
Il corpo, il mito e l’origine del mondo: con Willem Dafoe come direttore della Biennale Teatro, iniziano il 31 maggio i Festival di Teatro, Danza e Musica della Biennale di Venezia
Willem Dafoe, Wayne McGregor e Caterina Barbieri firmano i programmi dei tre Festival delle Arti Performative della Biennale di Venezia, che con questa edizione torna a mettere in relazione il corpo con la scena, il pensiero con l’atto, il mito con la costruzione del tempo.
Il programma 2025 si articola attorno a tre assi tematici – il corpo, il mito, la cosmogonia – che si declinano attraverso produzioni originali, debutti, installazioni e performance inedite. Un invito preciso a misurarsi con la complessità del presente attraverso l’esercizio del pensiero critico, e a riconoscere nella scena una pratica intellettuale che interroga ciò che genera forma, azione, presenza.
Tra un festival e l’altro, un progetto straordinario mette la Biennale al centro del dibattito sul clima: il progetto site specific The Herds, che verrà presentato in anteprima di festival martedì 17 giugno, vedrà i danzatori e i coreografi di Biennale College in un atto di arte pubblica e di azione per il clima.
Ciascuno dei programmi è costruito come un sistema aperto, attraversato da stratificazioni concettuali e spunti formali, dove si coglie chiaramente la volontà dei tre direttori artistici di ampliare le categorie critiche e ridefinire i paradigmi scenici.
Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale, li definisce “grandi artisti, di generazioni, provenienze, esperienze diverse. Raffinati pensatori, in grado di veicolare e mettere a servizio di una istituzione culturale la loro visione, leggendo con intuizione e originalità la scena artistica di cui essi stessi fanno parte, usando gli stessi occhi, cuore, cervello che impiegano per fabbricare coreografie, partiture musicali, drammaturgie“.
L’identità della Biennale resta radicata nella vocazione alla contemporaneità e in una costante apertura internazionale, elementi fondativi che i tre direttori hanno trasformato in traiettorie progettuali capaci di imprimere un salto d’intensità, ampliare gli orizzonti e rilanciare il linguaggio performativo verso ciò che Buttafuoco descrive come “una proiezione verso il futuro“.
Willem Dafoe è il nuovo direttore artistico della Biennale Teatro Theatre is Body – Body is Poetry, a Venezia dal 31 maggio al 15 giugno.
Il corpo come centro, radice, tensione: è da questa visione che prende forma Theatre is Body – Body is Poetry, la prima edizione firmata da Willem Dafoe come direttore artistico del Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia.
Il progetto nasce dalla figura dell’attore, dalla sua capacità di abitare la scena, costruire relazioni, generare ascolto. Dafoe racchiude questa riflessione nel titolo, citando il premio Nobel per la Letteratura T.S. Eliot: “la poesia non è un lasciar andare le emozioni, è una fuga dalle emozioni“, con l’idea che il teatro non serve a raccontare emozioni, ma a portare lo spettatore in un luogo più profondo, dove qualcosa si accende senza bisogno di essere spiegato o riconosciuto.
Dopo cinquant’anni di lavoro sul palco, Dafoe ha costruito il programma a partire dagli incontri che hanno lasciato un segno. Ha scelto di coinvolgere persone con cui ha condiviso un tratto della sua carriera, figure che riconosce come fondamentali per il suo sguardo sul teatro.
Ogni sezione riflette una posizione, lungo quattro tematiche: un omaggio alla Biennale Teatro del 1975, con Venezia 75/25. Cinquant’anni di nuovo teatro, che riattiva alcune delle tensioni artistiche e politiche di quella stagione; una sezione dedicata a I Maestri di oggi, impegnati in una ricerca che continua a trasformare il linguaggio scenico; Uno sguardo al futuro sulle nuove generazioni e sulle poetiche emergenti; e il Biennale College Teatro, asse portante del Festival, un progetto pluriennale della Biennale di Venezia a sostegno dei nuovi talenti, pensato come spazio di lavoro, confronto e formazione.
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Myth Makers. La danza contemporanea nella costruzione del mito
Wayne McGregor firma per la quarta volta la direzione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia con Myth Makers / Creatori di miti, che dal 17 luglio al 2 agosto presenta una serie di coreografie, installazioni, laboratori e progetti site-specific.
Il tema mette al centro la figura dell’artista come inventore di simboli, capace di dare forma a nuove visioni dell’essere umano e del mondo.
Il cartellone propone 75 appuntamenti in 17 giorni: 8 prime mondiali, 7 europee, 5 italiane. Oltre 160 artisti da diversi Paesi compongono un programma che attraversa danza, arte, tecnologia, ricerca, con una presenza costante di lavori pensati per gli spazi all’Arsenale (Teatro alle Tese, Tese dei Soppalchi, Sale d’Armi, Teatro Piccolo Arsenale) e in luoghi inediti, estendendosi anche a Mestre e Marghera.
La coreografa americana Twyla Tharp riceve il Leone d’Oro alla carriera e inaugura il Festival con Slacktide (prima assoluta) e Diabelli. A Carolina Bianchi va il Leone d’Argento: a Venezia presenta The Brotherhood, secondo capitolo della trilogia Cadela Força.
Biennale College Danza presenta i lavori premiati dai bandi internazionali: A Good Man is Hard to Find di Bullyache e Sisifo felice del Nuovo Balletto di Toscana.
In questi anni, soprattutto sotto la direzione di Wayne McGregor, la Biennale Danza ha sviluppato e consolidato una rete che investe sulla creatività del futuro attraverso bandi, residenze, co-commissioni, coproduzioni. 361 proposte di nuove coreografie arrivate per i due bandi nazionale e internazionale, e 393 candidature giunte da oltre 40 Paesi del mondo per partecipare alla residenza di Biennale College Danzatori e Coreografi 2025. 16 danzatori e 2 coreografi stanno frequentando il programma intensivo teorico-pratico di Biennale College e creando nuove opere:
Il progetto site specific The Herds, che verrà presentato in anteprima di festival martedì 17 giugno, vedrà i danzatori e i coreografi del College in un atto di arte pubblica e di azione per il clima su vasta scala. Da aprile ad agosto 2025, mandrie di animali a grandezza naturale invaderanno i centri urbani del mondo – da Kinshasa alla Norvegia – lungo un percorso di 20.000 km, a simboleggiare la loro fuga dal disastro climatico che ha distrutto il loro habitat. Biennale College Danza incontrerà The Herds a Venezia, e, per l’occasione, la star dell’hip-hop Anthony Matsena creerà un inedito intervento coreografico.
Sarà riallestito con la partecipazione dei giovani del College In C di Sasha Waltz, autrice capace, con la sua danza, di illuminare la struttura della musica rendendola sotto una nuova luce.
In calendario anche La Mort i la Primavera di Marcos Morau, Ventre do Vulcão di Tânia Carvalho, Simulacro di Kor’sia, Friends of Forsythe di William Forsythe e JA Collective, Songs of the Bulbul della Aakash Odedra Company, uno spettacolo aereo di Yoann Bourgeois nella zona industriale di Marghera, una nuova creazione di Virginie Brunelle ispirata al Monte Verità, e U>N>I>T>E>D di Chunky Move, ambientato in un futuro digitale popolato da corpi robotici.
On the Other Earth è l’installazione immersiva che accompagna il Festival per tutta la sua durata. Co-prodotta con Studio Wayne McGregor, Hong Kong Ballet e Future Cinema Systems, integra danza, immagine, intelligenza artificiale e suono spazializzato in un ambiente circolare a 360 gradi.
Il programma prevede laboratori per professionisti e per il pubblico, conversazioni con gli artisti, attività educational rivolte a scuole e università, una mostra e un libro con le fotografie di Indigo Lewis.
La stella dentro al suono
Caterina Barbieri firma la sua prima direzione per il 69. Festival Internazionale di Musica Contemporanea – dall’11 al 25 ottobre – dal titolo La stella dentro. Un titolo ispirato alle parole della scrittrice brasiliana Clarice Lispector:
Se il brillio delle stelle mi fa male, se è possibile questa comunicazione lontana, è perché qualcosa che forse assomiglia a una stella mi freme dentro.
La stella dentro è la vibrazione che attraversa il cosmo e le forme viventi, dalla molecola al moto dei pianeti, generando un senso di meraviglia capace di sospendere i confini dell’identità individuale e aprire l’ascolto a ciò che ci circonda. Per Barbieri, compositrice e musicista italiana, la musica diventa forza generativa, pratica di relazione, occasione per immaginare mondi inesplorati. È da questa idea che prende forma la direzione curatoriale di Barbieri, che propone il suono come strumento di percezione e come atto creativo, capace di mettere in dialogo estetiche, genealogie e prospettive anche molto distanti tra loro.
Caterina Barbieri è una delle figure più interessanti della scena elettronica contemporanea. Ha studiato elettroacustica e composizione classica tra Bologna e Stoccarda, e lavora sul suono come sistema percettivo, indagando struttura, iterazione e profondità sensoriale. Le sue opere attraversano minimalismo, ambient, musica analogica, costruendo un’estetica sonora nitida, espansiva, radicale.
Il programma tra tecnologia, memoria, geografia e identità
L’apertura è affidata a Chuquimamani-Condori, artista e musicista boliviana, che guida un corteo musicale sull’acqua per celebrare il suono come rito collettivo: la processione musicale lungo i canali si conclude davanti al bacino delle Gaggiandre, con il concerto dei Los Thuthanaka, duo formato dall’artista e dal fratello Joshua Chuquimia Crampton.
William Basinski presenta in prima mondiale un lavoro per pianoforti a coda, percussioni e suoni di motori del vaporetto veneziano. L’opera, commissionata dal Festival, nasce dai suoi tape loops e si sviluppa in relazione diretta con la dimensione acustica e simbolica dell’acqua. Il Teatro alle Tese si trasforma in una camera sonora per l’installazione di Yosuke Fujita, sound artist giapponese, che costruisce un organo a undici canne alimentato da contenitori d’acqua.
In prima europea, il Dither Quartet reinterpreta The Expanding Universe di Laurie Spiegel, opera composta tra il 1974 e il 1977, punto di riferimento della sperimentazione elettronica. La compositrice Suzanne Ciani, figura centrale dell’elettronica analogica, condivide il palco con Actress, producer britannico ed innovatore della musica dance contemporanea, in dialogo tra sintetizzatori e pulsazione ritmica. Il Kamigaku Ensemble, fondato da Catherine Christer Hennix, propone una performance in omaggio alla compositrice svedese recentemente scomparsa.
Moritz Von Oswald, pioniere della scena techno tedesca, presenta Silencio, un progetto per coro a sedici voci. Ellen Arkbro, compositrice e organista svedese, firma una nuova partitura per tre viole da gamba, commissionata dalla Biennale. Agnese Menguzzato costruisce Undici, brano per chitarra a otto corde ed elettronica, frutto di una ricerca che unisce strumenti antichi e sintesi sonora.
Maxime Denuc porta in prima italiana Elevations, installazione per organo controllato via MIDI che fonde liturgia e dub techno.
Il sassofonista norvegese Bendik Giske apre il Festival con Into the Blue. Il percussionista Enrico Malatesta presenta due prime mondiali: Solo VI di Jakob Ullmann e Occam XXVI di Éliane Radigue. Il finlandese Perälä, insieme a Melissa Briand-Speirs, presenta un progetto quadrifonico basato sulla scala microtonale Colundi.
Christian Fennesz presenterà alla Biennale Musica una versione espansa del suo Venice,
Venice è un capolavoro di astrazione sonora ed emotiva pubblicato nel 2004 che unisce chitarra acustica ed elettrica, sintetizzatori, campionatori e registrazioni ambientali raccolte a Venezia.
Il duo drone metal Sunn O))), composto da Stephen O’Malley e Greg Anderson, propone un rituale sonoro immersivo creato per la manifestazione.
L’ensemble Graindelavoix, diretto da Björn Schmelzer, costruisce un programma che mette in dialogo la Messe de Notre Dame di Guillaume de Machaut con le partiture di Ligeti, Xenakis e Kurtág. Il FontanaMIX Ensemble presenta un repertorio che include una nuova versione di Le sensibilità delle tenebre di Vahid Hosseini e opere di Giacinto Scelsi, di cui ricorre il 125. anniversario.
DeForrest Brown Jr. porta a Venezia il suo progetto Speaker Music, viaggio sonoro che attraversa la modernità afroamericana. Nkisi unisce percussioni africane e suoni industrial in un set costruito appositamente per questa edizione.
Carl Craig e un DJ-set per l’innovazione musicale afrofuturista di Detroit
Il pioniere della techno di Detroit Carl Craig porta alla Biennale Musica il suo sound innovativo con un DJ-set che celebra l’eredità afrofuturista e l’innovazione musicale di Detroit.
La violoncellista guatemalteca Mabe Fratti si esibisce con I. la Católica e Gibrán Andrade. Il chitarrista Rafael Toral presenta Traveling Light, che lavora sull’armonia e sulla relazione tra improvvisazione e struttura. Il Festival si chiude con Ecco2k, protagonista di un set esteso che fonde performance, voce e ambientazione visiva.
Per l’edizione 2025 al Biennale College Musica sono arrivate ben 235 candidature da 35 Paesi. Fino a cinque progetti verranno selezionati tra performance dal vivo e composizioni acusmatiche, che debutteranno nel corso dell’evento. Il percorso si articola in tre sessioni – tra maggio e ottobre – con residenza, ricerca, creazione e produzione a Venezia.
I mentor coinvolti includono Ellen Arkbro, DeForrest Brown Jr., Chuquimamani-Condori, Thierry Coduys, Lorenzo Senni e Marcel Weber (MFO), e ogni progetto si confronta con le traiettorie aperte dal tema La stella dentro, in un lavoro che mette insieme: composizione, tecnologia e pensiero critico.
53. Festival Internazionale del Teatro
Direttore artistico: Willem Dafoe
Date: dal 31 maggio al 15 giugno 2025
Compra i biglietti di Biennale Teatro 2025
19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea
Direttore artistico: Wayne McGregor
Date: dal 17 luglio al 2 agosto 2025
Compra i biglietti di Biennale Danza 2025
69. Festival Internazionale di Musica Contemporanea
Direttore artistico: Caterina Barbieri
Date: dall’11 al 25 ottobre 2025
I programmi dei Festival di Danza, Musica e Teatro, insieme alle modalità di accredito, sono disponibili sul sito web della Biennale.
È già possibile acquistare biglietti e abbonamenti per tutti gli spettacoli della Biennale Teatro e Biennale Danza.
Durante il Festival Teatro (dal 31 maggio al 15 giugno), i biglietti sono acquistabili anche a partire da un’ora prima degli spettacoli nei punti dedicati.
Contatti generali: tel. 041 5218711 o info@labiennale.org
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto – cover Dafoe, Barbieri, McGregor di Andrea Avezzù – per Courtesy La Biennale di Venezia.




