
L’allievo di Le Corbusier che rivoluzionò la fotografia di moda: la grande mostra di Horst P. Horst a Le Stanze della Fotografia di Venezia
Arriva a Venezia la prima grande mostra italiana di Horst P. Horst con oltre 300 opere tra stampe vintage, fotografie a colori e disegni esposti per la prima volta. Dal 21 febbraio al 5 luglio Le Stanze della Fotografia presentano La Geometria della Grazia, dedicata al fotografo tedesco che imparò a progettare con il Maestro dell’architettura moderna Le Corbusier, portando quel metodo – precisione, geometria, controllo dello spazio – dentro la fotografia di moda.
“Le sue fotografie di elementi architettonici, i paesaggi, gli still life, i fiori, le geometrie, i disegni, i provini a contatto, i tagli e le scelte finali sono tutti esperimenti votati a cercare un equilibrio che non è soltanto formale, ma è specchio delle contraddizioni della contemporaneità“, spiega il co-curatore Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia.
“Per Horst, la geometria è un gioco colto che non smise mai di reinventare e riformulare nella sua opera. Che si trattasse di disegni, fotografie a colori o in bianco e nero, o collage, ciascuna delle sue immagini era concepita come un’architettura, un’equazione, un’unità a sé stante” aggiunge la co-curatrice Anne Morin, direttrice di Chroma Photography.
Dietro lo scatto: da Madonna a Dalí
Horst P. Horst è uno dei fotografi più influenti della metà del XX secolo, pioniere della fotografia di moda contemporanea. Il suo lavoro continua a risuonare ancora oggi per il suo sorprendente uso della luce, la composizione e le sue pose scultoree.
La mostra a Venezia permette di capire come nascevano i suoi scatti: il racconto del processo creativo dietro ogni immagine.
Tra le fotografie esposte, Hands, Hands, Hands (1941), Lisa Fonssagrives with turban (1940), Electric Beauty (1939), una donna seduta con una maschera elettrica sul viso, cavi che sembrano strangolarla, strumenti di bellezza sparsi ovunque.
I ritratti: chi ha inventato la moda del Novecento (Coco Chanel, Elsa Schiaparelli, Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Gianni Versace), le grandi dive di Hollywood (Marlene Dietrich, Ingrid Bergman), gli artisti che hanno cambiato il modo di vedere il mondo (Salvador Dalí, Andy Warhol), la voce che ha reinventato l’opera (Maria Callas), i fotografi che hanno fatto scuola (Irving Penn, Cecil Beaton).
La sua immagine più conosciuta resta il Mainbocher Corset, una donna di spalle con un corsetto slacciato, il corpo scolpito dalle ombre come marmo greco. Un’immagine di sofisticata bellezza e fascino (la Parigi degli anni ’30) dove la narrazione del corsetto che si slaccia diventa metafora di quel mondo che si sta disfacendo: Horst la scattò nella notte del 1939 in cui lasciò l’Europa, poco prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale. Madonna la porta nella cultura pop ricreandola nel 1990 nel video Vogue diretto da David Fincher.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto concesse da Marsilio Arte.

