La mappa dei padiglioni presenti alla 61. Biennale Arte di Venezia si estende oltre i confini dei Giardini e dell’Arsenale: in città troviamo Timor-Leste, Zimbabwe e i padiglioni debuttanti
Sono 7 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte di Venezia: Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam.
ECUADOR
- Titolo: TAWNA & Oscar
- Sede: Castello 1636/A
- Artisti: TAWANA collective e Oscar Santillán
- Curatrice: Manuela Moscoso
Comunità, rituale, ecologia, memoria e linguaggio sono temi ricorrenti nel lavoro del collettivo collettivo anti-coloniale Tawna, formato da artisti Sápara, Kichwa e meticci dell’Amazzonia ecuadoriana, lavora con Óscar Santillán, artista visivo che vive tra Paesi Bassi ed Ecuador e fonde saperi ancestrali con tecnologie emergenti. In attesa di sapere di più sul progetto per Venezia, Santillán è attualmente in mostra alla Biennale Diriyah di Riyadh e al Guggenheim Bilbao con Artes de la Tierra, dedicata al rapporto tra ecologia e pratiche artistiche.
Partecipa per la prima volta con un proprio padiglione: EL SALVADOR
- Titolo: Cartographies of the Displaced
- Sede: Palazzo Mora, Cannaregio, Strada Nova, 3659
- Artista: José Óscar Molina
- Curatore: Alejandra Cabezas
15 sculture che raccontano lo spostamento forzato di comunità migranti: Molina, nato a Morazán nel 1971 e fuggito negli Stati Uniti a 16 anni durante la guerra civile, trasforma la migrazione in schizzi di colore e sculture con un codice QR che rimanda a messaggi di persone sfollate.
Gli altri padiglioni in ordine alfabetico
ARABA SIRIANA (REPUBBLICA)
- Titolo: The Tower Tomb of Palmyra
- Sede: IUAV di Venezia, Cotonificio, Dorsoduro 2196
- Artista: Sara Shamma
- Curatrice: Yuko Hasegawa
Il Padiglione siriano torna sulla scena culturale internazionale dopo gli anni della guerra con un progetto immersivo affidato a Sara Shamma e curato da Yuko Hasegawa. The Tower Tomb of Palmyra parte dalle torri funerarie di Palmira, mausolei familiari costruiti tra il I e il III secolo d.C. e legati alla convivenza tra comunità greco-romane, aramaiche e arabe. Durante la guerra, queste architetture sono state distrutte; centinaia di ritratti funerari sono stati trafugati e venduti all’estero.
Attraverso le rovine, i volti dispersi e la ricostruzione sensoriale di uno spazio perduto, il padiglione porta a Venezia una riflessione sulla tutela del patrimonio condiviso e sul valore politico della memoria.
BAHAMAS
- Titolo: In Another Man’s Yard: John Beadle, Lavar Munroe, and the Spirit of (Posthumous) Collaboration
- Sede: San Trovaso Art Space, Dorsoduro 947
- Artisti: Lavar Munroe e John Beadle
- Curatrice: Krista Thompson
Lavar Munroe espone insieme alle opere di John Beadle, morto nel 2024. Entrambi usano materiali di scarto seguendo le tecniche del Junkanoo, il festival delle Bahamas dove i discendenti degli schiavi trasformavano oggetti trovati in costumi e sculture. Beadle avrebbe dovuto rappresentare il paese nel 2015, Munroe lo porta a Venezia attraverso opere che richiamano il suo lavoro su migrazione e identità.
CIPRO
- Titolo: It rests to the bones
- Sede: Associazione Culturale Spiazzi, Castello 3865
- Artista: Marina Xenofontos
- Curatore: Kyle Dancewicz
Sculture che conservano memorie come hard disk: Marina Xenofontos trasforma oggetti quotidiani in archivi viventi, dove si depositano le tracce della diaspora cipriota dopo la partizione del 1974.
Video e installazioni sonore riportano in superficie le tradizioni popolari che i ciprioti hanno portato con sé emigrando verso Regno Unito e Stati Uniti, un patrimonio immateriale che sopravvive nei gesti e negli oggetti di ogni giorno. “Il suo lavoro affronta il peso e la leggerezza della storia,” dice il curatore Kyle Dancewicz, vicedirettore dello SculptureCenter di New York, che nel 2023 le ha dedicato una personale.
ESTONIA
- Titolo: The House of Leaking Sky
- Sede: Patronato Salesiano Leone XIII, Calle San Domenico 1281, Castello
- Artista: Merike Estna
- Curatrice: Natalia Sielewicz
Un soffitto affrescato sopra un pavimento segnato da linee da basket: Merike Estna espone in un’ex chiesa trasformata in centro comunitario, dove sacro e civico si sovrappongono. La pittura di Estna supera i confini della tela per invadere ambienti e oggetti, e per questa Biennale l’artista vivrà a Venezia con la famiglia per tutta la durata della mostra, trasformando il lavoro artistico in gesto quotidiano e performativo.
ISLANDA
- Titolo: Universo Tascabile
- Sede: Docks Cantieri Cucchini, San Pietro di Castello 40A
- Artista: Ásta Fanney Sigurðardóttir
- Curatori: Margrét Áskelsdóttir, Unnar Örn Auðarson
Poetessa, compositrice, filmmaker e artista visiva: Ásta Fanney Sigurðardóttir porta alla Biennale una pratica che fonde testo, suono e immagine in performance dove il confine tra conscio e inconscio si dissolve.
Il padiglione islandese si trasferisce in una nuova sede, gli ex cantieri navali ottocenteschi di San Pietro di Castello, dove l’artista di Reykjavík costruisce un ambiente immersivo fatto di portali temporali, oggetti carichi di significato – amuleti, talismani – e azioni performative che attraversano lo spazio. “L’immaginazione è una fonte sottovalutata, una capacità di infinite possibilità“, dichiara Sigurðardóttir, che tratta il linguaggio come materia viva, quasi atto spirituale, producendo strutture vocali oniriche aperte a strati nascosti di significato.
KOSOVO
- Titolo: Hard Teeth
- Sede: Chiesa di Santa Maria del Pianto, Fondamenta Nove, Castello
- Artista: Brilant Milazimi
- Curatore: José Esparza Chong Cuy
Per la prima volta il Kosovo porta alla Biennale un pittore: Brilant Milazimi, vincitore nel 2020 del Young Visual Artist Award kosovaro, esporrà una tela di 17 m montata su una struttura autoportante che raffigura una fila di figure ammassate su un terreno montuoso. Il progetto indaga l’attesa come condizione politica e fisica, riflettendo lo stato di riconoscimento parziale del Kosovo sulla scena internazionale.
LITUANIA
- Titolo: Animism sings anarchy
- Sede: SUMUS – Fucina del Futuro, Castello 5063/B
- Artista: Eglė Budvytytė
- Curatrice: Louise O’Kelly
L’archeologa lituana Marija Gimbutas ha studiato le società neolitiche dove le donne governavano e il sacro si mescolava alla vita di tutti i giorni. Eglė Budvytytė trasforma queste teorie in un film con scene coreografiche girato tra fiumi, cave di calcare e argilla della Lituania dove corpi e paesaggio si fondono attraverso rituali e canti.
SLOVENIA
- Titolo: Soundtrack for an Invisible House
- Sede: Campo della Tana 2169/F, Castello
- Artisti: Nonument Group (Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar, Miloš Kosec)
- Curatrice: Nataša Petrešin-Bachelez
Il collettivo Nonument Group lavora sulle rovine della prima moschea costruita in Slovenia nel 1916 a Log pod Mangartom dai soldati bosniaci musulmani dell’esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale. La moschea fu demolita negli anni ’20 dopo che i soldati tornarono a casa e il territorio passò all’Italia.
Il progetto usa testimonianze, documenti d’archivio e azioni performative per mostrare come un edificio cambi significato quando le condizioni politiche e sociali si modificano, aprendo una riflessione su religione, infrastrutture militari, rovine e imperi nell’epoca contemporanea delle riparazioni storiche.
PAKISTAN
- Titolo: Punj•AB – A Sublime Terrain
- Sede: 193 Gallery Venice – Ex Farmacia Solveni, Dorsoduro 993
- Artista: Faiza Butt
- Curatrice: Beatriz Cifuentes Feliciano
Seconda partecipazione del Pakistan alla Biennale Arte dopo il debutto del 2019, con Faiza Butt che presenta il Punjab, regione storica divisa tra India e Pakistan nel 1947 quando i britannici lasciarono il subcontinente tracciando confini che separarono comunità, famiglie e territori. L’artista lavora con fotografia, ricamo e ceramica, tecniche che musei e gallerie hanno sempre classificato come artigianato e che Butt espone come arte contemporanea.
SAN MARINO
- Titolo: Sea of Sound
- Sede: Tana Art Space, Fondamenta de la Tana 2111 – ex deposito di legna e carbone riconvertito in spazio per l’arte contemporanea
- Artista: Mark Francis
- Curatore: Luca Tommasi
Mark Francis traduce frequenze sonore in pittura astratta, trasformando lo spazio espositivo in un campo d’ascolto dove la visione diventa vibrazione.
Il padiglione si articola in due sale: la prima accoglie la proiezione Listening Field, la seconda ospita dipinti inediti di grande formato su tela e alluminio, paesaggi sonori che invitano a percepire l’eco invisibile del mondo.
PADIGLIONE DELLA SANTA SEDE
- Titolo: The Ear Is the Eye of the Soul
- Sede: Giardino Mistico e Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello
- 24 artisti
- Curatori: Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers
Diverse generazioni di artisti come Brian Eno, Patti Smith, FKA Twigs, Jim Jarmusch e altri lavorano su suono, voce e ascolto tra il Giardino Mistico e il complesso di Santa Maria Ausiliatrice, in collaborazione con Soundwalk Collective. Una preghiera sonora, un invito all’atto contemplativo dell’ascolto, in omaggio alla vita e all’eredità della monaca benedettina Santa Ildegarda di Bingen.
ZIMBABWE
- Titolo: Second Nature | Manyonga
- Sede: Chiesa della Pietà, Santa Maria della Visitazione, Castello 3701
- Artisti: Gideon Gomo, Eva Raath, Felix Shumba, Franklyn Dzingai, Pardon Mapondera
- Curatrice: Fadzai Veronica Muchemwa
Il titolo e la parola “Manyonga” in lingua shona significa la capacità di trasformarsi per sopravvivere: cinque artisti zimbabwani portano scultura, pittura e installazione per raccontare cosa vuol dire resistere e adattarsi quando tutto intorno è incerto.
Gli altri padiglioni in città
- AZERBAIGIAN (REPUBBLICA DEL) – Campo della Tana, Castello 2124/A, Castello 2125
- BOSNIA-ERZEGOVINA – Palazzo Malipiero, San Marco 3198
- BULGARIA – Sala Tiziano, Centro Culturale Don Orione Artigianelli, Zattere 919
- CAMERUN (REPUBBLICA DEL) – Palazzo Canal, Dorsoduro 3121
- CONGO (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL) – Antico Refettorio, Scuola Grande di San Marco
- CROAZIA – Palazzo Zorzi, Salizada Zorzi 4930
- CUBA – Il Giardino Bianco – Art Space, Castello 1814
- ETIOPIA – Palazzo Bollani, Castello 3647
- GEORGIA – Palazzo Querini, Calle Lunga San Barnaba 2691
- GRENADA – Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A
- GUATEMALA – Spazio Berlendis, Cannaregio 6301
- GUINEA (REPUBBLICA DI) – Isola di San Servolo
- GUINEA EQUATORIALE (REPUBBLICA DELLA) – Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038 / 5101
- HAITI (REPUBBLICA DI) – Palazzo Albrizzi-Capello, Cannaregio 4118
- INDONESIA – Scuola Internazionale di Grafica, Cannaregio 1798
- KAZAKHSTAN (REPUBBLICA DEL) – Museo Storico Navale, Castello 2148
- KYRGYZSTAN (REPUBBLICA DEL) – Ex Chiesa di Santa Caterina, Cannaregio 4941
- MACEDONIA DEL NORD (REPUBBLICA DI) – Ex Cappella Buon Pastore, Castello 77
- MOLDOVA (REPUBBLICA DI) – Spazio Santa Veneranda, Chiesa dei Santi Geremia e Lucia
- MONGOLIA – Squero Castello, Salizada Streta 368
- MONTENEGRO – Artenova, Castello 5063
- NAURU (REPUBBLICA DI) – Spazio Castello 3683
- PORTOGALLO – Fondaco Marcello
- SANTA SEDE – Complesso di Santa Maria Ausiliatrice + Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi
- SENEGAL – Palazzo Navagero, Riva degli Schiavoni 4145
- SIERRA LEONE (REPUBBLICA DI) – Liceo Guggenheim, Dorsoduro 2613
- SOMALIA (REPUBBLICA FEDERALE DI) – Palazzo Caboto, Via Garibaldi 1645
- UGANDA – Palazzo Navagero Gallery, Riva degli Schiavoni 4147
- VIETNAM (REPUBBLICA SOCIALISTA DEL) – Ca’ Faccanon, San Marco 5016
Approfondisci le partecipazioni nazionali presenti ai:
GIARDINI
ARSENALE
COLLATERALI
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto cover di Settimo Cannatella.
Le foto sono state concesse dai relativi artisti o padiglioni.

