L’ultimo Caffè con Venezia da Vivere prima della cerimonia di chiusura: pronostici sui vincitori in base ai giudizi della stampa italiana e internazionale, mentre si prepara la proiezione del film finale Chien 51 di Cédric Jimenez con Gilles Lellouche e Valeria Bruni Tedeschi
#Venezia82 chiude i battenti con i pronostici sul Leone d’oro e la proiezione finale del thriller fantascientifico Chien 51 diretto da Cédric Jimenez e tratto dal romanzo del 2022 Cane 51 di Laurent Gaudé. Mentre la giuria guidata da Alexander Payne si prepara ad assegnare i premi più ambiti del cinema mondiale, The Voice of Hind Rajab sembra il favorito assoluto per aver conquistato pubblico, stampa italiana e internazionale.
Questa sera nella Sala Grande del Palazzo del Cinema conosceremo finalmente chi avrà vinto il Leone d’oro dell’edizione 2025.
I premi già assegnati
Oltre ai Leoni d’oro alla carriera a Kim Novak e a Werner Herzog, al premio Campari Passion for Film a Gus Van Sant, e al premio Cartier Glory to the Filmmaker a Julian Schnabel, ieri sono stati resi noti i vincitori dei premi collaterali.
Il Director’s Award delle Giornate degli Autori è stato assegnato al film Inside Amir del regista iraniano Amir Azizi, mentre Bearcave di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis ha ricevuto l’Europa Cinemas Label. Memory di Vladlena Sandu e A Sad and Beautiful World di Cyril Aris si sono divisi il Premio del Pubblico.
Il regista David Pablos, per il film En el camino presentato nella sezione Orizzonti, è stato premiato con il Queer Lion Award, premio giunto alla sua diciannovesima edizione.
Due pellicole si sono spartite la maggior parte dei premi collaterali: Silent Friend di Ildikò Enyedi (Interfilm Award, FIPRESCI International Critics Prize, Premio CinemaSarà 2025, Green Drop Award) e The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania (Premio CICT-UNESCO “Enrico Fulchignoni”, premio UNIMED, Premio Leoncino d’oro, Premio ARCA Cinema Giovani).
Pronostici: chi vincerà il Leone d’oro?
C’è un unico film che sembra aver messo tutti d’accordo: il pubblico in sala, la stampa italiana e quella internazionale. Si tratta di The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Tutti qui al Lido lo danno quale sicuro vincitore; scopriremo stasera se la giuria guidata dal regista e sceneggiatore statunitense Alexander Payne assegnerà a questo film il Leone d’oro o qualche altro importante riconoscimento.
Gli altri film che potrebbero competere per la vittoria e per gli altri premi sembrano essere Silent Friend di Ildikó Enyedi e A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, seguiti da Frankenstein di Guillermo del Toro, No Other Choice (Eojjeol suga eopda) di Park Chan-wook e La Grazia di Paolo Sorrentino.
Pronostici di Venezia da Vivere
Anche tra gli inviati di Venezia da Vivere i film più quotati per il Leone d’oro sono The Voice of Hind Rajab e Silent Friend, seguiti da Frankenstein e No Other Choice. Se si considerano anche il Leone d’argento per la miglior regia e il Premio speciale della Giuria, la rosa dei papabili si allarga a Yorgos Lanthimos e al suo Bugonia, a François Ozon e il suo L’étranger, a La Grazia di Sorrentino, Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch e Sotto le Nuvole di Gianfranco Rosi.
Difficile quest’anno esprimere un pronostico sugli attori che alzeranno la Coppa Volpi questa sera in Sala Grande. Per la miglior interpretazione maschile potrebbero avere chance Jude Law, per la sua interpretazione di Vladimir Putin in The Wizard of the Kremlin di Olivier Assayas, Dwayne Johnson (The Rock) per The Smashing Machine, ma anche Lee Byung Hun, Oscar Isaac o Benjamin Voisin. Tra gli italiani l’unico che ci sembra possa avere qualche possibilità è Toni Servillo. Tra le attrici la più quotata potrebbe essere Amanda Seyfried per Il testamento di Ann Lee anche se non si escludono sorprese e outsider.
Mads Mikkelsen e Orizzonti
Non potrà vincerla Mads Mikkelsen per la sua interpretazione in The Last Viking, perché il film di Anders Thomas Jensen è stato presentato fuori competizione, anche se la sua interpretazione di Mamphred/John ci è sembrata spiccare sopra tutte le altre e il suo personaggio è quello che maggiormente ci ha lasciato un segno.
Nella sezione Orizzonti un film che merita qualche riconoscimento è il coraggioso Komedie Elahi (Divine Comedy) dell’iraniano Ali Asgari, e bravissimi anche gli attori che lo interpretano. Anche Un anno di scuola e Lost Land hanno lasciato il segno e sono tra i preferiti del nostro team. Miglior interpretazione femminile potrebbe essere quella di Noomi Rapace (Mother) ma anche dell’italiana Lucrezia Guglielmino (Il rapimento di Arabella). Tra gli attori Hossein Soleimani, Milan Ondrik (Otec), David Pablos (En el camino) e Willem Dafoe.
Molti gli attori emergenti, spesso bambini, presenti in questa edizione del festival, e che potranno concorrere al premio Marcello Mastroianni a un attore o un’attrice emergenti. Quello che ci ha colpito di più è stato il giovane Bojtorjan Barabas per il film Orphan (in concorso).
Luci e ombre
Molti i film che ci sono rimasti nel cuore, al di là del concorso, a cui assegneremmo i nostri Leoni d’oro: Calle Malaga con Carmen Maura, che rappresenterà il Marocco alla selezione per gli Oscar, Past Future Continuos di Morteza Ahmadvand e Firouzeh Khosrovani, che sarà distribuito in Italia con il titolo Gli uccelli del monte Qaf, Inside Amir di Amir Azizi, vincitore delle Giornate degli Autori, il già citato The Last Viking, e il documentario Ferdinando Scianna – il fotografo dell’ombra di Roberto Andò.
Se ci si poteva aspettare una buona dose di “follia” da Guillermo del Toro e dal suo Frankenstein, sono tre le pellicole che ci hanno colpito: imprevedibili, originali e sorprendenti. Sono Bugonia di Yorgos Lanthimos, Un film fatto per Bene di Franco Maresco (in concorso) e Un Cabo suelto di Daniel Hendler (Venezia Spotlight).
Una cosa che, più delle scorse edizioni, abbiamo notato è il fatto che la durata dei film risulta sempre più lunga, in particolare per i documentari, tanto da rendere faticose da seguire anche opere interessanti, e con i ritmi serrati del festival, in cui si vedono 5-6 film al giorno, addirittura soporifere. Sono incappati, per il nostro team, in questa categoria anche opere illustri: Ghost Elephants di Herzog, Kim Novak’s Vertigo e Sotto le nuvole di Rosi.
Il Leone all’Eleganza
Non bastano poche righe per descrivere tutti gli outfit ammirati sul Red Carpet di quest’anno. Un applauso per il savoir-faire e l’eleganza va al giovane australiano Jacob Elordi, che oltre a sfoggiare un completo classico e affascinante, si è speso a lungo per incontrare i fan stipati sul tappeto rosso, firmare autografi e concedere selfie.
Eleganti Emily Blunt, Emanuela Fanelli, in Armani Privé, e Cate Blanchett, raffinata e sofisticata, nonostante la lunga gonna decorata con piume, che non tutti potrebbero indossare senza apparire eccessivi.
Eccessi ne abbiamo visti eccome, primo fra tutti un Jason Momoa in completo rosa cipria con sandali Birkenstock dello stesso tono.
Articolo e di Pietro Gallina (VeneziaCinema).
Foto di Settimo Cannatella.


