Il nono Caffè con Venezia da Vivere tra verdetti finali e documentari musicali: da Bob Dylan e Joan Baez a Piero Pelù al Lido, l’animazione giapponese, la nostalgia per Teheran e Beirut, e l’anteprima della serie Netflix sul Mostro di Firenze
#Venezia82 si avvia al gran finale: cinque film si contendono ancora il Leone d’oro mentre Piero Pelù arriva al Lido e Netflix presenta la serie sul Mostro di Firenze.
Gli ultimi film in concorso
Nühai (Girl), opera prima dell’attrice taiwanese Shu Qi con Roy Chiu, 9m88 e Bai Xiao-Ying (Sala Grande, 4 settembre, ore 16:15) è la storia di una ragazzina che trova conforto nell’amicizia con un’altra bambina dal nome simile, che sembra incarnare i sogni che lei ha represso.
Il film cinese Ri gua zhong tian (The sun rises on us all) di Cai Shangjun racconta una storia d’amore con un tragico passato (Sala Grande, 5 settembre, ore 18:00).
Silent Friend di Ildikó Enyedi, vincitrice della Camera d’Or a Cannes e dell’Orso d’Oro a Berlino, interpretato da Tony Leung Chiu-wai, Luna Wedler, Enzo Brumm e Sylvester Groth, ha come protagonista un albero. Sappiamo che le piante possono comunicare tra loro, ma non ne conosciamo i meccanismi. Possiamo quindi descrivere i tentativi di comunicare, spesso imperfetti, degli esseri umani (Sala Grande, 5 settembre, ore 21:00).
Due film italiani in concorso: Un film fatto per Bene di Franco Maresco (Sala Grande, 5 settembre, ore 15:30) ed Elisa di Leonardo di Costanzo con Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino. Quest’ultimo è la storia, tratta dal libro Io volevo ucciderla di Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, di una donna che sta scontando la pena per aver ucciso la sorella, anche se non ricorda quasi nulla dell’accaduto (Sala Grande, 4 settembre, ore 19:00).
Un tuffo nella musica
Nelle ultime giornate si sono concentrati quattro documentari a tematica musicale. Newport and the great folk Dream di Robert Gordon (Sala Darsena, 5 settembre ore 20:15) accompagna nel fenomeno della musica folk che negli anni Sessanta ha assunto dimensioni globali con nomi come Bob Dylan, Johnny Cash, Joan Baez e molti altri.
Grande attesa per Piero Pelù: rumore dentro di Francesco Fei, sceneggiato dallo stesso Piero Pelù, atteso al Lido. Nell’ottobre 2022, durante una sessione di registrazione, Piero Pelù sviene per un improvviso shock che gli provoca un danno permanente al nervo acustico e una forte depressione (Sala Casinò, 5 settembre ore 17:00). Il “rumore dentro” diventa un’occasione forzata per fermarsi, ritrovarsi, rigenerarsi e scrivere un nuovo album dedicato ai deserti interiori. Attraverso un’immersione nel proprio mondo intimo, uno dei protagonisti della scena rock italiana ritrova la sua strada.
Francesco De Gregori Nevergreen diretto da Stefano Pistolini che firma anche la sceneggiatura insieme allo stesso De Gregori (Sala Darsena, 5 settembre ore 22:30) racconta l’esperienza dei venti concerti all’Out-Off di Milano, nel novembre 2024 con una scaletta con i brani meno conosciuti della propria produzione e con ospiti sul palco: Jovanotti, Zucchero, Ligabue, Malika Ayane, Elisa.
Infine Nino 18 giorni di Toni D’angelo segue il cantante napoletano Nino D’angelo durante la preparazione di un concerto evento che segna il suo ritorno sulle scene (Sala Casinò, 5 settembre, ore 15:00).
La serie tv sul mostro di Firenze
Fuori concorso sarà presentata in anteprima la serie TV in 4 puntate Il Mostro di Stefano Sollima con Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Antonio Tintis e Giordano Mannu (Sala Casinò, 4 settembre ore 15:00).
La serie ha ricostruito, sulla base delle indagini giudiziarie (ancora in corso), la storia del primo serial killer italiano, autore di otto duplici omicidi in diciassette anni, usando sempre una Beretta calibro 22.
Il regista ha affermato che “avvicinarsi alla storia del Mostro di Firenze non è semplicemente un lavoro di ricerca, di scrittura, di messa in scena: è un confronto diretto con l’orrore. Scegliere di raccontare questa storia significa decidere di calarsi in un territorio dove il male non ha più maschere“. La serie sarà disponibile su Netflix dal 22 ottobre.
Tutti i film delle altre sezioni
Come da tradizione, nelle ultime giornate numerosi film vengono presentati fuori concorso, anche per facilitare il lavoro dei giurati.
Hateshinaki Scarlet (Scarlet) del giapponese Mamoru Hosoda: film di animazione su una principessa medievale spadaccina che intraprende una missione per vendicare la morte del padre (Sala Grande, 4 settembre, ore 21:30).
L’isola di Andrea di Antonio Capuano, con Teresa Saponangelo, Vinicio Marchioni, Andrea Migliucci, parla di un bambino e delle sue reazioni alla separazione dei genitori (Sala Giardino, 5 settembre, ore 21:15).
Sempre fuori concorso Sermon to the void di Hilal Baydarov (Sala Casinò, 5 settembre, ore 19:00).
Molti i documentari su tematiche diverse: Hui-Jia (Back Home) di Tsai Ming-liang, parla del viaggio di ritorno a casa di un laotiano che ha dovuto lasciare la sua patria (Sala Grande, 5 settembre, ore 14:00).
Ferdinando Scianna il fotografo dell’ombra di Roberto Andò è un ritratto intenso dell’omonimo fotografo (Sala Grande, 4 settembre ore 14:00).
Dai nostri inviati. La Rai racconta la Mostra del Cinema di Venezia 1990-2000 di Giuseppe Giannotti e Enrico Salvatori racconta la Mostra del Cinema di Venezia attraverso i servizi della Rai (Sala Casinò, 5 settembre, ore 22:00).
Gli ultimi film nella sezione Orizzonti: Pin de Fartie di Alejo Moguillanky (Sala Darsena, 4 settembre, ore 14:15); En el Camino di David Pablos (Sala Darsena, 4 settembre, ore 17:00); Grand Ciel (The Site) di Akihiro Hata (Sala Darsena, 5 settembre, ore 14:15) e Funeral Casino Blues di Roderick Warich (Sala Darsena, 5 settembre, ore 16:45).
Nella stessa sezione si conclude in questi giorni in Sala Giardino la proiezione dei corti.
Venezia Spotlight si concluderà oggi 4 settembre con Aùn es de Noche en Caracas di Mariana Rondon e Maritè Ugas (Sala Giardino, ore 21:00).
Per Venezia Classici sarà possibile rivedere in versione restaurata: Kaidan (Storie di fantasmi) del 1965 del giapponese Masaki Kobayashi (Sala Corinto, 4 settembre, ore 10:30); Do Bigha Zamin (Due ettari di terra) del 1953 dell’indiano Bimal Roy (Sala Corinto, 4 settembre, ore 14:30); Aniki-Bóbó del 1942 di Manoel de Oliveira (Sala Corinto, 5 settembre, ore 11:30) e Ti ho sposato per allegria del 1976 di Luciano Salce con Monica Vitti e Giorgio Albertazzi (Sala Corinto, 4 settembre, ore 14:30).
Nella stessa sezione anche i documentari Mata Hari di Joe Beshenkovsky e James A. Smith (Sala Corinto, 4 settembre, ore 17:15) e Boorman and the Devil di David Kittredge (Sala Corinto, 5 settembre, ore 17:00).
Ultimi tre film per le Giornate degli Autori con: Daroon-e Amir (Inside Amir) dell’iraniano Amir Azizi con Pirouz Nemat, Amir Hossein Hosseini e Hadis Nazari, delicato quadro su chi decide di lasciare Teheran accompagnato dalla nostalgia (Sala Perla, 4 settembre, ore 16:30); Do You Love Me di Lana Daher è una lettera d’amore per Beirut attraverso settant’anni di film, programmi televisivi, home video e fotografie del Libano (Sala Perla, 4 settembre, ore 11:15).
La rassegna si concluderà con Come ti muovi sbagli di Gianni Di Gregorio con lo stesso Di Gregorio, Greta Scarano, Tom Wlaschiha, Alessandro Bedetti e Iaia Forte (Sala Perla, 5 settembre, ore 16:30).
La Settimana Internazionale della Critica si conclude con Waking Hours (Ore di veglia) di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, dedicato ai migranti (Sala Perla, 4 settembre, ore 13:45) e il film di chiusura 100 Nights of Hero di Julia Jackman, con Emma Corrin, Nicholas Galitzine (la star di Rosso, bianco e sangue blu, che prossimamente vesstirà il ruolo di He Man) Varada Sethu (Andor) e Felicity Jones (Sala Perla, 5 settembre, ore 13:30). I due film saranno rispettivamente preceduti dai corti El püti pèrs (The Lost Child) di Paolo Baiguera e Confini, canti di Simone Massi.
Tutto sul Cinema di Venezia 2025 con i Caffè con Venezia da Vivere e altro ancora nel podcast Veneziacinema in pillole, free su Spotify.
Per essere informato degli eventi a Venezia, iscriviti alla nostra newsletter.
Articolo e di Pietro Gallina (VeneziaCinema).
Foto di Settimo Cannatella (anche la cover) e Rossana Viola.


