L’ottavo Caffè con Venezia da Vivere alla Mostra del Cinema di #Venezia82 presenta Julian Schnabel premiato con il premio Cartier e il suo ultimo film con cast stellare che vedremo sul red carpet solo in parte. Oggi in concorso Valeria Bruni Tedeschi interpreta Eleonora Duse e molti i film dedicati a Gaza, all’Ucraina e ad altri paesi al centro di situazioni critiche
L’ottava giornata ha visto il cinema guardare al mondo contemporaneo attraverso storie che spaziano dalla Divina Commedia ai conflitti attuali. Mentre Julian Schnabel riceve il riconoscimento per la sua carriera artistica, il programma presenta film che affrontano le crisi internazionali con Valeria Bruni Tedeschi che interpreta la leggendaria Eleonora Duse e una serie di opere dedicate ai teatri di guerra contemporanei.
Julian Schnabel è un pittore e regista newyorkese. Ha scritto e diretto film come Basquiat del 1996 con Jeffrey Wright e David Bowie, Prima che sia notte (Before Night Falls), Leone d’argento – Gran premio della giuria nel 2000, e Lo Scafandro e la Farfalla del 2007, vincitore del Prix de la mise en scène a Cannes e del Golden Globe alla miglior regia.
È particolarmente affezionato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove nell’arco della sua carriera ha presentato in concorso nella sezione principale quattro dei suoi film, e uno nella sezione Orizzonti.
A lui oggi verrà consegnato il tradizionale premio Cartier Glory to the Filmmaker, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Subito dopo la cerimonia di premiazione sarà proiettato fuori concorso il suo nuovo film In the Hand of Dante dal cast stellare: Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich, Martin Scorsese, Jason Momoa, Louis Cancelmi e Franco Nero.
Il regista, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono stato la prima volta a Venezia nel novembre del 1976. All’epoca mi recai in Veneto per vedere la Cappella degli Scrovegni di Giotto e in seguito la pittura veneziana. Non avrei mai immaginato di diventare un regista, e tantomeno di essere onorato con questo premio, venendo incluso tra tanti registi che ammiro, perché in realtà sono un pittore. Penso di essere anche un regista. Sono quasi 30 anni che proietto i miei film alla Mostra del Cinema di Venezia e ricevere il premio Glory to the Filmmaker per la prima mondiale del mio nuovo film In the Hand of Dante, significa molto per me, poiché il percorso di Dante e di Nick Tosches in questo film in qualche modo rispecchia la mia vita. Grazie, non potrei essere più felice“.
Nel film l’autore Nick Tosches viene coinvolto in una violenta ricerca per confermare le origini di un manoscritto che si ritiene essere la Divina Commedia di Dante, intrecciando così due vite parallele tra il XXI e il XIV secolo.
Il fascino d’altri tempi della Divina
Sei anni dopo il successo di Martin Eden, che a Venezia si è aggiudicato la Coppa Volpi per l’interpretazione di Luca Marinelli, il regista Pietro Marcello torna in concorso con un film dedicato a quella che è la prima attrice italiana di fama mondiale e musa ispiratrice di Gabriele d’Annunzio.
Duse con Valeria Bruni Tedeschi, Fanni Wrochna, Noémie Merlant, Fausto Russo Alesi, Edoardo Sorgente, Vincenzo Nemolato, e con la partecipazione di Noémie Lvovsky racconta gli ultimi anni della carriera della Diva, tra prima guerra mondiale e l’ascesa del fascismo. In un mondo in grande cambiamento, la Duse decide di tornare sul palcoscenico.
Il regista ha affermato di non aver voluto realizzare un biopic, bensì di aver cercato di “raccontare l’anima di una donna, un’artista, in un’epoca di grandi sconvolgimenti storici, con la possibilità di indagare temi come il ruolo dell’artista di fronte a tragedie come la guerra, la povertà e il dolore e d’altra parte, le possibili declinazioni del rapporto tra arte e potere“.
La potenza di una flebile voce al telefono
Kaouther ben Hania è stata la prima regista tunisina candidata agli Oscar. A Venezia ha partecipato a Orizzonti nel 2020 con L’uomo che vendette la sua pelle. Quest’anno è per la prima volta in concorso con The Voice of Hind Rajab interpretato da Saja Kilani, Motaz Malhees, Clara Khoury, Amer Hlehel.
Il 29 gennaio 2024 i volontari di Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza: una bambina di sei anni è intrappolata in un’auto sotto attacco a Gaza, e implora di essere salvata. Mentre cercano di tenerla al telefono fanno tutto il possibile per farle arrivare un’ambulanza. Il suo nome era Hind Rajab.
La regista ha raccontato di aver costruito il film attorno alla registrazione di quella telefonata ambientandolo deliberatamente “in un’unica location, in cui la violenza rimanesse fuori campo“. Immagini crude e violente riempiono infatti già la TV e i social network e non avrebbero aggiunto nulla all’intensità della storia che viene raccontata e alla vera e propria potenza di quella voce.
Tutti i film delle altre sezioni
Il primo film presentato in Orizzonti è Hiedra (L’Edera) dell’ecuadoregna Ana Cristina Barragán, con Simone Bucio e Francis Eddú Llumiquinga. Una donna cerca frammenti del proprio passato spiando gli adolescenti di una casa famiglia e in particolare il diciassettenne Julio, con il quale si crea un legame.
A seguire il film thailandese Human Resource di Nawapol Thamrongrattanarit. Lavorando nelle Risorse Umane, la protagonista Fren osserva da vicino la vita delle persone attraverso interviste con numerosi giovani neoassunti nella sua azienda ingiusta e opprimente.
Fuori concorso sarà presentato Remake di Ross McElwee con Adrian McElwee e Charleen Swansea. Docente di cinema ad Harvard, il regista è conosciuto per i documentari autobiografici. Il film presentato a Venezia esplora il rapporto con il figlio prematuramente scomparso nel 2016.
Kabul, Between Prayers di Aboozar Amini, regista olandese-afghano che vive ad Amsterdam, racconta la storia di un soldato talebano, dei suoi dubbi e dei suoi dilemmi esistenziali, e il documentario Zapiski Nastoyashego Prestupnika (Notes of a true criminal) di Alexander Rodnyansky e Andriy Alferov sulla guerra in Ucraina.
Per Venezia Classici saranno presentati: Aiqing Wansui (Vive l’amour) di Tsai Ming-liang del 1994 con Chen Chao-jung, Kang-sheng Lee, Kuei-Mei Yang, Lolita di Stanley Kubrick del 1962 con James Mason, Shelley Winters, Peter Sellers, Sue Lyon e il documentario Memoria de los olvidados di Javier Espada.
Per Venezia Spotlight, una rassegna che nelle scorse giornate ha regalato sorprese, sarà proiettato Un cabo suelto (A loose end) di Daniel Hendler, film uruguayano sulla fuga di un poliziotto argentino in cerca di ricostruirsi una vita.
Le Giornate degli Autori presentano oggi Qui vit encore di Nicolas Wadimoff sulla situazione nella striscia di Gaza e Vainilla di Mayra Hermosillo su una famiglia al femminile.
Per la Settimana Internazionale della Critica sarà presentato il corto Festa in famiglia (Family Feast) di Nadir Taji, e a seguire il film Cotton Queen di Suzannah Mirghani, ambientato nei campi di cotone del Sudan.
Tutto sul Cinema di Venezia 2025 con i Caffè con Venezia da Vivere e altro ancora nel podcast Veneziacinema in pillole, free su Spotify.
Per essere informato degli eventi a Venezia, iscriviti alla nostra newsletter.
Articolo e di Pietro Gallina (VeneziaCinema) con Lucia Pecoraro.
Foto di Settimo Cannatella (anche la cover) e Rossana Viola.


