Registi, artisti e performer danno voce alla Biennale nel nuovo podcast: in 30 minuti ogni mese, La Biennale on Air racconta mostre, festival, pezzi d’archivio e visioni, come l’audio inedito di Pasolini del 1974
La Biennale di Venezia apre un nuovo canale di narrazione: il podcast La Biennale on Air che raccoglie le voci di artisti, registi, performer, direttori e ricercatori, creando un archivio sonoro della cultura contemporanea.
Un progetto per una Biennale accessibile e attuale nato per raccontare i suoi diversi settori — Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro e Archivio Storico — attraverso conversazioni con protagonisti, riflessioni e materiali d’archivio rari a un pubblico globale, giovane e digitale.
Disponibile su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music – Audible e sul sito della Biennale, ogni episodio dura circa 30 minuti con “hidden stories, new ideas, and different perspectives” (storie nascoste, idee nuove e prospettive differenti) di materiali d’archivio, conversazioni con artisti, interventi dei direttori e dietro le quinte delle mostre e dei festival in corso.
Tutto sulla Biennale di Venezia 2026
Episodio 1 – Il cinema, l’architettura, le visioni
Lanciato il 24 settembre, il primo episodio prende spunto dalla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica per riflettere sul presente e sul futuro del cinema.
A raccontarlo sono: Guillermo del Toro, maestro del racconto visionario, Werner Herzog con il suo rigore poetico, e Jude Law che riflette sul ruolo dell’attore dentro un sistema in trasformazione. Il direttore Alberto Barbera guida questo racconto corale in cui emerge il senso profondo della Mostra del Cinema come osservatorio sul mondo.
Lo sguardo poi si sposta sull’architettura con AquaPraça, progetto presentato da Carlo Ratti per la 19. Mostra Internazionale di Architettura: un’installazione urbana che invita a ripensare l’acqua come spazio pubblico e relazionale.
Dall’Archivio Storico arriva un raro audio di Aldo Rossi, che racconta il suo Teatro del Mondo: una struttura galleggiante costruita per la prima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 1980, pensata per rappresentare l’anima pubblica e teatrale della città.
In questo episodio si parla anche di The Herds, una performance potente che ha portato animali a grandezza naturale e danzatori a muoversi per Venezia, trasformando le strade della città in un racconto visivo sul clima e sulla vita. L’intervento, interpretato dai giovani di Biennale College Danza, ha fatto di calli e campi un palcoscenico mobile: un’azione pubblica e collettiva che ha coinvolto i cittadini in modo spontaneo, rendendoli parte di una narrazione condivisa.
Episodio 2 – La musica e i suoi linguaggi
Il secondo episodio, del 29 ottobre, è dedicato al 69. Festival Internazionale di Musica Contemporanea. La compositrice Caterina Barbieri, direttrice del festival, spiega come la musica oggi sia sempre più connessa alla tecnologia, alla memoria e alla spiritualità. Il suono diventa un’esperienza fisica, che attraversa il corpo e lo spazio.
Con lei intervengono artisti come Meredith Monk, premiata con il Leone d’oro alla carriera per una vita dedicata alla sperimentazione vocale e teatrale; Actress e Carl Craig, legati alla scena elettronica ma capaci di esplorare linguaggi trasversali; e Fennesz, che lavora sul confine tra musica, rumore e silenzio.
Due voci dal passato: l’attore Robert Redford, con un estratto del suo discorso alla Mostra del Cinema del 2017, in cui rifletteva sul ruolo dell’attore e sul bisogno di raccontare storie vere; e lo storico Peter Cowie, che rievoca la figura di Orson Welles, raccontando aneddoti e intuizioni di uno dei grandi innovatori del cinema.
Episodio 3 – Pasolini, Battiato e il robot Alter3
Nel terzo episodio, online dal 27 novembre, si ascolta per la prima volta un estratto audio originale del 1974 con Pier Paolo Pasolini. Registrato durante un convegno alla Biennale, le sue parole, lasciate nella lingua originale, provengono dall’Archivio Storico – ASAC. Pasolini riflette sul ruolo del cinema tra arte e mercato, in un discorso che oggi suona ancora attuale.
Willem Dafoe, attore e direttore di Biennale Teatro, racconta il suo rapporto personale con l’opera di Pasolini e con il film Pasolini diretto da Abel Ferrara, in cui lo ha interpretato.
La musica torna protagonista con Malika Ayane, che racconta tra spiritualità e visione poetica il progetto Arcipelago Battiato, un omaggio collettivo a Franco Battiato.
L’episodio si chiude con due momenti diversi ma legati dal tema della trasformazione: un dialogo tra il robot umanoide Alter3 e lo scienziato Luc Steels sulla possibilità che l’intelligenza artificiale sviluppi una coscienza, e un estratto dalla conferenza di Dwayne Johnson per il film The Smashing Machine, presentato a #Venezia82. In chiusura, una breve anticipazione sulla prossima Biennale Arte 2026.
Il podcast prosegue con cadenza mensile, seguendo i percorsi delle mostre, dei festival e delle ricerche attive della Biennale.
Articolo di Lucia Pecoraro.
Foto cover e della Biennale Architettura 2025 di Settimo Cannatella.
Foto Marta Formentello, Carlo Ratti Associati e ritratto di Dafoe, Barbieri e McGregor ph. Andrea Avezzu, Courtesy La Biennale di Venezia.
Foto del red carpet alla Mostra del Cinema di Venezia ph. Rossana Viola.


