
Hans Ulrich Obrist arriva a Venezia alla guida della giuria della Biennale Architettura 2025 e in veste di curatore dell’installazione site-specific di Tolia Astakhishvili nella nuova sede della Nicoletta Fiorucci Foundation
Hans Ulrich Obrist arriva a Venezia in duplice veste: presidente della giuria internazionale della Biennale Architettura 2025 e curatore della prima mostra ospitata nel nuovo spazio veneziano della Nicoletta Fiorucci Foundation, che apre al pubblico con un progetto site-specific to love and devour dell’artista georgiana Tolia Astakhishvili, visitabile fino al 23 novembre.
Martedì 6 maggio dalle 18 alle 20, nella settimana di apertura della Biennale, l’inaugurazione sarà accompagnata da una performance sonora di Ryoko Sekiguchi.
La nuova fondazione per l’arte a Venezia
Fondata a Londra, la Nicoletta Fiorucci Foundation si articola in una rete di residenze e progetti dislocati tra più luoghi, da Stromboli a Li Galli (SA), ora anche a Venezia. Il nuovo spazio della fondazione si trova in un edificio che negli anni Venti fu trasformato in studio dal pittore Ettore Tito. Una struttura stratificata e discontinua, tra interventi architettonici di epoche diverse e passaggi d’uso: da studio d’artista ad ambulatorio per i lavoratori portuali.
L’intervento della Fondazione riattiva il palazzo come luogo di creazione, a partire da un’installazione che interagisce con l’edificio prima ancora della sua definitiva trasformazione in sede espositiva. Tolia Astakhishvili ha vissuto nei mesi invernali a Venezia per lavorare in dialogo con lo spazio, aggiungendo e togliendo pareti, alterando proporzioni e geometrie, mettendo in scena un’architettura instabile fatta di disegno, suono, pittura, film, testi e memoria.
Otto artisti – Ketuta Alexi-Meskhishvili, Zurab Astakhishvili, Thea Djordjadze, Heike Gallmeier, Rafik Greiss, Dylan Peirce, James Richards e Maka Sanadze – accompagnano la sua installazione con interventi sparsi.
Hans Ulrich Obrist ha definito il progetto un “Gesamtkunstwerk” che sfuma i confini tra opera individuale e collettiva, tra autorialità e collaborazione. Un’installazione che si apre a molteplici modalità di lettura, innescando circuiti di feedback con lo spazio che la ospita. Il riferimento a Gilles Deleuze – “siamo nel mezzo delle cose, ma nel centro di nulla” – descrive l’esperienza di visita come movimento fluido, senza centro e senza bordi.
Hans Ulrich Obrist e i Leoni della Biennale 2025
Hans Ulrich Obrist guida la giuria internazionale della Biennale Architettura 2025 insieme a Paola Antonelli e Mpho Matsipa. Tre figure che incarnano approcci diversi alla curatela e al progetto culturale. La loro presenza segna una linea aperta, transdisciplinare, attenta alle forme collettive dell’intelligenza e della produzione.
Obrist è noto per la sua capacità di creare connessioni tra discipline diverse, evitando opposizioni nette e favorendo combinazioni che integrano linguaggi eterogenei. Come ha dichiarato in un’intervista: “My least favorite word is either or… I prefer both and” (La mia parola meno preferita è ‘o… o…’; preferisco ‘e… e…’). Una visione che si riflette nella sua attività curatoriale, che mira a trasformare spazi e pratiche in sistemi relazionali aperti a molteplici interpretazioni.
La cerimonia di assegnazione dei premi si terrà sabato 10 maggio a Ca’ Giustinian, sede della Biennale. Il Leone d’Oro alla Carriera è stato attribuito alla filosofa statunitense Donna Haraway. La proposta arriva dal curatore Carlo Ratti, che ne ha evidenziato la capacità di legare scienza, tecnologia e coabitazione multispecie in una prospettiva che supera i confini tra umano e non umano.
Il Leone d’Oro Speciale alla Memoria va a Italo Rota (scomparso nel 2024), architetto e progettista con un percorso segnato da collaborazioni, invenzione formale e attenzione al rapporto tra natura e costruzione. L’ultimo tratto del suo lavoro si è intrecciato con la visione curatoriale di Ratti. Il riconoscimento verrà ritirato da Margherita Palli, scenografa e costumista, presente alla Biennale con il progetto Material Bank: Matters Make Sense, realizzato insieme a: Stefano Capolongo e Ingrid Maria Paoletti del Politecnico di Milano e da Konstantin Novosëlov della National University of Singapore (premio Nobel per la Fisica nel 2010).
Hashtag: #BiennaleArchitettura2025 #Intelligens
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto concesse dall’Ufficio Stampa Architettura e Arti Visive – La Biennale di Venezia.
Foto della Nicoletta Fiorucci Foundation Venice di Nicoletta Fiorucci Foundation. Ritratto di Tolia Astakhishvili per concessione di Chanel.




