
Gli Oasis a Venezia: alla Mostra del Cinema la reunion dei fratelli Gallagher
Vedere Oasis: Don’t Look Back in Anger alle 8.30 del mattino, ora della proiezione stampa della Mostra del Cinema, è un’esperienza inattesa.
È un film da vedere. Non soltanto per capire il successo passato degli Oasis e quello, enorme, della reunion di una delle rock band più celebri al mondo. La cosa importante, per me, è che è un film sul perdono e sull’accettazione di due artisti irripetibili, che assomigliano a noi. Parte come storia del ritorno degli Oasis, ma racconta progressivamente una guarigione reciproca tra artisti e pubblico.
Il tour Live ’25 ha riportato insieme Liam e Noel Gallagher dopo sedici anni e ha mostrato quanto la loro musica continui ad attraversare le generazioni. Il film di Dylan Southern e Will Lovelace segue il tour mondiale, entra nelle prove e dietro le quinte, raccoglie le interviste congiunte dei due fratelli dopo più di vent’anni.
Ma soprattutto guarda i fan. Persone che hanno aspettato questa reunion per anni e che, concerto dopo concerto, restituiscono ai Gallagher qualcosa che va oltre la musica.
Nel film padri e figli vanno insieme ai concerti. Ci sono ragazzi che hanno scoperto gli Oasis molti anni dopo il loro primo successo, e persone per cui quelle canzoni sono la colonna sonora della vita. “Le loro canzoni non cercano di tirarti su quando stai male – dice una fan – si mettono a terra insieme a te e poi ti aiutano a rialzarti”.
Il film torna alle origini a Manchester e a un’identità popolare che la fama mondiale non ha cancellato. Dopo l’attentato del 2017 alla Manchester Arena, Don’t Look Back in Anger diventò spontaneamente un canto collettivo della città per affrontare il lutto.
Anche Liam e Noel appaiono diversi nel film: raccontano le fragilità, l’età, il rapporto tra loro che ricominciano a stare insieme. “Sento che sto esorcizzando dei demoni, tirando fuori tutta la rabbia” dice Liam. Noel ammette di non essere stato preparato alla dimensione dell’affetto che li ha accolti. Entrambi sono increduli e felici per questa seconda possibilità. “Tutto è stato perdonato, e non è servita nemmeno una parola.”
La mia impressione è che l’amore ricevuto durante questo tour abbia in qualche modo guarito anche loro. È una storia di “reconciliation and redemption”, dice Steven Knight, autore e produttore del film.
La riconciliazione fra Liam e Noel è il filo evidente del film, ma a renderla possibile è il pubblico: sera dopo sera, stadio dopo stadio, ricordando ai due fratelli che quelle canzoni appartengono ormai anche alla vita degli altri.
Nel film c’è un ragazzo sopraffatto dall’emozione dopo il primo concerto. Tra i tanti, è uno dei momenti in cui si comprende la dimensione collettiva di questo ritorno. Quella commozione arriva anche a noi in sala al mattino, e la sera regala ai fratelli una standing ovation di otto minuti in Sala Grande.
Il documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 10 settembre 2026 distribuito da Warner Bros, e arriverà su Disney+ entro la fine del 2026. La regia è di Dylan Southern e Will Lovelace, la sceneggiatura di Steven Knight (creatore di Peaky Blinders).
Articolo di Laura Scarpa. Immagini di Marta Formentello per Venezia da Vivere.



