Sorpresa di Jim Jarmusch che vince il Leone d’oro con Father Mother Sister Brother, mentre The Voice of Hind Rajab ottiene il Leone d’argento. Toni Servillo conquista la Coppa Volpi per La Grazia di Sorrentino. Ecco tutti i vincitori della 82. edizione
Jim Jarmusch ha spiazzato tutti conquistando il Leone d’oro di #Venezia82 con Father Mother Sister Brother, scavalcando il superfavorito The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania che alla proiezione ufficiale aveva ricevuto 24 minuti di applausi. Il film sulla bambina di Gaza si è dovuto accontentare del Leone d’argento – Gran Premio della Giuria.
Grande soddisfazione italiana con Toni Servillo che ha vinto la Coppa Volpi maschile per La Grazia di Paolo Sorrentino, mentre Benny Safdie si è aggiudicato il Leone d’argento per la Regia di The Smashing Machine.
La cerimonia di chiusura ha visto sfilare sul red carpet il cast di Chien 51, film conclusivo di Cédric Jimenez con Gilles Lellouche, Adèle Exarchopoulos e Louis Garrel, tra momenti di tensione e riferimenti alla Palestina da parte di diversi premiati.
La cerimonia di premiazione
La cerimonia di chiusura si è svolta con ritmi scanditi alla perfezione, che talvolta hanno creato momenti divertenti, come quando la regista di Taiwan Singing Chen ha accelerato il suo discorso per rispettare i tempi.
I riferimenti alla situazione palestinese sono stati frequenti, anche oltre l’occasione del premio a The Voice of Hind Rajab. Solo per fare un paio di esempi, Ana Cristina Barragán ha concluso i suoi ringraziamenti con un “viva il cinema sudamericano e Palestina libera!” e Benedetta Porcaroli ha dedicato il premio anche ai colleghi sulla “Flottiglia per Gaza”.
Il Leone d’oro a Jim Jarmusch e tutti gli altri premi di #Venezia82
Tutti si aspettavano che il Leone d’oro andasse a The Voice of Hind Rajab, ma quando Jim Jarmusch è salito sul Red Carpet si è capito che probabilmente le carte erano state sparigliate e come sempre i pronostici sono stati sovvertiti. La Giuria Venezia 82, presieduta da Alexander Payne, ha assegnato i seguenti premi ai lungometraggi in concorso:
- Leone d’Oro per il miglior film: FATHER MOTHER SISTER BROTHER di Jim Jarmusch
- Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria: THE VOICE OF HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania
- Leone d’Argento – Premio per la migliore regia a Benny Safdie per il film THE SMASHING MACHINE
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Xin Zhilei, nel film RI GUA ZHONG TIAN (THE SUN RISES ON US ALL) di Cai Shangjun
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Toni Servillo nel film LA GRAZIA di Paolo Sorrentino
- Premio Speciale della Giuria a SOTTO LE NUVOLE di Gianfranco Rosi
- Premio per la migliore sceneggiatura a Valérie Donzelli e Gilles Marchand per il film À PIED D’OEUVRE di Valérie Donzelli
- Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente a Luna Wedler nel film SILENT FRIEND di Ildikó Enyedi
Tutti i premi della sezione Orizzonti
Tra i film che abbiamo amato in questa sezione, il grande assente è stato il film iraniano Komedie Elahi del regista Ali Asgari. Il premio è andato a un film intenso, a volte difficile da vedere, che mostra un Messico brutale, nel quale possono comunque sbocciare sentimenti autentici, come fiori nel deserto.
La Giuria Orizzonti, presieduta dalla regista francese Julia Ducournau ha assegnato i seguenti premi:
- Premio Orizzonti per il miglior film: EN EL CAMINO (ON THE ROAD) del messicano David Pablos
- Premio Orizzonti per la migliore regia a Anuparna Roy per il film SONGS OF FORGOTTEN TREES
- Premio Speciale della Giuria Orizzonti a HARÀ WATAN (LOST LAND) di Akio Fujimoto
- Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile a Benedetta Porcaroli per il film IL RAPIMENTO DI ARABELLA di Carolina Cavalli
- Premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile a Giacomo Covi per il film UN ANNO DI SCUOLA di Laura Samani
- Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura alla ecuadoregna Ana Cristina Barragán per il film HIEDRA (THE IVY)
- Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: a WITHOUT KELLY della regista svedese, elegante nel suo stato di gravidanza, Lovisa Siren
I premi dedicati al cinema del passato e al cinema del futuro
La Giuria di Venezia Classici presieduta da Tommaso Santambrogio e composta da 23 studenti dei corsi di cinema delle università italiane, ha assegnato il premio Venezia Classici per il Miglior Documentario sul Cinema a:
- MATA HARI di Joe Beshenkovsky e James A. Smith (USA)
Mentre il premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato al film iraniano:
- BASHU, GHARIBEYE KOOCHAK (BASHU, THE LITTLE STRANGER) di Bahram Beyzaie del 1985
Guardando invece al futuro, la Giuria del Premio Venezia Opera Prima, presieduta da Charlotte Wells e composta da Erige Sehiri e Silvio Soldini, ha assegnato, tra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) il Leone del Futuro.
Il Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis, presentato nell’ambito delle Giornate degli Autori, va al film:
- SHORT SUMMER di Nastia Korkia
Sempre nell’ottica del cinema del Futuro, la Giuria Venice Immersive presieduta da Eliza McNitt e composta da Gwenael François e Boris Labbé ha assegnato:
- Il Gran Premio Venice Immersive a: THE CLOUDS ARE TWO THOUSAND METERS UP di Singing Chen
- Il premio Speciale della Giuria Venice Immersive a: LESS THAN 5GR OF SAFFRON di Négar Motevalymeidanshah
- Il premio per la Realizzazione Venice Immersive a: A LONG GOODBYE di Kate Voet e Victor Maes (Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi)
Un riconoscimento condiviso del Premio degli spettatori Armani Beauty (Sezione Orizzonti Extra) è stato per il film: CALLE MÁLAGA di Maryam Touzani con Carmen Maura, che tanto ci aveva emozionato nelle prime giornate del Festival.
See you!
Lasciamo il Lido che è quasi mezzanotte. Dai chioschi sul lungomare arrivano note di festa. La luna è piena e perfetta, e riflette i propri raggi sulla superficie del mare. Quale modo migliore di concludere una mostra del cinema fantastica, dandoci appuntamento al prossimo anno.
Articolo e di Pietro Gallina (VeneziaCinema) con Lucia Pecoraro.
Foto di Rossana Viola.



