L’Arte con la A maiuscola è a Venezia dal 19 al 23 aprile. Con la vernice di Biennale Arte tante le inaugurazioni di grandi mostre ed eventi a Venezia
Grandi mostre ed eventi di portata mondiale dal 19 al 23 aprile 2022 a Venezia: esposizioni dedicate ai grandi maestri del Novecento come Louise Nevelson, Lucio Fontana, Antony Gormley e il coreano Ha Chong-Hyun, performance come quella alla Galleria Alberta Pane di Marcos Lutyens e nell’atrio di Palazzo Grassi con Dancing Studies: Sonatas and Interludes di Lenio Kaklea, apertura di nuove fondazioni per il contemporaneo come la nuova Fondazione di Anish Kapoor e la Fondazione a Palazzo Diedo che porta il progetto site-specific dell’artista Sterling Ruby. E poi 31 eventi collaterali, partecipazioni nazionali de La Biennale Arte 2022 e molto altro ancora.
Partecipazioni da tutto il mondo e di idee creative che arricchiranno il pluralismo della più attesa mostra della Primavera di Venezia: la 59.ma Esposizione Internazionale d’Arte, capitanata da una delle donne più influenti nel mondo della curatela di arte contemporanea, Cecilia Alemani.
Alla Biennale
Il latte dei sogni è il titolo della Biennale Arte, preso dall’omonimo libro di Leonora Carrington, artista surrealista alla quale è dedicata un’intera stanza (dalle pareti color rosso vivo) alla mostra Surrealismo e magia. La modernità incantata a cura di Gražina Subelytė, Associate Curator alla Collezione Peggy Guggenheim, fino 26 settembre 2022.
Un’artista che descrive un mondo onirico in cui la vita è costantemente ripensata attraverso il prisma dell’immaginazione. Un mondo dove tutto può cambiare, trasformarsi, diventare qualcosa o qualcun altro: libero e pieno di possibilità. Un pensiero in reazione a un’epoca di pressioni e incertezze simili a quella odierna.
«In questi momenti, come insegna la storia della Biennale di Venezia, l’arte e gli artisti ci aiutano a immaginare nuove forme di coesistenza e nuove, infinite possibilità di trasformazione».
Tra le partecipazioni nazionali, il più bello dei titoli è Storia della Notte e Destino delle Comete, il Padiglione Italia a cura Eugenio Viola che presenta un solo artista: Gian Maria Tosatti.
Una grande installazione che occupa l’intera superficie degli spazi delle Tese delle Vergini all’Arsenale di Venezia, strutturata come viaggio nella storia e odiernità del Bel Paese: un impianto teatrale che articola la narrazione in un prologo e due atti che coincidono con la Storia della Notte, ovvero il racconto simbolico dell’ascesa e del declino del sogno industriale italiano e il Destino delle Comete: messaggio di speranza sul destino dell’umanità, attraversato da una grande scia luminosa.
Tra i Collaterali
Tra i 31 eventi collaterali ammessi dalla curatrice della Biennale Arte 2022, è da segnare la mostra alla Fondazione Querini Stampalia realizzata in collaborazione con White Cube a cura dell’artista Danh Vo insieme a Chiara Bertola. Una mostra in dialogo tra la pratica artistica del curatore e l’opera di grandi artisti del secolo scorso: Park Seo-Bo, Dansaekhwa e Isamu Noguchi, importante scultore, architetto, designer e scenografo giapponese, che possiamo vedere con l’opera in granito Due è uno alla casa-museo Peggy Guggenheim di Venezia.
In Calle della Regina ha sede la Fondazione Prada, che durante la vernice della Biennale di Venezia presenta la mostra Human Brains: il percorso multidisciplinare dedicato agli studi del cervello e risultato di una complessa ricerca sviluppata in collaborazione con un comitato scientifico, presieduto da Giancarlo Comi e formato da ricercatori, studiosi, divulgatori e curatori quali Jubin Abutalebi, Massimo Cacciari, Viviana Kasam, Udo Kittelmann, Letizia Leocani, Andrea Moro e Daniela Perani.
Nella stessa calle nel nuovo spazio del Salone Verde inaugura Take your Time dell’artista Francesca Leone a cura di Danilo Eccher, tra i critici d’arte e curatori italiani più importanti che ha pensato Love, Dream, Enjoy e, ora in corso, Crazy le spettacolari nonché instagrammabili mostre al Chiostro del Bramante di Roma.
Wim Wenders è a Venezia venerdì 22 e sabato 23 aprile 2022 grazie a Palazzo Grassi – che nei suoi spazi ospita la mostra Open-end curata dalla stessa artista Marlene Dumas con Caroline Bourgeois. Al Cinema Multisala Rossini di Venezia la prima mondiale della nuova installazione video Présence è firmata dal grande maestro del cinema contemporaneo, Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia nel 1982 per Lo stato delle cose.
Wim Wenders, regista non nuovo a parlare d’arte, crea un film di 38 minuti sull’universo espressivo dell’artista francese Claudine Drai, la cui produzione è contestualmente visibile a Venezia presso ACP – Palazzo Franchetti con un’omonima personale.
Collaterale alla Biennale, promosso e realizzato dall’Ass. Arte Continua, in collaborazione con Fondazione Lucio Fontana e FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ed il supporto di Galleria Continua, due grandi maestri della scultura: Lucio Fontana e Antony Gormley si incontreranno per la prima volta all’interno dell’iconico Negozio Olivetti disegnato da Carlo Scarpa in Piazza San Marco e di proprietà di Generali, che contestualmente inaugurerà alle Procuratie Vecchie la personale di Louise Nevelson con la curatela di Julia Bryan-Wilson.
Visite speciali
Durante gli opening della Biennale, è l’occasione per trovare del tempo e prenotarsi alle visite speciali:
- martedì 19 aprile dalle ore 9 alle 12 a Palazzo Ducale per la mostra Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce di Anselm Kiefer, visibile al pubblico fino 29 ottobre 2022.
- Nei giorni 20, 21 e 22 aprile, al corpo museale della Fondazione dei Musei Civici di Venezia MUVE, si aggiungono: la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro con la mostra AFRO 1950-1970. Dall’Italia all’America e ritorno, il Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo a Palazzo Mocenigo con ES-SENZE e il Museo Correr con Huong Dodinh per Ascension.
- Dal 20 al 22 aprile, LA FIABA. A Dress for Venice la mostra (aperta al pubblico fino al 29 aprile 2022) dell’eco-designer Tiziano Guardini alla Tessitura Luigi Bevilacqua a cura dalla stessa Tessitura e Venezia da Vivere, e parte del programma ufficiale di Homo Faber In Città.
- Homo Faber è assolutamente un evento da vedere sull’isola di San Giorgio, che omaggia l’eccellenza artigiana, allestita nei 4000 mq di spazi della Fondazione Giorgio Cini, tra cui alcuni aperti per l’occasione come l’ex Scuola Nautica, la Sala Messina e il Teatro Verde (in foto).
- La Fondazione Giorgio Cini durante la vernice della Biennale inaugura con On Fire un’esposizione promossa da Tornabuoni Art a cura di Bruno Corà dedicata al fuoco e al suo utilizzo nell’opera d’arte per gli artisti: Yves Klein, Alberto Burri, Arman, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis e Claudio Parmiggiani. E Luca Massimo Barbero, storico e critico d’arte moderna e contemporanea, e Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione, per il periodo inaugurale della Biennale porta Joseph Beuys. Finamente Articolato a Palazzo Cini una straordinaria mostra interamente dedicata a Joseph Beuys, uno degli artisti più emblematici della seconda metà del Novecento.
- Per la prima volta in Italia dal 21 aprile al 30 luglio nel cortile dell’Università Ca’ Foscari è visibile l’installazione immersiva in realtà virtuale Last Whispers: Immersive Oratorio for Vanishing Voices, Collapsing Universes and a Falling Tree della fotografa e artista americana Lena Herzog: progetto incentrato sulla tematica dell’estinzione di massa delle lingue.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto di Lucia Pecoraro, Lenio-Kaklea, Marta Formentello e Settimo Cannatella.
Foto di Andrea Avezzù per cortesia La Biennale di Venezia.
Ritratto di Eugenio Viola, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2022 e di Gian Maria Tosatti, foto di Elena Andreato e sull’artista Padiglione Italia alla Biennale Arte 2022 al lavoro ph. Maddalena-Tartaro.
Opera di Isamu Noguchi, Akari Rain Cloud, White Cube Bermondsey ©INFGM/ARS. Foto © White Cube (Ollie Hammick).
Opera di Francesca Leone, Space 2 (dettaglio / detail), 2015. Foto Massimiliano Ruta.
Ritratto di Louise Nevelson – fonte sito louisenevelsonvenice.com
Opera di Joseph Beuys, Ohne Titel (Untitled), ca. 1960. Foto Ulrich Ghezzi.


