Venice Biennale Off #1: oltre la Biennale Arte a Venezia, mostre, installazioni, performance, esposizioni, moda.
Mostre, installazioni e progetti diffusi in città durante la Biennale Arte 2026. Crea il tuo itinerario tra arte, moda e ricerca contemporanea, dalla prima presentazione della Fondazione Dries Van Noten a Palazzo Pisani Moretta alla riapertura di Palazzo Manfrin con Anish Kapoor Foundation, dalle esposizioni di pittori contemporanei come Amoako Boafo e Jenny Saville alla ricerca di Joseph Kosuth. Ecco la prima delle guide Venice Biennale Off, le esposizioni e i progetti tra palazzi storici, musei e spazi indipendenti, durante il periodo della Biennale.
- Fondazione Dries Van NotenThe Only True Protest Is Beauty Palazzo Pisani Moretta, San Polo, 2766 Dal 25 aprile al 4 ottobre
Nel giorno di San Marco, patrono di Venezia, Palazzo Pisani Moretta apre al pubblico per la prima volta nella sua storia, con The Only True Protest is Beauty, la presentazione inaugurale della Fondazione Dries Van Noten. Con un progetto che offre una straordinaria occasione di esplorare le intersezioni tra moda, arte e artigianato, la nuova fondazione dà il via al periodo di opening della Biennale Arte 2026.
Moda, gioiello, arte, design, fotografia, vetro e ceramica convivono con video e conversazioni con gli autori: The Only True Protest is Beauty è un percorso espositivo in 20 stanze, con oltre 200 opere di creativi affermati ed emergenti nei campi dell’arte, del design, della moda, dell’architettura, della fotografia e non solo, le cui pratiche ibride e sperimentali favoriscono scambi, confronti e connessioni tra la comunità creativa e il pubblico.
La moda scandisce tutto il percorso come linguaggio culturale che attraversa il tempo. Le opere dialogano con gli affreschi e gli arredi di uno dei luoghi più iconici di Venezia, in una relazione diretta tra contesto storico e ricerca contemporanea.
La Fondazione, istituzione culturale non-profit ideata da Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe per testimoniare l’importanza vitale dell’artigianato, è una piattaforma dedicata a creatori, artigiani e talenti emergenti.
Come visitare Palazzo Pisani Moretta e la Fondazione
Palazzo Pisani Moretta è un edificio storico privato. La Fondazione Dries Van Noten offre l’opportunità di scoprirlo tramite il programma di affiliazione Become a Friend (Membership a partire da €20, €10 per under 26).
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- Anish Kapoor Palazzo Manfrin, Fondamenta Venier, Cannaregio 342
Dal 5 maggio
La Anish Kapoor Foundation riapre la sede veneziana in concomitanza con la Biennale Arte 2026, dopo quattro anni di restauro, con una mostra sull’archivio progettuale dell’artista. Circa cento modelli architettonici condividono con il pubblico cinquant’anni di lavoro e processi creativi.
Come nascono le sculture e i progetti di uno degli artisti contemporanei più influenti nel mondo?
Dai progetti trasformati in opere monumentali come Cloud Gate – la scultura in acciaio specchiante del Millennium Park di Chicago – alle idee rimaste sulla carta: accanto ai modelli, una serie di opere a specchio e acciaio inox, una nuova installazione architettonica immersiva realizzata in silicone e vernice, e due grandi installazioni che diventano permanenti.
Descent into Limbo del 1992, già esposta nella retrospettiva del 2022, lavora sull’illusione ottica creando quello che sembra un cerchio nero dipinto sul pavimento ma in realtà è un buco profondo circa due metri e mezzo, rivestito di pigmento blu scuro che assorbe la luce e impedisce all’occhio di percepire la profondità, dando la sensazione di guardare in un vuoto infinito.
At the Edge of the World del 1998 (in copertina) arriva in una nuova versione nera – l’originale era una cupola rossa – realizzata con un materiale simile al Vantablack che assorbe oltre il 99% della luce visibile e annulla la percezione di profondità, trasformando lo spazio in un vuoto assoluto.
L’artista anglo-indiano ha scelto Venezia come sede permanente della sua fondazione stabilendola a Palazzo Manfrin, un imponente edificio sul Canale di Cannaregio. Nel 2022 una grande retrospettiva curata da Taco Dibbits, storico dell’arte e direttore del Rijksmuseum di Amsterdam (sarà il curatore anche di questa mostra nel 2026) – ha aperto temporaneamente gli spazi al pubblico, con una mostra tra Palazzo Manfrin e le Gallerie dell’Accademia.
Quattro anni per un progetto di recupero firmato UNA/UNLESS (Giulia Foscari) con interventi strutturali e adeguamenti impiantistici per standard museali e didattici. Il restauro lavora anche sulla distribuzione: al piano terra una sala espositiva su Calle del Vergola, bookshop sulla fondamenta e caffè verso Parco Savorgnan.
Gli ultimi piani sono progettati in collaborazione con l’università Ca’ Foscari Venezia come presidio educativo collegato alla sede principale dell’ateneo, dove il Kapoor Project è un progetto culturale intrecciato al tessuto della città.
Anish Kapoor
Palazzo Manfrin
Cannaregio, Venice
6 maggio – 8 agosto 2026
Info e biglietti
- AMOAKO BOAFO
Museo di Palazzo Grimani, Rugagiuffa 4858
Dal 6 maggio al 22 novembre
La prima personale in Italia per Amoako Boafo, l’artista ghanese scelto da Dior per rappresentare con i suoi ritratti una collezione uomo, presenta nuove opere site-specific, grandi ritratti di persone nere dipinti con il pigmento steso con le dita , al secondo piano di Palazzo Grimani.
La Maison Dior ha preso quei volti come matrice creativa della collezione uomo primavera/estate 2021. Kim Jones, allora direttore creativo di Dior Men, ha tradotto Black Diaspora di Boafo sulla materia tessile. La collezione è uscita anche come film: Portrait of an Artist, con un cast di modelli neri.
“Una delle cose che i designer possono fare è riflettere il tempo in cui vivono. Per me la diversità è una cosa naturale; un riflesso del mondo più ampio” ha detto Jones in un’intervista a The Guardian.
- Joseph Kosuth. The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero
Casa dei Tre Oci, Fondamenta Zitelle 43, Giudecca
Dal 28 marzo al 22 novembre
Il padre dell’arte concettuale americana torna a Venezia con una grande mostra curata da Mario Codognato e Adriana Rispoli per Berggruen Arts & Culture. Le sue opere sono nei musei più importanti del mondo e due di queste sono in città, visibili liberamente per tutti: La materia dell’ornamento, i dodici neon sulla facciata della Fondazione Querini Stampalia a Campo Santa Maria Formosa, e To Invent Relations (for Carlo Scarpa), il vinile su vetro sulla vetrata dell’Aula Magna Mario Baratto dell’Università Ca’ Foscari Venezia, affacciata sul Canal Grande.
La mostra porta a Venezia sessant’anni di ricerca di Kosuth su come le parole diventano opere d’arte: all’ingresso del palazzo, A Chain of Resemblance (2026), un neon bianco caldo costruito su un testo di Michel Foucault, dimostra come le parole cambino significato in base al contesto in cui appaiono. Al primo piano, One and Three Mirrors (1965) affianca uno specchio, la sua fotografia – che cattura il riflesso dell’ambiente in cui è esposta – e la definizione della parola ‘specchio’: ogni volta che l’opera viene installata è unica, perché lo specchio riflette sempre un luogo e un momento diversi. Il riflesso di chi guarda entra nell’opera, trasformando inconsapevolmente ogni visitatore in un soggetto artistico.
Ampliano la ricerca di Kosuth sull’autorialità: The Fifth Investigation (1969), Text/Context(1978-1979) e Where Are you Standing? (1976), il poster realizzato per la Biennale di Venezia come parte del collettivo International Local – Kosuth, Sarah Charlesworth e Anthony McCall – scegliendo la collaborazione sulla firma individuale.
- Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince
Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, Calle de Ca’ Corner, Santa Croce 2215
Dal 9 maggio al 23 novembre
Due artisti che da decenni pescano dalla cultura popolare americana per svelarne crudezza e miti: la mostra li accosta per la prima volta e li mette in dialogo attraversa le loro ossessioni comuni, portando alla luce una conversazione creativa rimasta finora sottotraccia.
Arthur Jafa e Richard Prince lavorano con immagini che già esistono, le prendono da film, fumetti, video YouTube, copertine di dischi, poster rock, romanzi pulp, post sui social media, e le riusano per farci vedere qualcosa di diverso. Jafa le monta con il ritmo della musica black per raccontare l’esperienza afroamericana (Leone d’Oro alla Biennale 2019, videoclip per Jay-Z e Solange). Prince le rifotografa e le espone per smascherare i cliché della mascolinità bianca e il lato oscuro della psiche americana (serie Cowboys, Nurses, i post Instagram trasformati in quadri).
- CHIHULY: Venice 2026
Tre sculture sul Canal Grande e all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (Campo Santo Stefano)
Dal 5 maggio al 14 novembre 2026
Tre sculture di vetro alte fino a nove metri sul Canal Grande per CHIHULY: Venice 2026 il progetto artistico urbano di Dale Chihuly che torna a Venezia nel trentesimo anniversario di Chihuly Over Venice.
L’artista americano – considerato il più importante al mondo per il vetro artistico – nel 1996 aveva installato in città quattordici lampadari di vetro che alla sera si illuminavano di colori brillanti e vividi.
Il progetto celebra il legame tra Chihuly e Venezia, la città che ha formato la sua carriera. Nel 1968 aveva lavorato alla fornace Venini di Murano e lì aveva appreso il lavoro di squadra, cambiando il suo approccio lavorativo e creando forme organiche simil a meduse, fiori o creature marine.
All’Istituto Veneto in Campo Santo Stefano, la mostra curata da Suzanne Geiss documenta il suo processo creativo attraverso fotografie, disegni e video. Esposti anche i Golden Celadon Baskets, vasi asimmetrici che deformano intenzionalmente la simmetria e la precisione tecnica dell’arte tradizionale della lavorazione del vetro di Murano.
- CANICULA
Complesso dell’Ospedaletto, Castello, Barbaria de le Tole 6691
Dal 6 maggio al 22 novembre
Canicula chiude la trilogia della Fondazione In Between Art Film su percezione e visibilità. Dopo Penumbra (2022) sulla scarsità di luce e Nebula (2024) sulla nebbia, l’ultima mostra affronta l’eccesso: troppa luce acceca, troppo calore paralizza, troppe immagini confondono.
I curatori Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi usano il titolo Canicula (dalla “canicola”, il periodo dei giorni più caldi dell’estate) come metafora del presente: viviamo nel sovraccarico quotidiano di immagini, notizie, social media, notifiche e contenuti online che ci sommergono senza darci il tempo di capire o riflettere.
La Fondazione In Between Art Film – creata da Beatrice Bulgari, dell’omonima maison di gioielli, per produrre video e film d’artista – presenta otto installazioni video realizzate appositamente da artisti internazionali: Lawrence Abu Hamdan (Turner Prize 2019) analizza registrazioni audio per indagini su violazioni dei diritti umani. I documentaristi italiani Massimo D’Anolfi e Martina Parenti filmano luoghi e persone dell’Italia post-industriale. Janis Rafa filma animali negli allevamenti intensivi e cani abbandonati per mostrare le vittime invisibili del sistema economico. La britannica P. Staff lavora su come lo stato e le istituzioni mediche sorvegliano e normano i corpi trans e queer. Roman Khimei e Yarema Malashchuk documentano le conseguenze della guerra in Ucraina. Wang Tuo (Sigg Prize 2023) usa attori e archivi per ricostruire episodi della storia cinese del Novecento che il governo ha tentato di cancellare. L’artista cinese Yuyan Wang riprende il lavoro ripetitivo degli operai che producono i LED e gli schermi che usiamo ogni giorno. Maya Watanabe collabora con antropologi per documentare le fosse comuni della guerra civile peruviana.
- Uno sguardo su Brancusi
Galerie Negropontes, Palazzina Masieri, Dorsoduro 3900
Fino al 18 dicembre
Nel 150. anniversario della nascita di Constantin Brancusi, Galerie Negropontes lo celebra a Palazzina Masieri – l’edificio disegnato da Carlo Scarpa negli anni Sessanta sul Canal Grande – con una mostra che si svolge in parallelo a Parigi.
Asset principale del percorso espositivo sono le fotografie di Dan Er. Grigorescu, scattate tra il ’64 e il ’67 in Romania: bianco e nero, luce naturale senza filtri, inquadrature strette che isolano la scultura da ogni contesto. Al piano terra, le sculture di Mauro Mori in legno di Albizia Rosa – essenza locale delle Seychelles – sono allestite in pile come nell’atelier di Brancusi, dove una scultura diventava base per un’altra.
Al primo piano, Mircea Cantor porta Add Verticality To Your Seat (To Socrates): sedie scolpite in querce e ciliegi secolari rumeni che diventano ritratti astratti di Socrate, simbolo di resistenza intellettuale. In mostra, le sculture in onice su basi di ferro Egg Static III & IV di Gianluca Pacchioni e i due totem in vetro di Perrin & Perrin, creati appositamente per la mostra.
All’ultimo piano, le fotografie in bianco e nero di Grigorescu esposte con quelle a colori di Mircea Cantor: entrambe dedicate all’installazione monumentale di Brancusi a Târgu Jiu, la stessa opera vista da due epoche diverse.
- Hernan Bas. I visitatori
Ca’ Pesaro, Sale Dom Pérignon (secondo piano), Santa Croce 2076
Dal 7 maggio al 30 agosto
Trenta opere inedite, tutte concepite per Ca’ Pesaro: l’artista americano Hernan Bas popola le sale di Ca’ Pesaro con dandy efebici e solitari, inseriti in spazi onirici con dettagli che mescolano il simbolismo francese, la letteratura decadente, la mitologia e il paranormale. Giovani uomini dipinti come usciti da un romanzo di Oscar Wilde, un immaginario fin-de-siècle filtrato attraverso una sensibilità queer contemporanea.
- Jenny Saville a Ca’ Pesaro
Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce 2076
Dal 28 marzo al 22 novembre (anteprima stampa 27 marzo)
Jenny Saville è l’artista donna vivente più quotata al mondo – un suo autoritratto è stato battuto a 9,5 milioni di sterline (11 milioni di euro) alla Sotheby’s di Londra – e arriva a Ca’ Pesaro con la sua prima grande mostra a Venezia, portando i suoi dipinti monumentali di corpi femminili. Tele alte anche due metri dove la pittura a olio, applicata a strati, diventa essa stessa carne, pieghe, muscoli, pelle.
La mostra ripercorre trent’anni di lavoro, dagli esordi con gli Young British Artists negli anni Novanta fino a opere nuove realizzate per questa esposizione.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto cover: Anish Kapoor – At the Edge of the World (1998) Ph. David Stjernholm. Foto di Palazzo Pisani Moretta di Laura Scarpa, foto di Fondazione Dries Van Noten di Settimo cannatella, foto di Joseph Kosuth di Jason Wyche e Peter Lindbergh, foto di Anish Kapoor di Jack Hems, courtesy di Lisson-Gallery.


