma all’epoca la minaccia era così immediata che tali misure venivano prese sul serio. Oggi il pericolo non ha fatto che aumentare, eppure c’è una sorta di intorpidimento collettivo – una silenziosa normalizzazione dell’impensabile“. Il film promette di far sentire lo spettatore quasi seduto sulla dinamite.
Il regista francese di Gocce d’acqua su pietre roventi, 8 donne e un mistero, Swimming Pool e Frantz, torna a Venezia con L’étranger – Lo Straniero interpretato da Benjamin Voisin (già visto a #Venezia78 in Illusioni Perdute), Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant e Swann Arlaud.
Tratto da un romanzo di Camus, il film ci trasporta ad Algeri nel 1938, raccontando la routine di un tranquillo e modesto impiegato trentenne, che non viene mai turbata da nulla, fino al giorno in cui su una spiaggia in una giornata torrida succede qualcosa di inatteso.
Il commento del regista sulla sua nuova opera: “Affrontare un capolavoro che tutti hanno letto, e che ognuno ha già messo in scena nella propria mente, è stata una sfida immensa, però il mio interesse per il libro era più forte delle mie apprensioni, così mi ci sono buttato con una certa leggerezza. Ho capito che immergermi in L’Étranger significava riconnettermi con una parte dimenticata della mia storia personale. Mio nonno materno era giudice istruttore in Algeria, e nel 1956 era sfuggito a un attacco, evento che aveva accelerato il ritorno della mia famiglia nella Francia continentale. Lavorando su documenti e archivi, e incontrando storici e testimoni dell’epoca, mi sono reso conto di quanto tutte le famiglie francesi abbiano un legame con l’Algeria, e di quanto pesi il silenzio che spesso grava ancora sulla nostra storia comune“.
Il premio Campari Passion for film a Gus Van Sant
Il regista statunitense Gus Van Sant riceverà questa sera, il premio Campari Passion for Film 2025 per Dead Man’s Wire (105′) con Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo e Al Pacino, in prima mondiale alla Mostra.
Si tratta, come ha sottolineato il Direttore della Mostra Alberto Barbera, di un “autore unico nel panorama del cinema contemporaneo, capace di coniugare uno sguardo profondamente indipendente con una sorprendente capacità di dialogo con il pubblico” e che ha firmato film come Drugstore Cowboy, Belli e dannati, Milk, collaborando con star e scoprendo talenti come River Phoenix, Keanu Reeves, Casey Affleck, Joaquin Phoenix, Ben Affleck e Matt Damon.
Il film, come era stato per Elephant, descrive senza censure la faccia violenta della società americana. È basato su una vera storia di cronaca, ricostruita con cura, quella di Tony Kiritsis che, nel 1977, sentendosi tradito dalla banca che gestiva il suo mutuo, prese misure drastiche nel tentativo di riprendersi il controllo.
Sul riconoscimento che riceverà oggi, Gus Van Sant ha commentato: “Sono onorato di ricevere il premio Passion for Film. Ringrazio di cuore Campari, significa molto per me. Sono grato non solo per il riconoscimento del mio lavoro, ma anche per il loro sostegno a una delle più grandi istituzioni mondiali che celebra il cinema. È un privilegio far parte di questa tradizione e apprezzo profondamente la passione che dedicano ai film“.
Un omaggio alla moda
Con Marc by Sofia la regista Sofia Coppola si presenta fuori concorso con il suo primo documentario, un ritratto intimo e anticonvenzionale di Marc Jacobs per restituire l’universo dello stilista americano.
Direttore artistico per Louis Vuitton dal 1997 al 2013, lo stilista newyorkese ha poi lanciato una sua linea. Sofia Coppola, nel presentare questo lavoro, ha affermato che voleva fare un ritratto dello stilista, suo amico da trent’anni, e mostrare il suo processo creativo, per creare un legame tra la sua ispirazione e i suoi punti di riferimento e le generazioni future.
I diari di Angela
Fuori concorso sarà proiettato anche un altro documentario: I diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo terzo di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi: l’architetto di origini armene Gianikian, compagno e co-regista di Ricci Lucchi (scomparsa nel 2018) ne racconta la vita, l’arte e la malattia, mantenendo la promessa fattagli di proseguire il suo lavoro.
Tutti i film delle altre sezioni
Il primo film della sezione Orizzonti oggi è Komedie elahi (Divine Comedy) del regista iraniano Ali Asgari con Hossein Soleimani, Mohammad Soori, Amirreza Ranjbaran, Faezeh Rad.
Racconta la storia di un regista quarantenne che ha trascorso l’intera carriera realizzando film in turco-azero, nessuno dei quali è mai stato proiettato in Iran. Il suo ultimo lavoro, a cui il Ministero della Cultura ha nuovamente negato l’autorizzazione, lo spinge, in sella a una Vespa, a intraprendere una missione clandestina per presentare il suo film al pubblico iraniano, eludendo la censura governativa, la burocrazia e le sue insicurezze.
Barrio triste del fotografo-regista colombiano Stillz è un racconto di formazione ambientato ai margini della società nella periferia di Medellin alla fine degli anni Ottanta, con le musiche originali di Arca, compositrice venezuelana che ha collaborato con Björk negli album Vulnicura e Utopia.
Per Venezia Spotlight sarà presentato Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino di Daniele Vicari con Gabriel Montesi, Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto, Thomas Trabacchi, Pier Giorgio Bellocchio, Rocco Papaleo. Il regista di Diaz racconta la storia vera di Antonio Zagari, figlio di un boss della malavita calabrese che si ribella al suo destino criminale.
Fuori concorso si conclude la proiezione – engono presentate oggi le ultime tre puntate – della serie TV Etty con Julia Windischbauer e Sebastian Koch, firmata dal regista Hagai Levi (Scene da un matrimonio). La serie, che parla di una donna ebrea durante l’occupazione nazista di Amsterdam, è tratta dai diari e dalle lettere di Etty Hillesum.
I tre film presentati per Venezia Classici oggi sono House of Strangers (Amaro destino) del 1949 di Joseph L. Mankiewicz con Edward G. Robinson, Susan Hayward, Richard Conte, Roma ore 11 del 1952 di Giuseppe De Santis con Lucia Bosè, Delia Scala, Raf Vallone e Massimo Girotti. Infine il documentario The Ozu Diaries di Daniel Raim sul regista giapponese Yasujiro Ozu.
Per le Giornate degli Autori sarà presentato il film Anoche conquisté Tebas di Gabriel Azorín, storia di amicizia e complicità tra uomini sullo sfondo di antiche terme romane abbandonate.
Per la Settimana Internazionale della Critica è il giorno del cortometraggio Arca di Lorenzo Quagliozzi e del film Straight Circle di Oscar Hudson.
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Articolo e di Pietro Gallina (VeneziaCinema) con Lucia Pecoraro.
Foto di Settimo Cannatella (cover), Marta Formentello e Rossana Viola.


