
La Venezia di Carlo Scarpa: dal Negozio Olivetti FAI alla Fondazione Querini Stampalia, dai Giardini della Biennale con l’iconica biglietteria riaperta per la Biennale Architettura 2025, fino all’ultimo progetto a Venezia. Un itinerario attraverso le opere del grande architetto che ha rivoluzionato museografia e design
Carlo Scarpa ha lasciato a Venezia una testimonianza unica di architettura moderna perfettamente integrata nel tessuto della città. Abbiamo creato un itinerario completo della Venezia di Carlo Scarpa nelle sue opere pubbliche più importanti, iniziando dal Museo Correr che ospita fino al 19 ottobre la mostra dedicata ai suoi allestimenti rivoluzionari, proseguendo al Negozio Olivetti progettato per Adriano Olivetti nel 1957 e conservato dal FAI, raggiungendo la Fondazione Querini Stampalia, dove l’acqua entra liberamente con la marea trasformandosi in dignità architettonica.
Ai Giardini della Biennale troviamo: il Giardino delle Sculture con le sue particolari colonne ellittiche, il Padiglione Venezuela esempio di brutalismo veneziano e la biglietteria circolare di recente restauro.
Per concludere il tour dedicato a Carlo Scarpa, un gioiello da scoprire è la Galerie Negropontes che ha sede nella Palazzina Masieri, una delle case progettate da Carlo Scarpa per committenti privati, visitabile grazie a Sophie Negropontes che qui ha scelto di aprire a Venezia una sede della sua galleria parigina. Venite con noi.
Il laboratorio museografico di Scarpa
Vetrine, teche e il cavalletto per dipinti che hanno rivoluzionato la museografia italiana sono protagonisti al Museo Correr con Il Correr di Carlo Scarpa 1953-1960, la mostra che fino al 19 ottobre documenta, attraverso fotografie d’epoca e pezzi originali del design scarpiano, come l’architetto veneziano abbia cambiato per sempre l’arte di esporre.
Scarpa interviene prima sulle sale di Storia veneziana al primo piano delle Procuratie Nuove progettando teche per le toghe dei senatori e pannelli per gli scudi ottomani delle guerre di Morea (1684 – 1699), poi ridisegna completamente la Quadreria al secondo piano, dove la luce naturale dai balconi su Piazza San Marco guida la disposizione di dipinti e sculture.
Piccole sale dedicate valorizzano capolavori come la Pietà di Cosmè Tura e le Due dame veneziane di Carpaccio, mentre il Cristo morto sostenuto dagli angeli di Antonello da Messina trova spazio in una saletta rivestita completamente in travertino dove l’orientamento dei rivestimenti e l’inclinazione del dipinto giocano con la luce naturale e valorizzano magistralmente chiaroscuri e dettagli.
Lo showroom che rivoluzionò il design
La mostra diventa il punto di partenza per un itinerario nella Venezia di Carlo Scarpa. Progettato su commissione di Adriano Olivetti nel 1957 e inaugurato l’anno successivo, il Negozio Olivetti – FAI sotto i portici delle Procuratie Vecchie conserva l’allestimento originale.
All’esterno, il logo in ottone è inserito in una lastra di marmo bianco che introduce lo spazio attraverso ampie vetrine e lastre di pietra d’Istria.
All’interno, la scultura in bronzo dorato Nudo al sole di Alberto Viani è esposta su un basamento di marmo nero, incorniciata da mosaici di vetro di Murano e dettagli in palissandro e acciaio inossidabile. Una scala monolitica con gradini sfalsati, dotata di un ballatoio in teak africano, conduce al piano soppalcato, dove le aperture calibrate inquadrano scorci di Piazza San Marco e fanno da quinta alle macchine storiche Olivetti.
Quando l’acqua diventa architettura
La Fondazione Querini Stampalia a Santa Maria Formosa rappresenta forse la vetta più alta della ricerca scarpiana a Venezia. Un intervento del 1959-1963 dove l’acqua entra libera con la marea attraverso passaggi e cunicoli progettati dall’architetto, trasformando l’elemento liquido in dignità architettonica, mentre nel giardino una vasca a più livelli in rame, cemento e mosaico dialoga con piccoli labirinti in alabastro e pietra d’Istria.
Scarpa all’università
L’Aula Baratto e il portale di San Sebastiano per Ca’ Foscari
All’università Ca’ Foscari Venezia è sede di numerose conferenze l’Aula Baratto con la boiserie in legno e vetro del 1956 e le caratteristiche stampelle a forma di Y che reggono il soffitto, mentre il portale di San Sebastiano presenta una cornice in pietra d’Istria a forma di L con portale scorrevole in ferro, bronzo e pietra che lascia in vista l’antica edicola con la quattrocentesca statua di San Sebastiano.
La trasformazione del portale dei Tolentini all’Università IUAV
Ai Tolentini l’ingresso della sede centrale dell’Università IUAV di Venezia, progetto completato dall’architetto Sergio Los nel 1984, mostra come il progetto di Scarpa abbia trasformato l’antico portale ad arco, ritrovato durante il restauro del convento dei Tolentini, in una vasca orizzontale, sostituendolo con una cancellata scorrevole ancorata a una lastra in pietra d’Istria.
Le architetture di Scarpa che rubano la scena ai Giardini della Biennale
Il Giardino delle Sculture
Nell’allora Padiglione Italia, oggi Padiglione Centrale (attualmente in restauro), Carlo Scarpa rivoluziona un cortile in uno spazio tra rigore e delicatezza. Tre colonne ellittiche in calcestruzzo reggono una pensilina forata, dove cerchi sottratti da un rettangolo diventano varchi di luce che disegnano ombre mobili sul suolo. Fioriere nascoste, acqua e vasche, sedute in laterizio e dettagli che invitano a fermarsi, senza spezzare il ritmo espositivo.
Il Padiglione Venezuela: il brutalismo veneziano
Costruito tra il 1954 e il 1956, lo spazio per la rappresentanza venezuelana nasce da uno slancio internazionale affidato a Scarpa come gioco di volumi slittati, un mix di cemento armato a vista, vetro e dettagli di grande carattere: le superfici esterne raccontano la materia grezza, quelle interne tendono al bianco e a giochi cromatici.
La Biglietteria Scarpa
Progettata tra 1951 e 1952, la Biglietteria Scarpa (in copertina – foto di Melania Dalle Grave, DSL Studio) accoglieva i visitatori all’ingresso dei Giardini: un vano circolare in vetro, cemento e legno, in equilibrio su una pensilina a forma di mandorla, sostenuta da montanti rivestiti in legno.
Oggi restaurata per la Biennale Architettura 2025 dall’architetto e attivista Giulia Foscari e la sua duplice agenzia UNA-UNLESS con il sostegno di Cassina, ospita Voice of Commons, un programma di incontri, talk e podcast sui Patrimoni Globali dell’Umanità – l’Antartide, l’Oceano, l’Atmosfera e lo Spazio: la Planetary Embassy, che ha il patrocinio dell’UNESCO, del Decennio ONU delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile e dell’Agenzia Spaziale Europea.
Il Monumento alla Partigiana
Lungo la Riva dei Giardini Scarpa realizzò il luogo che accoglie un monumento dal forte valore simbolico: la scultura in bronzo di Augusto Murer che raffigura una partigiana caduta, riversa e distesa sulle acque.
L’opera fu realizzata nel 1961 dopo che un attentato neofascista del 27 luglio 1961 distrusse il precedente monumento in ceramica policroma di Leoncillo Leonardi, inaugurato nel 1957.
Carlo Scarpa progettò il basamento per entrambe le opere: prima per quella di Leonardi e poi per quella di Murer, immaginando che il modo più corretto di osservare l’opera fosse dall’alto, posando il corpo organico della scultura sotto la linea visiva del pavimento su cassoni in calcestruzzo abbracciati dalla pietra d’Istria.
Pochi sanno che questo è un luogo dove è possibile sedersi a meditare, guardando le acque della città lambire la scultura.
La Palazzina Masieri, una delle ultime meraviglie
La Palazzina Masieri, restaurata e aperta al pubblico nel marzo 2024 grazie alla collaborazione tra Università IUAV e Galerie Negropontes, rappresenta l’ultimo significativo intervento di Carlo Scarpa a Venezia: un progetto affidato all’architetto nel 1968, approvato nel 1972, concluso nel 1983, dopo la sua morte. Sulla facciata, inserti in ottone brunito definiscono aperture e finestre, mentre il corrimano in bronzo dialoga con la struttura in cemento a vista della scala interna, caratterizzata da gradini sfalsati che ottimizzano lo spazio tra i due livelli.
La Galerie Negropontes ospita fino al 22 novembre, nell’ambito della 19. Biennale di Architettura, la mostra Architectural Landscapes, in cui le installazioni site-specific di Gianluca Pacchioni, Pinton e Perrin & Perrin si inseriscono negli spazi di Scarpa: sculture bronzee che riprendono i dettagli in ottone della facciata, arazzi di velluto disposti sulle pareti trattate a calce e vetri posizionati per sfruttare la luce filtrata dalle grandi finestre “a vetro d’orologio”.
Da venerdì 5 settembre, per la Venice Design Biennal e The Venice Glass Week, il secondo piano della galleria ospita la mostra Architectural and Design Landscapes con la collezione di gioielli Miti & Surrealismo: anelli scultorei zoomorfi di Walid Akkad, collaborazioni tra Éric de Dormael e Agnès Baillon che combinano luce e ottone, esplorazioni di fibre e intrecci di Ulrika Liljedahl, pezzi in argento di Jean-Christophe Malaval ispirati a mitologia e architettura futuristica, creazioni oniriche di Elena Syraka che sublimano l’eredità mitologica mediterranea. Le opere di Maison Matisse completano il percorso espositivo sui tre piani della Palazzina.
Carlo Scarpa a Venezia
Museo Correr
Piazza San Marco 52
correr.visitmuve.it
Negozio Olivetti – FAI
San Marco 101, Piazza San Marco
www.negoziolivetti.it
Fondazione Querini Stampalia
Castello 5252, Santa Maria Formosa
www.querinistampalia.org
Università Ca’ Foscari Venezia:
Aula Baratto
Dorsoduro 3246
Portale di San Sebastiano
Dorsoduro 1686, Campo San Sebastiano
www.unive.it
Portale della sede centrale dell’Università IUAV
Santa Croce, 191, Tolentini
www.iuav.it
La Biennale di Venezia (Giardini)
Biglietteria Scarpa
Padiglione Venezuela
Giardino delle Sculture (il Padiglione Centrale èvin restauro e pertanto non si può accedere al giardino)
www.labiennale.org
Galerie Negropontes – Fondazione Masieri
Palazzina Masieri, Dorsoduro 3900
negropontes-galerie.com
Articolo di Lucia Pecoraro con Laura Scarpa.
Cover: Biglietteria Scarpa di notte alla Biennale di Venezia, ph. Melania dalle Grave / Artemide.
Foto di: Giardino delle Sculture, Padiglione Centrale, la Biennale di Venezia © Marco Valmarana, Song to the Siren, 2022, Video (colour, sound) © Furio Ganz/ Pierre Henri Leman, Gabriele Bortoluzzi per la Fondazione Masieri.




