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Sabato 11 maggio 2019 apre al pubblico la 58. Biennale d’Arte. May you live in interesting time è il titolo della 58. Esposizione Internazionale d’Arte curata dall’americano Rulph Rugoff.
La 58. Esposizione Internazionale d’arte presieduta da Paolo Baratta e curata dall’americano Rulph Rugoff aprirà al pubblico sabato 11 maggio 2019 dopo tre intensi giorni di inaugurazioni. Come sempre Venezia da Vivere sarà presente per raccontare eventi, mostre e innovazioni.
È da un falso storico, da quella che oggi definiremmo una fake news, che trae ispirazione il titolo della 58. Esposizione Internazionale d’arte May you live in interesting time.
«Che tu possa vivere in tempi interessanti!» recita una maledizione cinese mai esistita, che per anni l’Occidente ha erroneamente fatto propria al fine di alludere a tempi complicati e di sfida. Tempi come i nostri, afflitti da un eccesso di semplificazione, in cui l’incertezza fa da padrona e il divario fra contemporaneità e tradizione è sempre più ampio.
In questo scenario di crisi perpetua, secondo il curatore dell’edizione 2019 Ralph Rugoff, l’arte ha un ruolo determinante: pur non potendo intervenire in maniera diretta sulla politica, può essere una guida per riflettere sui tempi “interessanti” dell’attualità.
«La 58. Esposizione Internazionale d’Arte non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico» afferma Ralph Rugoff, che è anche direttore dell’Hayward Gallery di Londra.
Il curatore racconta di ispirarsi all’Opera aperta di Umberto Eco per dare luce ad una «mostra che si concentrerà sul lavoro di artisti che mettono in discussione le categorie di pensiero esistenti e ci aprono a una nuova lettura di oggetti e immagini, gesti e situazioni. Un’arte simile nasce dalla propensione a osservare la realtà da più punti di vista, ovvero dal tenere in considerazione nozioni apparentemente contraddittorie e incompatibili – poiché – l’ordine è diventato una presenza simultanea di diversi ordini».
La Biennale come “palestra aperta”
L’artista è dunque invitato ad aprirsi a nuove visioni, a superare la semplificazione che caratterizza i giorni d’oggi mettendo in discussione i preconcetti e considerando realtà molteplici, talvolta persino fra loro in contraddizione.
Nuove visioni sono possibili solo dimenticando le categorie del pensiero esistenti, superando le ideologie, per una mostra in cui lo stesso artista è chiamato ad esporre più lavori, a confrontarsi con sé stesso.
La Biennale d’Arte 2019 assurge a divenire una “palestra aperta”, in cui il visitatore sarà invitato ad un confronto “con l’altro da sé”: le visioni di 79 artisti fra Padiglione Centrale, Giardini e Arsenale.
Il pubblico sarà dunque trasportato in un’esperienza immersiva: affrontare un confronto emotivo con l’opera d’arte, secondo Rugoff raggiungibile solo attraverso una serie di incontri ludici in quanto è il gioco a renderci più compiutamente umani.
«Ci teniamo alla sequenza secondo la quale, entrando nella Mostra il pubblico diventa “visitatori”, che poi diventano “osservatori” dell’opera; segue il necessario spaesamento prima, l’impegno e la scoperta poi, quasi un esercizio di scherma» sostiene il presidente della Biennale Paolo Baratta.
Secondo Baratta il perseguimento di un’ideale di apertura non può che delinearsi come unica via per un confronto libero con la contemporaneità e rappresenta, fin dagli albori del suo incarico come Presidente nel 1999, uno dei fondamenti guida del suo operato.
Un’apertura che si manifesta anche in termini di partecipazioni: Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan debutteranno per la prima volta sul grande palcoscenico della Biennale e il Kazakistan e la Repubblica Dominicana inaugureranno due nuovi Padiglioni personali.
In questa Biennale per la prima volta la donna ha un ruolo decisivo: fra i 79 artisti selezionati 42 saranno le partecipazioni femminili, un numero notevole se messo a confronto con eventi d’importanza analoga.
I numeri della 58. Edizione di Biennale: partecipazioni e progetti speciali
79 artisti, 90 partecipazioni internazionali e 21 eventi collaterali animeranno l’intera città: ecco in dettaglio i numeri della 58 edizione, che vanterà anche progetti speciali, come quello di Ludovica Carbotta presso la Polveriera Austriaca di Forte Marghera e quello di Marysia Lewandowska al Padiglione delle Arti Applicate nelle Sale d’Armi dell’Arsenale.
Il Padiglione Italia, presso le Tese delle Vergini all’Arsenale avrà Milovan Farronato come curatore ed esibirà il lavoro degli artisti Enrico David, Liliana Moro e Chiara Fumai.
Anche quest’anno vedremo la Biennale impegnata sul fronte educational attraverso la promozione di percorsi guidati per le scuole, attività di laboratorio e con il progetto “Accessibilità”, che nasce dal sostegno di JTI e si rivolge a centri di sostegno e comunità sociali al fine di avvicinare all’arte anche le categorie con maggiori difficoltà d’approccio al patrimonio artistico e culturale.
C’è tempo per visitare l’esposizione dall’11 maggio al 24 novembre 2019: siete pronti ad abbandonare le vostre certezze e a confrontarvi con “interessanti” visioni?
#Artbiennale Instameet
Anche quest’anno vi racconteremo la vernice della 58. edizione, che avrà luogo dall’ 8 al 10 maggio, attraverso lo sguardo della community di instagrammer. Vi basterà digitare #Artbiennaleinstameet sui social per assistere alle stories dei nostri fotografi, che vi offriranno i loro punti di vista su questa Biennale e sulla città di Venezia.
Le foto sono di Ekaterina Mishchenkova @katia_mi, Alex @atmolex, Massimo Peca @massimo.peca, Marco Valmarana @marcovalmarana, Rossana Viola @rossviola, Eleonora Milner, Tamu Macperson @tamumacperson, Nicolas Darbon @nicolasdarbon per Venezia da Vivere.
Biennale Arte 2019
May You Live in Interesting Times
11 maggio – 24 novembre 2019

