
A Venezia si scende in campo: l’Associazione Sportiva Sant’Elena cresce da una comunità giovane e interculturale che usa il calcio per abitare la città con nuovi gesti di partecipazione, relazione e cura
L’Associazione Sportiva Sant’Elena celebra il nuovo campo pubblico di Sant’Elena, appena riaperto dal Comune di Venezia dopo i lavori di sistemazione. Proprio lì, nel 2021, è nato un gruppo spontaneo che ha dato vita a una comunità in crescita, capace di usare lo sport per costruire relazioni, idee e responsabilità condivise.
Domenica 25 maggio l’associazione invita la cittadinanza a un incontro pubblico nei pressi del campo per raccontare le attività in corso e raccogliere proposte per nuovi progetti collettivi.
Chi è interessato a partecipare o entrare nella community può iscriversi tramite linktr.ee/as.santelena.
“Crediamo che Venezia possa essere una città vivibile. Aprire gli spazi significa creare possibilità per chi la vive davvero, giorno per giorno“, racconta Sofia Ressia, tra le fondatrici. “Abbiamo cominciato spontaneamente, ma ci siamo resi conto che stavamo creando qualcosa di più. Oggi l’associazione esiste per rendere visibile e accessibile questo percorso a chiunque voglia viverlo“.
Fondata formalmente nel 2023, l’associazione conta oggi oltre 130 soci e più di 40 nazionalità diverse. L’obiettivo è chiaro: usare il calcio come strumento di aggregazione, accessibilità e trasformazione urbana.
Nata da un gruppo di studenti veneziani e da tutto il mondo, l’associazione ha costruito una vera comunità: un gruppo WhatsApp con più di 500 membri, la Venezia League – torneo amatoriale con squadre miste – con attività culturali ed eventi aperti alla cittadinanza.
I progetti per la comunità
Il torneo amatoriale promosso dall’associazione conta dieci squadre, ognuna riconoscibile da maglie disegnate da Tommaso Kusch – presidente dell’associazione e studente IUAV – per dare a ogni team un’identità visiva. È un campionato dove età e genere si mischiano senza gerarchie. Il trofeo è stato realizzato con materiali e tecniche artigianali veneziane, dal fabbro Francesco Zanon, dal forcolaio Saverio Pastor e dal maestro vetraio Simone Cenedese: un oggetto che unisce sport, città e saper fare.
Prima delle partite, l’associazione organizza i Venezia Talks: incontri pubblici dedicati alla cultura urbana, allo sport e alla cittadinanza attiva. Tra gli ospiti, in dialogo con la comunità su musica, spazio pubblico, arte urbana e vita quotidiana a Venezia: Arianna Mazzon del Venezia FC, la giornalista Valeria Necchio, l’architetto Sergio Pascolo, il dj Spiller e lo scrittore e saggista Alberto Toso Fei e altri protagonisti della vita culturale veneziana.
Completano il programma anche corsi di lingua (italiano, inglese, francese, spagnolo) pensati per favorire lo scambio tra italiani e stranieri.
Giocare vuol dire appartenere
Il campo storico di Sant’Elena, vicino allo stadio Pier Luigi Penzo, è un riferimento per la comunità, ed è rimasto inutilizzabile per mesi fino al recente restauro. Durante questo tempo, l’associazione ha spostato la Venezia League nel campo della Salute, solitamente chiuso, reso accessibile grazie ad un accordo con Engim Venezia. “La mancanza di uno spazio ci ha obbligati a trovare una soluzione. Così ci siamo aperti a nuove possibilità“, racconta Kusch. Ora l’associazione lavora per raccogliere i fondi necessari alla ristrutturazione del campo e garantirne l’uso al maggior numero di persone.
Uno dei progetti più sentiti è Il calcio è di tutte, dedicato alle bambine dai sei anni in su. “Io stessa da piccola sono sempre stata una delle poche bambine nel campionato, e so cosa vuol dire sentirsi dire che il calcio non è uno sport da femmine“, racconta Ressia. L’open day dell’11 maggio a San Giacomo dell’Orio ha coinvolto bambine e famiglie, con allenamenti, partite miste nel campo del Patronato dei Frari. L’iniziativa ha incluso anche la partecipazione a una partita del Venezia FC femminile allo stadio di Mestre, con l’incontro a bordo campo di alcune giocatrici per “mostrare alle bambine che esiste una rappresentanza in questo sport, e questo credo conti moltissimo alla loro età“, sottolinea.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto in ordine di apparizione: @veneziafcfemminile, Levi Calanco, Leonardo Mizar Vianello, Ayoub Benlouali. Le altre sono state concesse dall’Associazione Sportiva Sant’Elena.

